17° Puntata: La via della droga

Sapete cosa hanno in comune Stelvio Massi, Mario Bava e mio padre con questa nuova puntata? Un parcheggio. Un parcheggio costruito sotto terra accanto a Via Veneto: “Parking Ludovisi”. Non posso immaginare cosa abbiano trovato, durante gli scavi per costruire il parcheggio. Dovete sapere che a Roma, se scavi due/tre metri in profondità rischi di trovare qualche “oggetto antico” oppure, in certi casi come l’uscita del G.R.A Cassia, i resti di una villa Romana.

Ma andiamo per ordine…

Sicuramente era un giorno di vacanza… da bambino frequentavo una scuola americana – essendo una scuola americana in Italia, si celebravano gli anniversari americani ed italiani – praticamente noi rimanevamo a casa. Mia madre era arrabbiata con la scuola “Con tutti i soldi che paghiamo… i miei figli sono quasi sempre a casa!”. Ma quel giorno per me era un giorno molto speciale. Si andava a visitare il set di papà.

Con il nostro mitico cinquino partimmo da Roma nord per arrivare fino a Villa Borghese e Via Veneto. Qualche anno prima mio nonno girò proprio li vicino la sequenza iniziale di “Roma violenta” – la rapina dentro l’autobus… Ancora oggi quel tratto che attraversa Villa Borghese è ancora in funzione. Un via vai continuo di autobus. Quando ho frequentato l’Università Americana alla fine degli anni ’80, proprio vicino a Via Veneto – dovevo percorrere quella stessa strada e prendere quei stessi autobus verdi… ed ogni volta mi guardavo in giro per vedere se veniva un’Alfa 2000 con tanto di rapinatori…

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Oggi il “Parking Ludovisi” – è stato rinnovato a dovere. Sembra un parcheggio a 5 stelle. Curato e mantenuto veramente bene. Durante gli anni settanta il parcheggio era scuro e sporco. I muri avevano ancora quel colore grigio scuro del cemento armato e l’illuminazione era piuttosto scarsa. Oggi i muri sono tutti dipinti di bianco e l’illuminazione è a norma con tanto di multi-telecamere a circuito chiuso.

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Arrivati all’entrata del parcheggio notai i soliti camion blu con le loro strisce laterali bianche. Il “Circo Togni” del cinema era stato sistemato con ordine accanto all’entrata… con i soliti mezzi ed attrezzature cinematografiche in ottima evidenza. I marciapiedi occupati da sedie, costumi e veri oggetti di legno e metallo. Entrando abbiamo seguito un percorso che ci ha portato a prendere una stradina a forma circolare che ci portava sempre più in basso. Una paura. Il posto era sempre più scuro. Devo dirvi la verità, il posto non era piacevole. Non volevo continuare…

“Stai tranquillo! Adesso facciamo questa curva e siamo arrivati!”.

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Dopo la curva ho visto subito le luci del set.

“Parcheggiamo qui e poi con calma e senza strillare il nome di papà… camminiamo verso il set!”. Disse mamma. Adesso conoscevo le regole. Appena sentito lo “STOP!” di mio padre… sono corso verso di lui.

“KIIIID!!!” Strillò mio padre. Ero felicissimo!!!

Il set era molto stretto. Un ambiente molto particolare e non era facile da girare… Ero appena arrivato e papà stava girando la scena di Fabio Testi che prende la moto e scappa via. Dopo qualche ciak venne Fabio con il suo meraviglioso accento Veronese: “Ciao Kid! Come stai??”

“Bene Fabio! E tu?” – Mamma mia quanto era alto Fabio.

“Il tuo babbo mi fa lavorare troppo” – e ride.

Fabio era veramente eccezionale. Atleticamente parlando non aveva rivali. Sapeva andare in moto… pilotava aeroplani… poi sul film “Vai Gorilla!” ha effettuato un salto eccezionale: da un’auto in movimento su un treno in movimento!!… Ha inoltre scalato l’androne di un ascensore. Scena veramente difficile e pericolosa. Senza alcuna protezione.

