16° Puntata: La via della droga

Il traffico di Roma si sa è caotico ed intenso. Lo stesso era anche quel giorno… quando con mia madre attraversammo praticamente tutta Roma. Il cinquino resisteva il traffico. Il mitico cinquino bianco…. che papà parcheggiava sempre in discesa – cosi quando voleva guidarlo… andava giù per la discesa ed inseriva la seconda e con magia il nostro mitico cinquino partiva come un razzo. Non era perfetto. Aveva i suoi anni… ma era mitica…. Arrivati a Circo Massimo mamma passa davanti alla F.A.O. e  continua per tutta la strada principale: Viale delle Terme di Caracalla – per arrivare proprio prima della casa di Alberto Sordi. Chi sa se quel giorno sapeva che mio padre stava girando proprio sotto casa sua….

Parcheggiamo non lontano dal set… il traffico era veramente frenetico. Poi quando vedi una troupe che gira – devi sempre rallentare – nella speranza di intravedere una star… Al nostro arrivo vedo che un tizio viene malmenato ferocemente. Viene colpito con violenza… io preoccupato “Mamma!! Stanno colpendo quel Signore!! Facciamo qualcosa!!”
“TRANQUILLO! E’ una scena del film di papà!.

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Io sorpreso mi avvicino… e vedo la troupe…
Menomale. Ed io che pensavo che stavamo menando veramente il Signore….
Il “Signore” era Wolfango Soldati .

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Figlio del grande Mario Soldati. Nel film interpreta un tossicodipendente e spacciatore… Per realizzare meglio la parte, Wolfango andò veramente in un centro recupero per tossici. Analizzò la vita dei tossicodipendenti. Studiò il loro comportamento e fece una ricerca molto approfondita… specialmente quando un tossicodipendente è in crisi di astinenza. La sua recitazione nel film è sbalorditiva. Eccezionale! Non ho mai capito perché non continuò a recitare. Era veramente bravo. Poi su Keoma… Lavorò anche per Damiani in “Good-bye & Amen”.
“Pronti per un’altra!.”
Rocco Lerro (il Maestro d’Armi) si avvicina ai suoi ragazzi… Spiega due tre cose e poi
“Enzo… quando vuoi. Siamo pronti!”
L’assistente costumista finisce di pulire e sistemare Wolfango….
“Pronti per girare… in posizione!”
“Motore!”.
“Partito”
“Ciak…”
Il ciakista entra in campo annuncia la scena e batte il ciak e scappa subito fuori.
L’assistente operatore sistema il fuoco….
“Pronti”.
Mio padre strilla “AZIONE!”.
La scena acrobatica si ripete… ma questa volta Wolfango si muove troppo velocemente e prende realisticamente quasi tutti i colpi. Viene colpito veramente.
“STOP!!!”
Rocco entra in campo e corre verso Wolfango. Lui nel frattempo si alza….”TUTTO BENE! Ammazza che colpi!!…. Enzo – Com’è andata?”
Mio padre si avvicina e lo abbraccia. “Wolf sei un grande! Bravissimo!!!!”
Scena da “me cojoni”…. Giusto?

Io rimango sempre dietro la machina da presa. Accanto a mia madre e mia sorella. Lei era già li che mi aspettava. Subito dopo la troupe si sposta dentro la “scuola”… che nella realtà non è. Ma l’ambiente è perfetto. Il cortile esterno è giusto per la scena… dove Stefania accetta la dose “offerta” da suo “amico”. (foto)

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In quel momento ero li… e non capivo bene il perché di tutto. Poi molti anni dopo quando ho finalmente visto il film. Mi sono reso conto di tutto. Che film denuncia. Un film forte. Basato sulla vita professionale di Nicola Longo. Un poliziotto “under-cover” della Questura di Roma.

Quel periodo la droga era ovunque. Lo spaccio non si arrestava. Aumentava. Mi ricordo il parco vicino casa nostra pieno di siringhe e tossicodipendenti che si drogavano tutti i giorni e più volte al giorno. I centri di recupero erano solo all’inizio… tipo la Comunità di San Patrignano di Vincenzo Muccioli. Per chi cerca aiuto, è un posto straordinario. 1.300 ragazzi ospitati gratuitamente. Senza togliere il merito anche ad altre piccole comunità sparse per tutta la penisola. Che ogni giorno devono affrontare varie battaglie.

Dopo la scena nel cortile… finiva il giorno lavorativo. La troupe inizia a rimettere tutto a posto… il traffico ritorna normale, per la felicità dei Vigili Urbani – i “Pizzardoni” – affettuosamente chiamati qui a Roma. Sapete perché vengono chiamati così? Deriva dal caratteristico cappello a doppia punta (detto in dialetto “pizzarda” appunto) che erano soliti portare i membri della Polizia Municipale romana nell’Ottocento. A Milano vengono chiamati “Ghisa” ed a Torino “Cìvich”. Noi salutiamo tutti. Anche lo “spacciatore” che nel film – come sanno bene gli appassionati del genere poliziesco (e non poliziottesco!) – farà una brutta fine. Viene ucciso da Ottaviano Dell’Acqua nella gioielleria (foto).

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Un fatto un curioso: il tizio insieme a Wolfango nella sequenza della rapina è mio cugino Marco (foto).

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Figlio di mia zia… Tatiana Morigi Casini – la montatrice personale di Alberto Sordi. Sordi è onnipresente 😉 Che poi si vedrà per un attimo anche nel film “il giorno del Cobra”. Un giorno vi racconterò quando ho avuto il piacere e la “paura” di incontrare il grandissimo Alberto Sordi. Persona stupenda!!

Ritorniamo sul set… saluto Wolfango – per gli amici “Wolf”…. Mi abbraccia affettuosamente. Devo dire che ho sempre voluto bene a Wolf. Una persona straordinaria. Ha fatto di tutto. Anche lo chef. Mi raccontò che aveva voglia di  arruolarsi nella Legione Straniera ma poi decise di non entrare per “colpa” dell’ufficiale che stava in attesa davanti al cancello….. Adesso cosa combina il nostro Wolf? Vive vicino Bologna e gestisce un Bar. Molti mesi fa lo chiamai per un progetto…”Hey KID!! Come stai??? Certo che accetto. VOLENTIERI”…
Che bello sentire il mio soprannome da bambino… ma più di tutto – è bellissimo che questi grandi sono rimasti delle persone semplici e degli amici affettuosi.
Come Maurizio Amati, grandissimo Organizzatore Generale e Produttore Esecutivo. Figlio del produttore Edmondo  Amati.

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Quando ci siamo visti al Cinema Trevi per la rassegna sul poliziesco da me co-organizzata “Girolami a mano armata” – si ricordò il mio soprannome e mi chiamò davanti a tutti: “Kid!”
Oppure quando ho sentito Antonio Marsina per una rassegna poliziesca che si doveva tenere a Brescia: “Certo Kid che vengo volentieri….”
Un mondo magico. Un mondo meravigliosamente affascinante dove l’amicizia ed il rispetto andavano a braccetto. Dove il cinema era vero. Come la passione che si sentiva sul set.

Andrea Girolami

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La via della droga continua… come i miei racconti. Scusatemi se per molto tempo non ho continuato con le mie avventure. Adesso sono ritornato. Hasta pronto!

 

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