Diabolik

Diabolik è un film del 1968, diretto da Mario Bava.

È ispirato all’omonimo fumetto creato da Angela e Luciana Giussani e riprende le situazioni di alcuni episodi della serie a fumetti, in particolare quelli intitolati Lotta disperata, L’ombra della notte e Sepolto vivo!.

È considerato uno dei migliori film pop degli anni sessanta, un misto di pop art, optical art, psichedelia e futurismo, ed ha influenzato film come CQ, diretto da Roman Coppola nel 2001. Coppola ha infatti dichiarato che il film di Bava gli è servito per dare il “mood audiovisivo” al suo lungometraggio.

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Trama

Diabolik ruba dieci milioni di dollari davanti all’Ispettore Ginko, raggirandolo con l’ausilio di alcuni fumogeni. Fugge quindi a bordo di un motoscafo e successivamente su una Jaguar nera, inseguito da un elicottero della polizia. Diabolik entra in una galleria, dove l’attende a bordo di una Jaguar bianca la fidanzata Eva Kant. I due, seminati i poliziotti, giungono al loro rifugio sotterraneo.

ntanto il ministro degli interni convoca una conferenza stampa e annuncia il ripristino della pena di morte per combattere il crimine. Diabolik ed Eva si recano sul posto, travestiti da giornalisti, e sprigionano del gas esilarante, provocando le risate di tutti i presenti. Il giorno dopo, il ministro si dimette e l’ispettore Ginko ordina una retata in grande stile contro l’impero criminale gestito dal boss Ralph Valmont. Questi è costretto a fare un patto con l’ispettore Ginko e promette di consegnare Diabolik alla polizia.

Diabolik decide di regalare ad Eva per il suo compleanno una collana di smeraldi di proprietà di Lady Clark. Immaginando l’intenzione di Diabolik, l’ispettore Ginko fa circondare il castello di Lady Clark dalla polizia. Diabolik, indossando un costume bianco al posto del classico costume nero, si arrampica sulla torre del castello, quindi una volta entrato inganna i poliziotti inserendo una fotografia davanti alle telecamere e si impossessa, senza alcun problema, della collana.

Intanto Valmont, grazie alla descrizione di una prostituta, ottiene un identikit di Eva, quindi la rapisce e chiede a Diabolik come riscatto dieci milioni di dollari e la collana di smeraldi. I due si incontrano per lo scambio sull’aereo di Valmont. Lì Diabolik raggira Valmont e si lancia con il paracadute, trascinandolo con sé. In volo, si fa dire il luogo in cui è imprigionata Eva. Arrivato sul posto, Diabolik riesce a liberarla e uccide Valmont, quindi cade in uno stato di morte apparente ingerendo della droga. Si risveglia all’obitorio, mentre sta subendo un’autopsia, e viene portato via da Eva, travestita da infermiera.

Il nuovo ministro degli interni mette una taglia di un miliardo di dollari sulla testa di Diabolik. Questi, per tutta risposta, fa esplodere tutti i palazzi del fisco, provocando una crisi economica senza precedenti. Il nuovo ministro delle finanze (l’ex ministro degli interni) appare in televisione, appellandosi al buon senso dei cittadini, perché spontaneamente si rechino a pagare le tasse, provocando però l’ilarità generale.

Lo Stato decide di fondere tutti i soldi in un unico lingotto d’oro del peso di venti tonnellate. Il lingotto viene trasportato su un treno. Diabolik lo distrugge, facendolo precipitare in mare, quindi si immerge e recupera il lingotto con un sommergibile, portandolo al rifugio e fondendolo. L’ispettore Ginko riesce però a localizzare il rifugio e vi fa irruzione. Eva riesce a fuggire, mentre Diabolik viene investito da un getto d’oro fuso e immobilizzato.

Eva, vestita a lutto, si reca a rendere l’ultimo saluto al compagno, ridotto ad una statua. Viene raggiunta dall’ispettore Ginko. Diabolik, approfittando di un attimo di distrazione di Ginko, fa l’occhiolino ad Eva, dimostrando di essere ancora vivo, quindi una risata diabolica echeggia nel rifugio.

Curiosità

Diabolik uscì nel 1968 e si inserì nel filone fumettistico italiano, preceduto da Kriminal, diretto da Umberto Lenzi nel 1966.

Il produttore Dino De Laurentiis acquistò i diritti del fumetto creato dalle sorelle Giussani e affidò inizialmente la regia a Tonino Cervi. Dopo una settimana, Cervi venne licenziato e De Laurentiis offrì la regia a Mario Bava, poiché era un film che necessitava di molti effetti speciali e Bava era considerato uno dei migliori effettisti italiani. Bava era reduce dal film avventuroso I coltelli del vendicatore e accettò la regia, ottenendo così il budget più alto della sua carriera: 200 milioni di lire. Budget comunque relativamente basso per gli standard di De Laurentiis.

