Barabba

Barabba è un film del 1961 diretto da Richard Fleischer, tratto dal romanzo Barabba scritto dallo svedese Pär Lagerkvist e basato sulla storia di Barabba.

Una precedente versione cinematografica del romanzo, Barabbas, in svedese, era stato prodotta nel 1953 con la regia di Alf Sjöberg.

Trama

Il bandito Barabba viene liberato fortunosamente a scapito di Gesù, finito innocente sulla croce. Dopo aver commesso altri crimini, Barabba viene condannato (sempre da Ponzio Pilato) al lavoro forzato in una miniera di sale e zolfo della Sicilia.

Creduto morto in seguito a un terremoto, arriva a Roma, dove in seguito diventa gladiatore e conosce un altro schiavo diventato cristiano. Mediante quest’ultimo si avvicinerà ai seguaci della dottrina – conoscendo anche San Pietro – e, combattuto nell’animo dai principi morali del Cristianesimo, sarà costretto a uccidere nel Colosseo, davanti a Nerone, un centurione-gladiatore che tempo prima l’aveva schernito, dopo avergli ucciso un amico correligionario.

Poco tempo dopo scoppia l’incendio di Roma, e Barabba viene incarcerato come incendiario e cristiano. Morirà in croce, come il Cristo, che mai ha dimenticato.

Commento

Basato su un romanzo, questo film immagina cosa era successo a Barabba dopo che fu scelto al posto di Gesù per essere liberato prima della crocifissione. Anthony Quinn è una scelta perfetta come ladro non pentito che torna al mondo che conosce – il crimine e la vita dissoluta. La sua prostituta preferita Rachel, però, è diventata cristiana e verra’ successivamente uccisa per questo.

Barabba torna alla sua vecchia banda di ladri, uccide i nuovi capi, e rapisce alcuni ecclesiastici ebrei. Catturato, viene mandato alle miniere di zolfo per la vita, dove incontra Christian Sahak, interpretato da Vittorio Gassman. Sahak conosce il nome e la reputazione di Barabba e lo attacca. Barabba sopravvive nella miniera per venti anni, rifiutandosi di morire. È tormentato dalla memoria dei suoi peccati, e vede il sacrificio che Gesù ha fatto non solo per lui, ma per tutti noi.

Barabbas e Sahak sopravvivono e vengono portati a Roma come schiavi da una moglie del senatore di nuova nomina. Sono reclutati per combattere nel colosseo, governato da un gladiatore maniacale interpretato da un giovane Jack Palance. Il duo si mette in contatto anche con un servo cristiano, Ernest Borgnine in un piccolo ma bel ruolo. Alla fine, Sahak muore per le sue credenze per mano di Palance, e Barabba ha la sua sanguinosa vendetta sul campo. Concessagli la libertà, Barabbas sottrae il corpo di Sahak ad un gruppo di cristiani, che respingono i tentativi di Barabbas di convertirsi al cristianesimo. Barabba non comprende la parola di Dio ed aiuta a distruggere Roma, finendo per essere un martire lui stesso.

Subito dopo due ore e mezza, ci sono alcuni punti lenti. Il cast è eccellente, tuttavia, e Fleischer compie un lavoro impressionante con un cast di migliaia di comparse. Nessun effetto  speciale qui, Fleischer utilizza i suoi set di al massimo senza cercare di correggere o modificare qualcosa. Quello che resta è una serie di scene che resteranno di rilievo nella produzione cinematografica degli inizi del 1960, quando il cinema stava cominciando la competizione con la televisione per accaparrarsi gli spettatori. La lapidazione di Rachel, il crollo della miniera di  zolfo, l’ incendio di Roma: sono tutte scene indimenticabili.

Due momenti del film sono memorabili. In primo luogo, una sequenza estesa tra Palance e Quinn che combattono nel colosseo. Non c’è dialogo, ma soloviolenza ed azione brutale. Un’altra scena è il finale di decine di cristiani crocifissi, tra i quali ora c’e’ anche Barabba.

