Così dolce… così perversa

Così dolce… così perversa è un film del 1969, diretto da Umberto Lenzi.

È il secondo giallo sexy diretto da Lenzi e interpretato da Carroll Baker, dopo il coevo Orgasmo. Il film ebbe meno successo di pubblico e di critica del precedente. Per le copie destinate all’estero furono inserite scene più spinte, riguardanti la Baker.

Trama

Jean, giovane industriale chimico, sposato con Danielle, conosce Nicole, una bella ragazza che è venuta ad abitare sopra di lui, e la corteggia. Essa è perseguitata da un uomo selvaggio, Klaus, dal quale non riesce a liberarsi: solo l’affetto che Jean le offre sembra renderla più serena mentre turba stranamente Danielle, che ormai è abituata alla vita del marito.

Gli incontri fra Jean e Nicole però vengono turbati dai misteriosi interventi di Klaus. Un giorno Danielle accorre nell’appartamento di sopra, chiamata da alcune grida: trova Jean e Klaus in lotta alla fine della quale Jean soccombe sotto i colpi di coltello di Klaus che carica il corpo del giovane sull’automobile e la fa precipitare in una scarpata dove un incendio distrugge ogni cosa.

Costoro avevano progettato il delitto dietro suggerimento di Danielle, che pero’ viene presa dalla disperazione sia per i rimorsi, sia perchè Klaus e Nicole, impossessatisi della maggior parte delle azioni dell’industria di Jean, fanno credere alla donna che il marito sia vivo.

Raggiunta Danielle nel suo appartamento Klaus uccide la donna, quindi parte con Nicole in aereo per Rio. Confuso fra i passeggeri c’è un uomo, stranamente somigliante a Jean, che li osserva.

Recensione

Secondo noi questo film non è un giallo, perche’? Beh, prima di tutto non ha tratti di quel genere, e dove non ci sono chiavi di lettura sotto forma di assassino mascherato o strani personaggi che si aggirano furtivi, diventa più di un thriller classico che altro. Detto questo, però, è sicuramente uno di quei film che potrebbe facilmente diventare un Giallio e utilizza alcuni espedienti convenzionali come il tratteggio di Trintignant nei primi due terzi, che lo definisce automaticamente come un tipo di investigatore dilettante. Ma questo è il massimo, e come ho detto sopra, l’unica scena che ricorda i Gialli è quella con Klaus nell’appartamento, ma Lenzi sceglie di rivelare che è Klaus prima che si abbia una reale possibilità di iniziare a meditare su chi possa essere. Se fosse il caso di qualificarsi in territorio Giallo, avrebbe dovuto tenere nascosto Klaus e avrebbe indicato che poteva essere Danielle, o qualcun altro che stava perseguitando la coppia.

Ci sono molte di queste piccole scene che mi fanno sentire che il film manca il suo obiettivo in alcune occasioni. La prima donna che vediamo a letto con Trintignant è la moglie di Valmont [Giovanni Di Bendetto] Helene [Helga Liné], c’è un’evidente tensione tra loro e persino nelle scene in cui la famiglia di Reynaud socializza con quella di Valmont. C’è anche una scena in cui i due uomini sparano ai piccioni e il signor Valmont accidentalmente spara un colpo che manca proprio alla testa Jean. Quindi in quella sottotrama minore c’è una grande fonte di materiale che ritengo sia completamente inutilizzato. Avrebbero potuto facilmente usare uno o entrambi i Valmont come possibile sospettato di volere Reynaud morto, ma sfortunatamente non l’hanno fatto.

Ma tieni presente che il Giallo non era ancora definito in alcun modo concreto in questo momento, e So Sweet … Quindi Perverse certamente esplora immagini e linee di narrativa che sono vicine al Giallo. È un film che indubbiamente si sta muovendo delicatamente verso l’area di Giallo, ma Lenzi avra’ ancora bisogno di alcuni anni per mettere a posto tutti i pezzi prima di perfezionare i suoi tratti gialli.

Il magistrale Ernesto Gastaldi ha scritto la sua sceneggiatura da un racconto del produttore Luciano Martino e Massimo D’Avak. D’Avak che avrebbe scritto insieme a Francesco Barilli Chi l’ha vista morire di Aldo Lado? (Who Saw Her Die?) 1972 e il primo film cannibale di Lenzi, Il paese del sesso selvaggio (1972). Due anni dopo D’Avak e Barilli scriveranno la sceneggiatura del film d’esordio di Barilli, Il profumo della signora in nero (Il profumo di una signora in nero) 1974, quando il Giallo aveva trovato i suoi trucchi e le sue caratteristiche.

Il produttore esecutivo Sergio Martino potrebbe aver lavorato fianco a fianco con Ernesto Gastaldi in alcuni grandi film precedenti a questo, ma sarebbe stata la serie di magnifici film che avrebbero realizzato tra il 1971 e il 1975 con la regia di Martino che sarebbe stata la loro pietra miliare insieme.