Per interpretare il personaggio di Diabolik fu scelto inizialmente Jean Sorel, che però faceva parte del cast scelto da Tonino Cervi, quindi con l’arrivo di Bava fu sostituito da John Phillip Law, che stava girando contemporaneamente Barbarella, altro film prodotto da De Laurentiis. Le riprese di quel film però subirono dei ritardi, quindi De Laurentiis propose a Law di interpretare Diabolik.

Sul set ci furono molti screzi tra Bava e De Laurentiis, inerenti soprattutto le sequenze di violenza che Bava voleva inserire per rimanere fedele al fumetto. De Laurentiis lo convinse però a smorzarle, temendo le forbici della censura.

Il film fu girato in interni agli studi De Laurentiis, a Roma, mentre gli esterni furono girati tra Tor di Caldano e Torino.

Le scenografie del film erano molto scarne. La grande caverna che fa da rifugio per Diabolik ed Eva Kant era in realtà vuota. Tutti i dettagli furono inseriti da Bava tramite fotografie e pezzi di vetro applicate sull’obiettivo. Quando Law arrivò sul set per girare la sequenza in cui Diabolik ed Eva entrano con la loro Jaguar nella caverna rimase sorpreso non vedendo nulla.

Chiese quindi a Bava dove fosse la caverna e il regista lo condusse dietro una macchina da presa e gli fece vedere gli effetti che aveva preparato. Anche De Laurentiis rimase piacevolmente sorpreso da questi semplici ma efficaci effetti, tanto da dichiarare: «Dirò alla Paramount che questo set ci è costato 200.000 dollari!

Il nome di Mario Bava fu suggerito alle sorelle Giussani da Corrado Farina, scrittore di Fumetti che aveva lavorato per loro su alcuni episodi di Diabolik, e che divenne regista egli stesso alcuni anni dopo ( Baba Yaga nel 1973). Se la scelta di Bava fu dettata dall’ammirazione di Farina per i capolavori del maestro horror gotico, Dino De Laurentis fu spinto da un pragmatismo illuminato. Bava ha 54 anni e oltre alle sue capacità tecniche ed esperienza, è anche noto per completare le riprese in tempo e rimanere sul bilancio. Bava fu stato convinto da De Laurentis e gli venne assegnato il più grande budget della sua carriera.

Le sorelle Giussani erano ispirate da Robert Taylor, e soprattutto dai suoi occhi azzurri di acciaio, per la creazione di Diabolik, ma Taylor, troppo vecchio per il ruolo, era anche in fase terminale di cancro che si concluderà nel 1969 e De Laurentis aveva in mente un giovane di gran moda in quel momento e cioè Alain Delon. Un’opzione interessante, ma non si  concretizzo’. Delon, era già sul set di Samurai di Jean-Pierre Melville De Laurentis ricadrà su un giovane attore californiano che Jane Fonda gli consigliò.

Impegnato sul set di Barbarella di Roger Vadim, un altro adattamento di un famoso fumetto prodotto da De Laurentiis, John Law Phillip era in Italia e in paziente attesa per la fine della grande pre-produzione del film Vadim. E fu durante questo periodo che  due film  segneranno per sempre la sua filmografia: Da uomo a uomo di Giulio Petroni, un capolavoro del western italiano, e Danger: Diabolik !.

Il primo provino parlo’ di un Bava entusiasta che diceva “lui è il mio Diabolik! “E fu subito preso. Se il ruolo di Diabolik fu trovato rapidamente, quella di Eva Kant sarà molto più problematico. Bava pensava a Marilù Tolo o a Marisa Mell, ma, ancora una volta, De Laurentis ha altri punti di vista. Pensava a  Catherine Deneuve.

Dopo un paio di giorni, e la negazione della Deneuve a interpretare un nudo nella famosa scena dei soldi, Bava la ricusa  e ottiene  Marisa Mell al posto dell’attrice francese. Sempre su consiglio del clan Vadim , De Laurentis impegna Michel Piccoli nel ruolo di  Ginko, l’indispensabile nemesi con Diabolik, e Adolfo Celi a completare il cast nel ruolo di Ralph Valmont, il capo di una banda di mafiosi .

Le diverse strutture della sceneggiatura sono state scritte da Brian Degas e Tudor Gates particolarmente ispirati da tre episodi del Fumetto.