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Dopo aver girato la scena della moto, iniziano a preparare la scena quanto Fabio spara a Bonadonna – finto poliziotto – che stava per uccidere il povero Carabiniere – interpretato dal nostro bravissimo Ukmar. Cosa posso dire… vedere la mitica Giulia parcheggiata li… era bellissima. Chiesi di salirci dentro. Il volante ed il cruscotto della Giulia… bellissimi!!! Stavo dentro che facevo finta di guidare la Giulia ed inseguire i ladri dopo una rapina. Vedere il set in movimento da dentro la Giulia era straordinario. Io piccolino che cercavo di stare dritto… ad un certo punto venne Mamma:

“Andrea… dai… devi uscire. Papà è pronto per girare la scena!”

Scesi senza problemi. Mi mesi indietro. Molto indietro.

Dopo varie prove tecniche:

“Pronti per girare! Colpo in canna!!”

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Si deve annunciare, ogni volta che si gira una sequenza di spari “colpo in canna” – per avvertire che ha problemi di suono… di coprirsi le orecchie e specialmente di stare lontani dal set. Per motivi di sicurezza. I colpi sparati sono tutti a salve. Bossoli senza proiettile ma chiusi sulla parte superiore della cima per trattenere la polvere da sparo. Ci sono stati moltissimi casi di incidenti sul lavoro. Persone colpite da piccolissimi pezzi di metalli fuoriusciti dalla canna della pistola. Molti bossoli – al momento dello scoppio possono rompersi in micro pezzetti e la potenza della polvere da sparo è talmente forte che questi micro pezzi di metallo possono trasformarsi in micro proiettili e possono creare seri danni o in certi casi ferire il personale dietro la macchina da presa. Ed ecco perché, quando si girano queste scene – si deve stare molto lontani e molto attenti. Chi non può stare lontano come l’operatore di macchina ed il suo operatore – a loro vengono messi dei panni neri oppure delle coperture create in quel momento. In certe situazione anche delle coperture di metallo – chiamate “bandierine”. La loro vera funzione è di coprire la luce ed aiutare il direttore della fotografia ad illuminare un ambiente. Ma in queste situazioni, le bandierine di metallo vengono usate per proteggere. Sono delle lastre di metallo che nella realtà vengono posizionate accanto ai “proiettori” per creare ombra oppure coprire una parte dell’ambiente e non si bruciano…

Sergio Corbucci fu colpito da una scheggia. Una piccolissima scheggia del bossolo lo colpì direttamente all’occhio destro. Perse l’occhio. Dopo l’incidente Corbucci portò per tutta la sua vita un occhio di vetro. Lo stesso incidente accade durante le riprese del film di mio padre “La Polizia incrimina, la legge assolve” – Vi ricordate la sequenza quando i killers uccidono Fernando Rey? Uno degli spari colpì la spalla sinistra di Gianni Bergamini. La scheggia non fu mai tolta. Si portò la scheggia dentro per tutta la sua vita… Il set è un posto meravigliosamente bello ma devi essere sempre premuroso e solerte. Le armi in generale non sono mai sicure. L’attenzione è obbligatoria. I proiettili a salve possono inceppare o bloccare la funzione dell’arma. In molti polizieschi si nota sempre qualche attore oppure acrobata che cerca di ricaricare l’arma oppure si vede il bossolo bloccato.