Questo film è molto molto diverso dagli altri film religiosi. Barabba è un uomo combattuto tra la sua educazione pagana e ciò che sa sia giusto per quello che ha visto a Gerusalemme e Roma.

Prodotto da Dino DeLaurentiis in Italia, questo film ha un sentimento europeo che lo rende diverso e conferisce una certa credibilità alla pellicola.

La decisione di girare durante l’eclissi fu presa con appena 48 ore di anticipo, e in tal modo è stato un territorio inesplorato. Il direttore della fotografia del film, Aldo Tonti, che lavorava al buio (sia metaforicamente che letteralmente) ha spostò la fotocamera in modo che il sole finisse direttamente nel centro dell’obiettivo e ricorse a togliere i filtri, aprendo completamente l’obiettivo , e sperando che avrebbe funzionato.

Anche se non storicamente accurati, i risultati sono spettacolari, e comprendono una delle prime registrazioni cinematografiche di un’eclisse che danno alla scena una sensazione inquietante che è ben superiore alle scene equivalenti degli altri epici biblici dell’epoca.

La recitazione è buona come ci si potrebbe aspettare da un cast quasi stellare. Quinn è meraviglioso come il suo personaggio in perenne conflitto del titolo, sviluppando un eroe da un assassino. Ognuno degli altri personaggi rappresenta qualcosa di importante nel gioco della narrazione che si svolge anche davanti a noi, con le interpretazioni di Palance e il sanguigno Torvald, o la dolce, Christian Rachel, interpretata da Silvana Mangano.

Curiosità

 

 

Il film fu diretto da Richard Fleischer e girato a Cinecittà, Roma, sotto la supervisione del produttore Dino De Laurentiis. Una curiosità: il produttore spostò la data in cui girare alcune scene per poter usare l’eclissi totale di sole. Altri luoghi utilizzati per le riprese furono: l’Arena di Verona, Catania e l’Etna, e Roccastrada (Grosseto) per la scena della crocifissione.[1] Il film include molte scene spettacolari, tra cui una battaglia di gladiatori nell’arena e la scena della crocifissione girata durante la vera eclissi solare del 15 febbraio 1961.

La pellicola non è priva di errori storici: uno su tutti, l’esistenza del Colosseo ai tempi di Nerone (nella realtà sarà costruito nell’80 d.C.). La colonna sonora di Mario Nascimbene è nota per la sua inusuale, forte componente sperimentale.

Il film uscì nei cinema italiani il 23 dicembre 1961 mentre negli Stati Uniti uscì un anno dopo. Il film è stato distribuito nel 1962 anche in Regno Unito, Francia, Germania Ovest, Spagna, Svezia e nel 1963 in Finlandia, Australia e Danimarca. Nel 1985 nelle Filippine e nel 1989 in Ungheria.

Nella versione italiana del film, Arnoldo Foà, nel ruolo di Giuseppe di Arimatea, è doppiato da Riccardo Mantoni (fratello maggiore del celebre Corrado), in quanto lui stesso doppia il protagonista Anthony Quinn.

Silvana Mangano recita con la propria voce, tranne in poche sequenze in cui è doppiata da Maria Pia Di Meo.

Uscite all’ estero

Italy 23 December 1961
UK 1962
Ireland 20 July 1962
France 31 August 1962
West Germany 21 September 1962
Spain 3 October 1962 (Madrid)
USA 10 October 1962
Brazil 17 October 1962
Brazil 17 October 1962 (Rio de Janeiro)
Portugal 17 December 1962
Sweden 26 December 1962
Finland 11 January 1963
Mexico 31 January 1963
Australia 16 August 1963 (Sydney)
Denmark 18 November 1963
Turkey 27 February 1967
Spain 22 July 1974 (re-release)
Philippines 11 April 1985 (Davao)
Hungary 16 March 1989

