15° Puntata – Keoma

Il viaggio in auto è veramente lungo. Per fortuna che durante l’itinerario abbiamo effettuato qualche “pit-stop”. Oggi non andiamo sul set del villaggio western situato dentro i teatri di posa “Elios” sulla Tiburtina… La nostra nuova destinazione è Monte Guadagnolo – vicino Roma.
Nel film ci sono altre numerose scene esterne quasi tutte girate nella bellissima regione Abruzzo. L’Abruzzo ha dei set esterni meravigliosi. Uno è particolarmente speciale: Campo Imperatore. Una location nota anche nei films di Bud Spencer e Terence Hill. Ma oggi io vado a visitare un nuovo set, la casa del papà di Keoma.
Scendo dall’auto… la troupe è in pausa “pizza bianca”. Corro verso mio padre gridando: “PAPAAAAA’!!!” – come fa mia figlia quando mi vede dopo scuola. Stessa emozione. Stessa scena. Ma due locations diverse. Corro. Corro tanto e veloce con i miei stivali rossi – ad ogni tacco è stato aggiunto una piccolissima placchetta con scritto “KID”. “Chi mi ferma adesso!!??”

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Mio padre mi prende al volo. “Papà…che viaggio!! Abbiamo attraversato tantissime montagne per venire fino qui! Un vero viaggio nel West!”.
Sorride e mi accarezza. Ci diamo il nostro solito e dolce bacio in bocca. Adoro quei momenti. Anche Franco Nero lo faceva con il figlio Carlo Gabriel. Stessa cosa… credo che proprio nel film “Il giorno del cobra” è presente una bellissima sequenza quando Franco incontra Carlo Gabriel nel cortile della scuola privata (foto). Se cliccate su Youtube è presente una brutta copia del film…la sequenza è presente nel film. Sono momenti che non si possono dimenticare. Sono momenti speciali. Personali. Dolci. Rapporto unico tra padre e figlio. Una della tante ragione perché considero Franco un secondo padre. Per tanti può sembrare introverso. Ma è una persona dolcissima ed incredibilmente timida. Papà e Franco sono come due fratelli. Si amano e si rispettano moltissimo.

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Dopo aver saluto papà e Franco mi avvicino e vedo un uomo vecchio… ma aspetta… è un vecchio strano. Io quel signore l’ho già visto. Ma certo è il papà di Keoma, William Berger. Un grandissimo attore Austriaco. Ha lavorato per circa 30 anni nel nostro cinema. Ha interpretato svariati ruoli. Forse pochi sanno che è il papà di Debra Berger. Debra Berger ha lavorato nel cultissmo, “Quel maledetto treno blindato”. Ha recitato il ruolo di “Nicole” – la francesina che alla fine si innamora di Peter Hooten – l’attore scelto solamente per “vaga” assomiglianza a Paul Newman (foto). Ritorniamo al nostro William Berger invecchiato…. dopo i vari abbracci e baci… William si avvicina e mi saluta con cordialità. E’ impegnato in una scena molto dura e laboriosa…. ed ecco il perché della “pausa pizza bianca” – i macchinisti sono all’opera. Stanno costruendo un lunghissimo carrello a forma di una “U”. Nel film è la famosa scena quando padre e figlio parlano del passato – ognuno a capotavola ma non si guardono in faccia. Un lunghissimo dialogo. Devono effettuare molte prove per sistemare e prendere i tempi giusti.

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“Pronti per una prova tecnica – voglio il silenzio TOTALE! Nessuno si deve muovere. Nessuno!!” Dice mio padre alla troupe.
William e Franco si siedono…. hanno le scene ed il copione sul tavolo… Mamma mi prende la mano e con Stefania ci allontaniamo. Mi ricordo quella scena vista da lontano. Mi ricordo vista dalla stalla. La stessa stalla dove il piccolo Keoma viene massacrato di botte dai suoi fratellastri. Tutto procede bene. Sento papà che strilla “STOP!!! STUPENDA!!!!”. Franco e William Berger si avvicinano a papà e sorridono. Sono tutti contenti. Vedrò la scena al cinema. Mamma mia che scena. Un’interpretazione magnifica. Mi ricordo quando ho visto per la prima volta “Keoma”, la scena dove ho pianto tantissimo… ed ancora oggi, quando vedo la scena, sento un forte nodo alla gola, è la scena della morte del papà di Keoma.

