Corbari

Corbari è un film del 1970 diretto da Valentino Orsini ispirato alla vita ed alle azioni del partigiano romagnolo Silvio Corbari.

Trama

Emilia-Romagna, 1944, seconda guerra mondiale, nell’Italia occupata i partigiani proseguono la resistenza contro tedeschi e repubblichini; Silvio Corbari, dopo avere tentato inutilmente di salvare un prigioniero in fuga, uccide un suo amico fascista, autore dell’omicidio, e se ne assume pubblicamente la responsabilità affiggendo un manifesto nella piazza del paese.

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Da quel momento si dà alla macchia con l’intenzione di iniziare una sua guerra personale contro gli occupanti, rifiutando l’invito di Adriano Casadei ad aggregarsi alle formazioni partigiane che operano sulle montagne, viceversa sarà quest’ultimo ad unirsi a lui, partecipando alle sue scorribande e successivamente altri compagni si aggregheranno per formare quella che sarà la cosiddetta Banda Corbari, un piccolo nucleo che opererà autonomamente sul territorio emiliano romagnolo.

Le azioni e gli agguati ai danni di fascisti e tedeschi e la liberazione di prigionieri, con il conseguente allargamento della formazione, si susseguono con successo, tanto da attirare l’attenzione delle maggiori autorità del luogo su Corbari che ordinano la sua ricerca e la sua cattura o la sua uccisione. Nel frattempo Ines, infermiera e figlia del direttore dell’ospedale e quindi in possesso del permesso di circolazione rilasciato dal comando tedesco, raggiunge i partigiani chiedendo di unirsi alla formazione e, dopo un’iniziale diffidenza ed ostilità da parte degli uomini del gruppo, entrerà a farne parte, intrecciando una relazione con Corbari.

La formazione con un colpo di mano conquista la cittadina di Tregnano e qui viene raggiunta da Ulianov, comandante della 32ma brigata partigiana, che ha sentito parlare delle sue azioni ed invita i componenti ad unirsi a lui ma Corbari rifiuta con l’intenzione di creare la zona libera Corbari, una piccola Repubblica libera in cui ogni abitante avrà diritto ad un fucile per ogni ettaro di terra che possiede al fine di difenderla. Vengono instaurate nuove regole, abolendo i debiti verso le banche e verso i proprietari terrieri, e vengono addestrati i giovani all’uso delle armi mentre gli scontri si susseguono e cresce la preoccupazione delle autorità nei confronti della nuova situazione, tanto da fare arrivare dalla Toscana un reparto fascista con il solo scopo di trovare ed uccidere il rivoluzionario.

Scampato ad una trappola sulla strada di Cavriago Corbari riesce a decimare e mettere in fuga i fascisti incaricati di ucciderlo restando ferito ad un occhio nella sparatoria ma, prima del suo ritorno, un altro reparto riconquista Tregnano dove la popolazione subisce una feroce rappresaglia alla quale i superstiti assistono impotenti. Il nucleo della banda, insieme ai pochi scampati, raggiunge Ulianov per convincerlo ad attaccare per riconquistare la cittadina ma egli, attendendo forniture di armi dagli alleati, gli chiede di aspettare, suscitandone la rabbia e, inaspettatamente, la delusione per il desiderio dei compagni, primo tra tutti Casadei, di rimanere in montagna per unirsi ai partigiani.

Frustrato dall’atteggiamento dei suoi uomini egli riparte insieme ad Ines e, rimasti soli, organizzano ed attuano una serie di azioni allo scopo di punire i responsabili dell’eccidio nel modo più visibile possibile come l’attentato in cui resta ucciso il comandante del reparto fascista, compiuto durante il funerale della precedente vittima, ma il cerchio intorno a loro si stringe ed anche Ines viene identificata.

I vecchi compagni di Corbari, venuti a conoscenza delle sue azioni, scendono dalle montagne per ricominciare la lotta insieme a lui ma, quando il gruppo sembra rinsaldarsi e pronto a riorganizzare la resistenza in quell’area, Ines, uscita per comprare del cibo, viene riconosciuta e seguita ed il mattino seguente viene attaccato da un grande numero di nemici.

Circondato ed impossibilitato a fuggire il gruppo tenta di opporre una resistenza ma il preponderante numero dei nemici la rende inutile; Ines viene ferita e, per indurre il suo uomo a tentare di allontanarsi, conscia del fatto che egli non la abbandonerà, si suicida sparandosi in bocca ma la sorte dei partigiani è comunque segnata e, una volta catturati, saranno impiccati e lasciati appesi alle colonne della piazza del paese per fungere da monito ai ribelli.

