7 pistole per i MacGregor

7 pistole per i MacGregor è un film western del 1966, diretto da Franco Giraldi.

Trama

Approfittando dell’assenza dei sette figli un gruppo di banditi assalta la fattoria dei McGregor, una famiglia di origine scozzese che alleva cavalli al confine tra Arizona e Messico. La resistenza degli anziani genitori e il sopraggiungere dei figli costringono però i malviventi a ritirarsi. Qualche giorno dopo i giovani Mac Gregor partono con duecento capi del loro allevamento per la fiera di Las Mesas.

 

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Qui però devono fare i conti con le prepotenze di Crawford, un avido signorotto che spadroneggia con l’appoggio dello sceriffo e della banda di Santillana, la stessa che ha assaltato la loro fattoria. I giovani Mac Gregor reagiscono e vengono arrestati e chiusi in prigione. Evadono, scoprono che tutti i loro cavalli sono stati rubati e trovano rifugio nella fattoria di Rosita, la figlia di un allevatore appena ucciso dai banditi.

Non si lasciano abbattere e decidono di reagire. Gregor, il maggiore dei fratelli McGregor, si infiltra nella banda di Santillana con Rosita. La donna ha il compito di portare agli altri Mac Gregor le informazioni utili a contrastare le imprese dei banditi. Scoperto da Santillana Gregor viene torturato e incarcerato.

Rosita per salvargli la vita rivela a Santillana l’intero piano. Mentre i banditi vanno a catturare i giovani Mac Gregor, Rosita e Gregor si liberano. Quando tutto sembra finire con il trionfo dei banditi il suono di una cornamusa annuncia l’arrivo dei rinforzi.

Recensione

 

 

SEVEN PISTOLS FOR THE MACGREGORS è uno dei migliori esempi del periodo medio degli Spaghetti Western di produzione italiana, a cavallo del divario tra il precedente approccio Euro Western che imitava i metodi “tradizionalisti” impiegati da Hollywood e la formula Spaghetti, che enfatizzava lo stile e atteggiamento rispetto a una trama coerente. Il favorito del genere Robert Woods interpreta Gregor MacGregor, il leader di fatto del clan MacGregor di frontieri e allevatori di cavalli che hanno rivendicato un ordine nelle pianure tra due insediamenti. Con i suoi sei fratelli Gregor gestisce le chiavi del ranch mentre i loro genitori fungono da punto di riferimento morale – una caratteristica che rende questo esempio piuttosto unico tra i soliti western. Il film si apre con un segmento esilarante in cui una grande banda di ladri di cavalli viene ad attaccare il ranch con l’intenzione di mettere da parte i “vecchi” e allontanarsi con la mandria.

Se solo fosse così facile, dal momento che questo quartetto di vecchie folaghe sono tra i più formidabili pistoleri che siano mai stati messi sullo schermo, e hanno truccato la loro casa in una fortezza dotata di porte per armi multiple, varie finestre innescate con scudi discendenti e riparate posizioni in cui una serie di fucili è collegata in modo incrociato a un grilletto centrale che può essere azionato tutto in una volta. E poi c’è la regina Anna, un piccolo cannone per i MacGregor che caricavano esplosivi, frammenti di catene, chiodi arrugginiti … lo sparo di apertura in sé accumula un numero di corpi di circa 35 nemici morti su un MacGregor ferito. Il fulcro della storia prevede il tentativo da parte dei sette ragazzi di MacGregor di condurre la loro mandria di cavalli in una città vicina e di venderli, dove si scontrano con la malvagia banda di Santillana (interpretata con gusto rude dal frequente cattivo Peplum & Spaghetti Leo Anchóriz, con Fernando Sancho nel suo solito io chiassoso come suo tenente) che ha l’intera regione in preda alla paura e all’estorsione. La storia si evolve quindi in una storia con gli sforzi di Gregor per infiltrarsi nella banda di Santillana e organizzare la loro caduta finale per mano del suo clan coraggioso, che ha una buona natura e un senso dell’umorismo che non fallisce mai anche quando le nuvole di tempesta si radunano e tutta la speranza sembra perduta. Il film ha avuto molto successo e abbastanza popolare da generare una piccola serie di film vagamente collegati, a partire dal sequel SEVEN BRIDES FOR THE MACGREGORS e poi UP THE MACGREGORS, che ha enfatizzato gli approcci più umoristici visti nel raccontare questa storia.