Una delle cose interessanti di questo film è la sequenza iniziale. Inizia con la colonna sonora di Ortolani, questa volta nella sua versione a tema con testi di Norman Newell che ha scritto il testo del successo di Ortolani More di Mondo Cane 1962, e cantato da J. Vincent Edwards. Il tempo è veloce, mostrando Jean Reynaud e cioe’ Trintignant che guida la sua macchina gialla attraverso le strade di Parigi – così ancora una volta lo spazio del film viene usato per i titoli di testa.

Il montatore Eugenio Alabiso crea alcune immagini casuali mentre la scena si muove, ed è qui che inizio a mettere in discussione cosa sta succedendo, come queste immagini apparentemente casuali – il fucile da caccia sul sedile posteriore e un primo piano sull’orecchino di Helene Valmont – e avendo visto un paio di questi veicoli, sai che ci sono sempre indicatori e referenti a cose importanti che vengono mostrati al pubblico ogni tanto … ma queste cose non hanno assolutamente nulla a che fare con il film o la trama!

E che dire della colonna sonora di Riz Ortolani? Beh, è un leit motive davvero meraviglioso, specialmente la versione vocale soave e lussureggiante della scena iniziale, ma sfortunatamente il resto è principalmente una variazione sul tema che ritorna in varie forme. La traccia Perché? è così bella che Lenzi la ha riutilizzata tre anni dopo nel film che potrebbe essere il suo miglior giallo di tutti, Sette orchidee macchiate di rosso 1972. Nondimeno è ancora una volta una testimonianza del grande Ortolani che purtroppo non ha ancora ricevuto il riconoscimento che avrebbe dovuto avere.

Anche se dico Cosi’dolce … Cosi’ perversa non è un giallo, è un film importante nell’evoluzione della filmografia di Lenzi che ha portato a quei grandi film di Gialli e Polizieschi che ha realizzato solo pochi anni dopo. È una pellicola coinvolgente, anche se potresti essere in grado di prevedere dove sta andando nelle fasi iniziali. E nonostante il fatto che sia più un thriller che un Giallo, è ancora un pezzo di cinema elegante che dovreste vedere se vi piacciono i grandi film di Umberto Lenzi.

Curiosità

 

 

Seconda parte di una trilogia comprendente Orgasmo (1969) and Paranoia (1970).

“Questo secondo film l’ho dovuto girare in fretta, gli esterni a Parigi sono stati girati tutti con la macchina a mano per risparmiare e quella villa fantastica dove è ambientata la sinistra storia ce l’ha concessa per tre giorni un grande industriale milanese delle scarpe, a parte che gli facessimo conoscere la Baker e Trintignant: è a Punta Ala, un luogo incantevole…

Uscite all’estero

Italy 31 October 1969
Sweden 30 September 1970
Finland 11 December 1970
France 26 February 1971
Denmark 12 July 1971

Titoli all’ estero

Brazil Tão Doce Quanto Perversa
Denmark Møde i skrækkens hus
Spain Así de dulce, así de maravillosa
Finland Kauhun hetket
Finland (new title) So Sweet and So Perverse
France Si douces, si perverses
Greece (transliterated ISO-LATIN-1 title) To doloma tis amartias
Sweden Möte i skräckens hus
World-wide (English title) So Sweet… So Perverse

Locations

 

 

La villa dove Jean-Louis Trintignant all’inizio va per per giocare al tiro al piattello con i suoi amici  è  all’Olgiata (Roma)

La boutique di moda dove Jean (Trintignant) lascia la moglie Danielle (Blanc) è quella di Dior in Rue François 1er 11 a Parigi.

Paris, France

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Titolo del film: Così dolce… così perversa
Paese di produzione Italia
Anno 1969
Durata 92 min
Genere giallo
Regia Umberto Lenzi
Soggetto Luciano Martino
Sceneggiatura Ernesto Gastaldi, Massimo D’Avack
Produttore Mino Loy, Luciano Martino, Jacques-Paul Bertrand
Casa di produzione Devon Film
Fotografia Guglielmo Mancori
Montaggio Eugenio Alabiso
Musiche Riz Ortolani
Costumi Giovanni Naitano

Interpreti e personaggi

Carroll Baker: Nicole Perrier
Helga Liné: Helena
Horst Frank: Klaus
Jean-Louis Trintignant: Jean Reynaud
Erika Blanc: Danielle
Irio Fantini: ospite alla festa
Ermelinda De Felice: proprietaria dell’hotel
Giovanni Di Benedetto: signor Valmount
Renato Pinciroli: portiere
Gianni Pulone: fotografo
Lucio Rama: ospite alla festa
Luigi Sportelli: ospite alla festa
Beryl Cunningham: spogliarellista
Paola Scalzi: amica di Helena
Dario Michaelis: commissario di polizia

Doppiatori originali

Anna Miserocchi: Helena
Cesare Barbetti: Jean Reynaud
Benita Martini: Danielle
Flaminia Jandolo: spogliarellista

FOTO E POSTERS

 

 

 

 

 

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