Sono sempre stato attento ma durante le riprese del film di Minghella “Il paziente inglese” – fui colpito all’occhio destro da una piccolissima scheggia. Stavamo girando una scena di un bombardamento nemico ad un campo della croce rossa americana. Scena poi eliminata in fase di montaggio. Mi ricordo dopo aver sistemato ed organizzato i movimenti delle comparse, mi misi molto indietro… All’azione, il personale degli effetti speciali fecero saltare le varie “bombe” posizionate nei vari punti del campo. Una “bomba” esplose troppo forte ed una scheggia mi colpì. Appena colpito iniziai a strillare come un pazzo!! Il dolore era allucinante. Fu come un chiodo incandescente che penetrava dentro l’occhio. Fui immediatamente trasportato al Pronto Soccorso e dopo all’Ospedale di Pisa. Dopo vari giorni di visite e risposo, ritornai sul set. Più in là vi racconterò il tutto…

Adesso ritorniamo al nostro “Parking Ludovisi”…

Tutti pronti per girare…

Ascolto con molto piacere la solita routine di ordini:

“In posizione…. COLPO IN CANNA!!!”

“Motore”

“Partito”

“Ciak”… entra il ciakista ed esegue la sua funzione.

Si attende che l’assistente operatore mette a fuoco…l’operatore poi dice:

“Pronti”.

Qualche attimo dopo mio padre annuncia la parola più bella del mondo:

“AZIONE!”

Il nostro affascinante Fabio ed i nostri acrobati iniziano a recitare… si sentono i colpi a salve.
“BANG!! BANG!!!”

AMMAZZA!!! CHE COLPI!!! si sentono per tutto il parcheggio. Un eco fortissimo!!!

“STOP”

Si controlla se il pelo è presente poi l’assistente annuncia:

“Pulito”. Niente pelo.

Ed io cosa faccio? Corro subito a prendere la pistola di Bonadonna… non era una pistola vera ma era una pistola di metallo. Usata proprio per le cadute. La pistola vera non viene usata in queste riprese ed al suo posto viene sempre rimpiazzata con una pistola “doppia”. Anche le pistole hanno i loro doppi/acrobati. Queste pistole sono costruite tutte in metallo perché serve il peso reale per far cadere la pistola. Se invece viene usata una pistola di plastica – sicuramente nella caduta si può facilmente rompere in tanti pezzi. Si possono anche utilizzare la pistole di gomma, ma all’impatto con il terreno sarebbe rimbalzata più volte. Nel cinema, ogni arma ha la sua funzione. Quelle di gomma per le lotte. Quelle di plastica per le fondine. Quelle di metallo per le cadute oppure per le scene acrobatiche. Quelle vere ma modificate per gli spari… e poi quelle di legno per le comparse ed acrobati.

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Adesso si prepara un’altra inquadratura…

In lontananza vedo arrivare Romano Puppo. Insieme a lui noto uomo veramente grosso. Un gigante… mi giro e guardo papà. Rimane molto meravigliato e sorpreso… Solo qualche anno dopo mi raccontò, mentre stavamo parcheggiando proprio nello stesso parcheggio: “Ti ricordi quando ho girato qui La via della droga?”

“CERTO! Un giorno stupendo!!” Risposi subito con felicità.

“Ti ricordi quando venne Romano Puppo sul set?”

“Si. Venne con un uomo veramente altissimo e grosso”.

“Sai chi era?”

“NO! Chi era il bestione?”

“L’indiano che recitò nel film di Forman: “Qualcuno volò sul nido del cuculo”… Will Sampson”.
“MAI DAIIII…!!! Come mai venne sul set?”

“Voleva conoscermi…”

“Come quando venne Treat Williams a casa… Lui stava girando “Russicum – I giorni del diavolo“ di Pasquale Squitieri e voleva conoscerti….”

Se volete visitare il parcheggio… dovete scendere fino all’ultimo piano. In questo posto magico Mario Bava ha girato le scene del suo “Cani arrabbiati” e Stelvio Massi: “La Banda del Trucido” quando Tomas prende la valigetta da Elio Zamuto… e Massimo Vanni viene colpito alla gamba. E’ stato tutto girato qui. In questo parcheggio.

Un fatto curioso: Nel 1988 Michele Massimo Tarantini con il nome d’arte di Michael E. Lemick, diresse un film d’azione con Miles O’Keeffe e Henry Silver… Il titolo del film? “La via della droga”… Meditate gente. Meditate.

Alla prossima.

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