Titoli all’ estero

(original title) Barabbas
Argentina Barrabás
Austria Barabbas
Bulgaria (Bulgarian title) Варава
Brazil Barrabás
Canada (English title) Barabbas
Denmark Barabbas
Spain (Catalan title) Barrabàs
Spain Barrabás
Finland Barabbas
France Barabbas
UK Barabbas
Greece (transliterated ISO-LATIN-1 title) Varavvas
Hungary Barabás
Italy Barabba
Mexico Barrabás
Poland Barabasz
Portugal Barrabás
Romania Barabbas
Soviet Union (Russian title) Разбойник Варавва
Turkey (Turkish title) Barabas
USA Barabbas
West Germany Barabbas

Locations

 

 

Arena di Verona, Verona, Veneto, Italy
(Amphitheatre)

Roccastrada, Grosseto, Tuscany, Italy
(Crucifixion)

Cinecittà Studios, Cinecittà, Rome, Lazio, Italy
(gladiator arena)

Grosseto, Tuscany, Italy

Tuscany, Italy

Catania, Sicily, Italy

Mount Etna, Catania, Sicily, Italy
(Mines)

Piazza Bra, Verona, Veneto, Italy
(Amphitheatre)

Sicily, Italy

Veneto, Italy

Verona, Veneto, Italy

 

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Titolo originale: Barabba
Paese di produzione Italia, Stati Uniti d’America
Anno 1961
Durata 144 min
Genere epico, storico
Regia Richard Fleischer
Soggetto Barabba di Pär Lagerkvist
Sceneggiatura Nigel Balchin, Diego Fabbri, Christopher Fry, Ivo Perilli, Salvatore Quasimodo
Produttore Dino De Laurentiis
Casa di produzione Dino De Laurentiis Cinematografica
Fotografia Aldo Tonti
Montaggio Alberto Gallitti, Raymond Poulton
Musiche Mario Nascimbene
Scenografia Mario Chiari
Costumi Maria De Matteis

Interpreti e personaggi

Anthony Quinn: Barabba
Silvana Mangano: Rachele
Arthur Kennedy: Ponzio Pilato
Katy Jurado: Sara
Harry Andrews: Pietro
Vittorio Gassman: Sahak
Jack Palance: Torvald
Ernest Borgnine: Lucio
Norman Wooland: Rufio
Valentina Cortese: Julia
Michael Gwynn: Lazzaro
Arnoldo Foà: Giuseppe di Arimatea
Laurence Payne: Discepolo
Tullio Tomadoni: Cieco
Ivan Triesault: Imperatore Nerone
Guido Celano: Scorpio
Roy Mangano: Gesù
Robert Hall: Comandante dei gladiatori
Joe Robinson: Gladiatore
Emma Baron: Maria
Alfio Caltabiano
Vera Drudi: Salomé
Charles Fawcett
Rina Franchetti: María di Cleofá
Enrico Glori
Natasha Lytess
Lucia Modugno
Paul Müller
Piero Pastore: Nicodemo
Paola Pitagora: Maria Maddalena
Antonio Segurini: Giovanni
Simone Signoret
Dan Sturkie
Maria Zanoli: Beggar Woman
Sal Borgese: Dragged Gladiator (uncredited)
Sharon Tate: Patrician In Arena (uncredited)

Doppiatori originali

Arnoldo Foà: Barabba
Maria Pia Di Meo: Rachele (solo poche battute)
Renato Turi: Ponzio Pilato
Lydia Simoneschi: Sara
Emilio Cigoli: Pietro
Bruno Persa: Torvald
Giuseppe Rinaldi: Lucio
Nando Gazzolo: Rufio
Rosetta Calavetta: Julia
Riccardo Mantoni: Giuseppe di Arimatea
Pino Locchi: Imperatore Nerone

FOTO E POSTERS

 

 

 

 

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