Ci sono anche indicazioni in questo film sul modo in cui gli Spaghetti Western si stavano evolvendo verso la loro forma classica dell’era, tra cui una bizzarra sequenza di torture in cui un leader della città corrotto viene trascinato attraverso un cerchio di fuoco e coperto da un duello finale ancora più bizzarro tra Gregor e Santillana,  attorno a una ruota idraulica girevole i cui effetti sonori suggeriscono quello che sarebbe diventato il segmento iniziale di ONCE UPON A TIME IN THE WEST con i suoi cigolii, i clunking gear e altri suoni trovati che sostituiscono gli spunti musicali tradizionali. Il film evita anche allegramente ogni senso di logica a favore di una sorta di verita’ surrealista rispetto alla massima enfasi sul personaggio che sarebbe diventato uno dei punti fondamentali della formula Spaghetti. Nessuno nel film è solo un altro personaggio secondario, tutti sono “più grandi della vita” ed emanano una sorta di aura da cartone animato che definisce chi sono gli archetipi, l’intero film popolato da un brillante cast di supporto che sarebbero poi diventati molti delle Star di spicco del cinema di genere europeo: Alberto Dell’Acqua, George Rigaud, Perla Cristal, Cris Huerta.

La cosa che credo abbia attirato il pubblico nel film presentato è stata una grande famiglia di fratelli, ognuno diverso e individualista, che ha messo da parte le loro differenze per riunirsi e combattere contro i cattivi. I ragazzi possono finire un barilotto di whisky di 20 anni e avere una rissa a pugni per rilassarsi ma sono tutt’altro che disfunzionali: tutti vorremmo avere famiglie così. Un altro aspetto del film che si distingue è il senso della commedia. Il motivo per cui questo film  fa ridere è che gli aspetti comici della storia (compresi i segmenti d’azione a pugni che coinvolgono i fratelli) sono realizzati naturalmente senza alcun momento forzato. Il regista Franco Giraldi e i suoi scrittori permettono all’assurdità di questa famiglia di immigrati scozzesi e i loro tratti anacronistici di essere divertenti da soli, con la strana e spensierata colonna sonora di Ennio Morricone che conferisce al film una sorta di sensazione di “compagnia stradale”. Si potrebbe facilmente immaginare che si tratti di una società per azioni che recita in una rappresentazione teatrale estiva, e mentre la direzione di Giraldi  manca della palese arte dell’approccio Leone / Corbucci, serve molto bene la storia un po ‘tradizionalista del film.

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Titolo originale 7 pistole per i MacGregor
Lingua originale italiano
Paese di produzione Spagna, Italia
Anno 1966
Durata 107 min
Colore colore
Audio mono
Rapporto 2,35 : 1
Genere western
Regia Franco Giraldi (con il nome Frank Grafield)
Soggetto David Moreno
Sceneggiatura Enzo Dell’Aquila (con il nome Vincent Eagle), Fernando Di Leo (con il nome Fernando Lion), David Moreno, Duccio Tessari
Produttore Dario Sabatello
Casa di produzione Estela Films, Jolly Film, Produzione D.S.
Fotografia Alejandro Ulloa
Musiche Ennio Morricone
Scenografia Jaime Pérez Cubero
Costumi Karl Kinds

Interpreti e personaggi
Robert Woods: Gregor MacGregor
Fernando Sancho: Miguel
Agata Flori: Rosita Carson (con il nome Agatha Flory)
Nazzareno Zamperla: Peter MacGregor (con il nome Nick Anderson)
Paolo Magalotti: Kenneth MacGregor (con il nome Paul Carter)
Leo Anchóriz: Santillana
Perla Cristal: Perla
Jorge Rigaud: Alastair MacGregor
Manuel Zarzo: David MacGregor
Alberto Dell’Acqua: Dick MacGregor (con il nome Albert Waterman)
Julio Pérez Tabernero: Mark MacGregor
Cris Huerta: Crawford

Doppiatori italiani
Luigi Pavese: Fernando Sancho
Pino Locchi: Robert Woods
Nando Gazzolo: Leo Anchóriz
Fiorella Betti: Agata Flori
Sergio Graziani: Manuel Zarzo
Cesare Barbetti: Nazzareno Zamperla
Renato Turi: Paolo Magalotti
Bruno Persa: George Rigaud
Massimo Turci: Alberto Dell’Acqua
Ferruccio Amendola: Julio Pérez Tabernero
Carlo Romano: Chris Huerta

FOTO E POSTERS

 

 

 

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