12a puntata: IL GRANDE RACKET III Parte

La pausa… la bellissima straordinaria pausa… vedi tutti che – per un motivo o per un altro camminano velocemente verso il furgoncino dei cestini… guardi intorno e vedi che ci sono già gli autisti che mangiano beati i loro cestini con vicino il solito quartino di vino – cosa vuoi di più? Io? Io vado, ordino il rosso e torno. Che atmosfera!

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Eccomi vicino al mio papà che mangia molto lentamente. Io invece ho la brutta abitudine di mangiare velocemente. Oggi vado un pochino più veloce del solito… e non mangio tutto…. forse perché adoro ritornare sul set. Guardo papà – capisce cosa voglio – mi fa il segno d’approvazione:
“Mi raccomando stai attento Kid!”

Corro verso il set tutto vuoto. Il set è tutto per me. E’ uno dei tanti momenti dove la mia fantasia inizia a creare le sue immaginazioni… le mie scene. Prima di ritornare sul set, faccio un piccolo “pit-stop” e chiedo al nostro armiere se posso prendere in prestito – per giocare – una pistola di ferro…

Si avete capito bene: una pistola di ferro. Queste pistole sono le esatte copie delle vere pistole usate nelle sequenze d’azione. Vengono utilizzate dagli attori oppure, per la maggior parte, dai nostri acrobati durante le scene d’azione – quando devono cadere oppure far cadere un’arma. Vengono usate delle armi di ferro. Esatto peso ed esatta misura. Cosi quando cade crea lo stesso rumore e lo stesso effetto di caduta. Se invece vengono utilizzate delle armi di plastica oppure di legno – prima di tutto si vede subito che sono finte… volano di più e quando cadono si rompono. Invece le pistole di ferro non si rompono e cosi durante una caduta le armi vere non vengono danneggiate. La magia del cinema!

Mi ritrovo di nuovo dentro la fabbrica. Pronto. Mi nascondo… controllo se i cattivi sono vicini… avanzo attentamente tra i vari oggetti di scena… mi fermo – vedo un cattivo che avanza:
“FERMO POLIZIA!!”

Lui non si ferma. Si gira, è punta il mitra. Mi vuole uccidere…
Io prendo la pistola e faccio:
“BANG BANG! – Sei morto!!”

Continuo la mia avventura. Ma ad un certo punto sento:
“La pausa è finita!!!”
Soffio la canna della pistola e ritorno fuori.

Ma si…adesso si gira la stra-famosa sequenza di Fabio che rotola dentro l’auto. FICO!!!! Consegno la “mia” pistola al mio amico armiere e raggiungo papà che nel frattempo sta parlando con Rocco e Fabio. Lui mi vede. Mi sorride e continua a spiegare cosa vuole fare. Vedo Fabio che continua ad approvare tutto quello che dice papà…. Io ovviamente – per l’età capisco poco e nulla. Usano parole troppo tecniche. Papà ha sempre il piacere di spiegare, prima di girare, tutta la sequenza a tutti. Dopo qualche minuto, vedo la troupe pronti per girare.
“Fabio – siamo pronti!”

“Eccomi Enzo. Mi metto dentro e puoi dare il via!”
In tutti questi anni, tra mio padre e Fabio, c’è stato sempre un grande rapporto di affetto profondo e di stima indeterminata. Sono due grandissimi amici. Veri. Sinceri. Unici. Sentire Fabio che parla con il suo accento veronese è senza dubbio il migliore. Atleticamente parlando, è una forza!

Vedo Fabio che entra lentamente dentro – quello che rimane dell’auto. Si allaccia le cinture. Sono state posizionate apposta per Fabio. Sono cinture speciali utilizzate dagli acrobati. Mantengono stretto il corpo sul sedile. Le macchine da presa sono state posizionate frontalmente e lateralmente.
“Pronti per girare!”

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Rocco ha tutti i suoi acrobati attorno alla struttura di metallo che deve “rotolare”…
Viene dato il via. Le macchine da presa accese.
“Vai Rocco! Azione!!”

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I ragazzi iniziano a far girare la struttura circolare di metallo… con dentro Fabio che strilla e che cerca di coprirsi la faccia… La scena dura quasi un minuto… I ragazzi sono veloci. L’auto rotola velocemente. Mi ricordo che durante questa sequenza eravamo tutti nascosti per non essere visti dalle due cineprese.
Papà strilla: “STOP!!!”

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Vedo l’assistente operatore che corre velocemente verso l’auto. Deve spegnere le MdP – se no, continuerebbero a riprendere il tutto. La pellicola costa. Costa tanti soldi.
Papà: “BELLISSIMO!!! BRAVI!!!! – Come stai Fabio??”
Fabio senza fiatare risponde subito: “FANTASTICO!”

Rocco controlla che nessuno dei suoi ragazzi si sia fatto male. Perché durante la sequenza sono usciti moltissimi oggetti. Specialmente tanti pezzi di vetro.
Fanno uscire Fabio. L’auto viene riposizionata nell’esatto punto di partenza. Le ruote di metallo vengono bloccate. Le machine di presa vengono spostate. Adesso si deve girare la stessa sequenza – ma dall’altro lato del finestrino ed a quella centrale cambiano l’obiettivo. Si ripete tutto da capo.

Fabio rientra dentro abitacolo. E via….

La scena vista al cinema è spettacolare!!!! Ma una cosa non mi sfugge… forse a pochi, ma non a me. Durante la sequenza, per un attimo si intravede la mano di uno che spinge l’auto… e poi si intravedono i tubi di ferro che compongono la strutta di metallo. Osservate le foto e guardate bene. Potete vedere la mano ed i tubi. Ma alla fine – chi se ne frega! Rimane e rimarrà una sequenza straordinaria. Unica. Strepitosa. Io posso solo dire, con fierezza: “IO C’ERO!”.

Quando il film uscì, venne vietato ai minori di 18 anni ed il critico Morando Morandini scrisse sul “Il Giorno”: «È un film fascista. È un film abietto. È un film idiota. È fascista perché, abbinando lo stereotipo del giustiziere solitario con quello del poliziotto reso impotente nell’esercizio del suo dovere dalle norme dello Stato di diritto […], sostiene l’ideologia reazionaria secondo la quale la criminalità non si combatte applicando le leggi, ma contrapponendo violenza a violenza secondo la regola del taglione: dente per dente, uccisione per uccisione».

Il film ha incassato complessivamente 1.479.567.800 di lire dell’epoca…..

Oggi il film è considerato un vero film CULT.

A Morandini….ma vai a cagare!

Alla prossima puntata!

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