Adesso il circo si sposta… devono girare l’entrata di William a cavallo con il piccolo Keoma sulla sella. Portano William al trucco per ritornare giovane. Questo mi da l’opportunità di muovermi liberamente…. salgo i gradini della casa… mi avvicino… vedo il tavolone con le sedie… vado verso la porta. Cerco di aprirla. Non si apre. E’ inchiodata! Come le finestre. Ma come possono entrare ed uscire se la porta è chiusa con i chiodi….Vado incuriosito da mio padre: “Papà… non posso entrare nella casa. Come mai?”…. Mi guarda e mi dice sottovoce “E’ un segreto… la casa non esiste. Vai e guarda dietro”. Corro immediatamente verso la parte posteriore. E’ vuota. Non esiste nulla. Solo travi che sostengono la facciata. Il solito trucco cinematografico…. Ci sono cascato di nuovo. Come in Almeria nel set di “Cipolla Colt” Ma volete sapere un’altra cosa? I vari fabbisogni della casa… sono anche quelli inchiodati ed incollati.

Non ci posso credere… Non si muovono…. Che cosa vi fa pensare? A me ad IKEA. Come ad IKEA? Quanti di voi sono andati ad IKEA ed hanno notato gli oggetti in esposizione incollati oppure inchiodati su i vari mobili?
Stessa cosa sul set di Keoma. Cosi decido di sedermi sulla sedia di Franco. Anche quella inchiodata… per esigenza di scena. Con il carrello ed i fuochi della MdP… era importantissimo inchiodare le due sedie. Cosi che i fuochi sono precisi ed gli attori non potevano, accidentalmente spostare le sedie. A quei tempi non c’era il “monitor” per visualizzare la scena in diretta. Dovevi assolutamente fidarti dell’operatore. Bergamini era il “mejo” di tutti. Ogni volta che la scena era perfetta Gianni diceva, dopo lo stop di papà, “Questa va nel film”. Ho la frase in mente. Quante volte ho visto e sentito Gianni girarsi e dire la mitica frase.
Arriva la pausa pranzo… Sento in lontananza l’odore dei soliti cestini – bianco e rosso. Io? Sempre rosso con carne. Papà lo stesso con il vino. Ci mettiamo seduti sul tavolo di Keoma e mangiamo insieme a noi c’è anche Giusy Bovino. Sedie schiodate…naturalmente. Che giornata!!! Una magia. Guardo attorno e vedo la troupe che mangia dove possono… Chi usa il cubo come tavolo oppure come sedia.

Dopo pausa si sistema il set. Cestini spariscono ed appare il caffè. Tutti pronti a prendere un bicchierino….
Pronti si gira la scena quando William arriva con Keoma bambino davanti la casa e ci sono i tre fratellastri seduti a tavola… proprio li… prendo coraggio e chiedo: “Papà… scusa, posso salire sul cavallo di scena?” (quello di William Berger). Nessun problema. Dopo due minuti mi trovo sulla sella (foto). Ragazzi che emozione. Mi sento come Robert Diamond nella serie televisiva “Furia cavallo del West”. Troppo forte.

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Il set è veramente magico, incantevole…seducente… pieno di fascino. Non si può descrivere l’emozioni che si prova nel stare sul set. Io parlo del set di una volta. Oggi?…. Passo la palla. Meglio.
Mi disse mio padre, molti anni dopo che il set fu lasciato intatto per essere utilizzato da Michele Lupo nel film “California”. Sempre un film western… montato da mia zia. La stessa casa dove ritorna Willim Berger recitando sempre la parte del padre – ma di Miguel Bosè. Una cosa che mi sono sempre chiesto, dopo il grandissimo successo di “Keoma” – come mai Manolo Bolognini, il produttore di “Keoma” ha prodotto un altro western…e chiamò Michele Lupo e non mio padre? Un mistero. Ma la cosa straordinaria di “Keoma”… scusate se mi permetto, è la scenografia del film. Unica. Solo una persona poteva creare il tutto. Un vero Maestro della creazione scenografica: Carlo Simi. Un vero Signore. Senza Carlo Simi… Sergio Leone non andava da nessuna parte.

Ma noi invece andiamo avanti. Vi aspetto con Fabio Testi…in “La via della droga”.

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