La cittadina sede della “zona libera Corbari’ nella realtà si chiama Tredozio, comune dell’appennino faentino; Tregnano è nome di fantasia.
Cavriago è un comune della provincia di Reggio Emilia, nel film viene detto essere circa a trenta chilometri da Tregnano (Tredozio).
La ragazza che si unisce alla Banda Corbari non si chiamava Ines ma Iris Versari, figlia di Angelo Versari residente a Tredozio.
Corbari e il nucleo della sua Banda si rifugiarono a Ca’ Cornio, podere che si trova nei pressi di Tredozio-Modigliana e non in riva al mare nei pressi di Ravenna.
Dopo il suicidio di Iris, Spazzoli, Casadei e Corbari tentarono la fuga gettandosi dalla finestra. Quest’ultimo, nel salto, rimase ferito alla gamba. Spazzoli e Casadei decisero di non abbandonarlo a costo della vita. Furono catturati tutti e tre: successivamente Casadei e Corbari vennero impiccati a Castrocaro Terme assieme ai cadaveri di Iris Versari e di Arturo Spazzoli, ucciso durante il trasporto perché si lamentava a causa delle ferite; infine i corpi dei quattro vennero appesi ai lampioni di piazza Saffi a Forli’

Commento

Corbari, interpretato da un Gemma memore del Ringo di Tessari: baldanzoso, ribelle, astuto, generoso e ottimista. Il regista mette a nudo la spietatezza della guerra civile e le violenze perpetuate sia dai repubblichini che dai resistenti. Tra i compagni di Corbari c’è Haber doppiato da Amendola; tra gli antagonisti, il sempre efficace e carismatico Lastretti. Impeccabile la fotografia di Nino Celeste

L’epopea partigiana di Corbari (e di tutta l’Italia intera) mischiata alle atmosfere western tanto care a Giuliano Gemma. Commovente, in queste storia indelebile del nostro paese. Scena finale da brividi che vanno oltre qualunque credo politico. Struggente.

Locations

Faenza, Ravenna, Emilia-Romagna, Italy

 

 

Curiosità

 

 

Aneddoto di Nino Celeste, direttore fotografia del film:

La parola d’ordine sul set era frenare l’irruenza di Alessandro Haber tra l’altro bravissimo attore , è stato un film faticosissimo X spostamenti e freddo ma non sentivamo fatica xké eravamo come una famiglia uno aiutava l’altro e questo grazie a V.Orsini e G.Pinori regista e direttore della fotografia persone di grande professionalità

Data di uscita all’ estero
Italy     25 September 1970
Japan     18 December 1971
France     21 June 1972     (Paris)
West Germany     1985     (video premiere)

Titolo all’ estero
Bulgaria (Bulgarian title)     Корбари
Brazil     Corbari
Finland (video box title)     Corbari – Natsien kauhu
Finland (video title)     Natsien kauhu
France     Le dernier guet-apens
Greece (transliterated ISO-LATIN-1 title)     Corbari, o epanastatis
West Germany     Die letzten Partisanen
Yugoslavia (Serbian title) (literal title)     Korbari

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FOTO E POSTERS

 

 

 

Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1970
Durata 90 min
Colore colore
Audio sonoro (mono)
Rapporto 2.35 : 1
Genere guerra
Regia Valentino Orsini
Soggetto Valentino Orsini, Renato Niccolai
Sceneggiatura Valentino Orsini, Renato Niccolai
Produttore Giuliani G. De Negri
Fotografia Giuseppe Pinori, Sebastiano Celeste
Montaggio Roberto Perpignani
Musiche Benedetto Ghiglia
Scenografia Sebastiano Celeste
Trucco Pietro Tenoglio
Maestro D’armi Nazzareno Zamperla
Costumi Lina Nerli Taviani
Operatore Sebastiano Celeste

Interpreti e personaggi
Giuliano Gemma: Silvio Corbari
Tina Aumont: Ines
Antonio Piovanelli: Adriano Casadei
Frank Wolff: Ulianov
Vittorio Duse: Martino
Alessandro Haber : Michele
Adolfo Lastretti: direttore del Corriere della notte
Pietro Anchisi:
Emilio Bonucci:
Bill Vanders: Ricciardi
Spiros Focas: Orlandi
Renato Romano: comandante fascista
Roberto Rizzi: Massimo
Raffaele Triggia

Doppiatori italiani
Pino Locchi: Silvio Corbari
Cesare Barbetti: Adriano Casadei
Bruno Persa: Martino
Ferruccio Amendola: Michele
Sergio Graziani: Ricciardi
Pino Colizzi: Orlandi
Sergio Tedesco: comandante fascista
Michele Gammino: Massimo

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