Se Bava ha in mente un film tetro e duro, De Laurentiis ha chiesto di ridurre la violenza e vuole qualcosa di più leggero e più in sintonia con il gusto del pubblico. Bava, rielaborato lo script, tiene conto di questa tendenza spinto dai grandi successi del cinema, o alcuni telefilm che sono di gran moda (Batman con Adam West e Bud Ward).

Diabolik è un ladro misterioso con un talento e un’intelligenza straordinari che gli permettono di perpetrare i colpi più audaci con Eva Kant, la sua amante. Di fronte si trova l’ispettore Ginko, poliziotto combattivo che si e’ ripromesso di trovare la coppia infernale, Ralph Valmont, un mafioso di cui Ginko sarà alleato e che vede questa alleanza come un trucco che gli permetterà di avvicinarsi a Diabolik.

Diabolik! è una novita’ come lo è per Bava un film d’azione “futuristico”, destinato principalmente al pubblico che poco ama la maggior parte dei soliti temi del regista ( necrofilia o sadomasochismo).

Dall’ alto delle sue 54 primavere,  Bava infonde un dinamismo sorprendente e ha investito ogni la sua sconfinata immaginazione visiva, in cui  esplodono forme e colori in un vortice selvaggiamente psichedelico di immagini.

La chimica tra John Phillip Law e Marisa Mell funziona alla grande e si irradia alla pellicola.  Ciò dà origine alla più famosa scena del film, dove i nostri due piccioncini amoreggiano in una montagna di soldi, dichiarazione d’amore in ciò che è più pazza e più definitiva.

L’altro importante contributo al successo delle tribolazioni del supereroe del male è la partecipazione di Ennio Morricone, resa famosa nel mondo per il suo lavoro sulle opere di Sergio Leone. Il voto e’ il piu’ alto come per il film di Mario Bava, partecipando  allo sviluppo di un universo sonoro che incorpora, in queste composizioni, tutti i cliché delle mode musicali della fine degli anni ’60. Un film che mostra un universo surreale, che sembra uscito da una mente piena di lsd in modo radicale. Diabolik è diventato nel tempo uno dei film più cult di Mario Bava – un’incarnazione pura di quello che e’ lo spirito degli anni ’60.

Il film uscì negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Francia come Danger: Diabolik, in Spagna come Diabolik, in Germania Ovest come Gefahr: Diabolik e in Brasile come “Perigo: Diabolik”

Il film uscì in Italia il 24 gennaio 1968, costato 200 milioni di lire, incassò in totale 265 milioni (dunque recuperando di appena 65 milioni i costi di produzione), un introito assai inferiore rispetto alle aspettative prefissate. Deluso dagli incassi, De Laurentiis accantonò l’idea di un sequel.

All’estero il film fu invece subito amato, soprattutto in Francia. La prestigiosa rivista francese Cahiers du cinema apprezzò molto il film, scrivendo: «Gli effetti anamorfici, gli sbandamenti di ordine percettivo in ogni inquadratura, la costante discontinuità spazio temporale, concorrono alla costruzione di un universo dalla bellezza prorompente, improbabile e autoritaria».

Il film fu apprezzato anche dal noto critico Roger Ebert, che scrisse: «Forse perché è meno pretenzioso, Diabolik ha avuto più successo di Barbarella, ed è anche più divertente».

Al termine delle riprese Mario Bava riuscì nella vera e propria impresa di non spendere tutto il budget a disposizione. De Laurentiis decise così di girare un sequel del film, affidandogli nuovamente la regia, ma Bava rifiutò nettamente: «Mi ha chiamato per dirigere il seguito. Gli ho fatto dire che sono ammalato, invalido a letto, permanentemente», dichiarò il regista. Infatti Bava non solo aveva trovato la lavorazione del film molto faticosa, ma non era neppure rimasto soddisfatto del risultato finale.

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Titolo originale Diabolik
Lingua originale Inglese, Italiano
Paese di produzione Italia, Francia
Anno 1968
Durata 101 minuti
Colore Colore
Audio Sonoro
Genere azione, thriller
Regia Mario Bava
Soggetto Adriano Baracco, Angela e Luciana Giussani, Dino Maiuri
Sceneggiatura Mario Bava, Dino Maiuri, Brian Degas, Tudor Gates
Produttore Dino De Laurentiis, Bruno Todin
Casa di produzione Dino De Laurentiis Cinematografica, Marianne Productions
Distribuzione (Italia) Paramount Pictures
Fotografia Antonio Rinaldi, Mario Bava
Montaggio Romana Fortini
Effetti speciali Carlo Rambaldi, Mario Bava
Musiche Ennio Morricone
Scenografia Flavio Mogherini Franco Velchi
Costumi Piero Gherardi, Luciana Marinucci, Giulio Coltellacci
Trucco Otello Fava

Interpreti e personaggi
John Phillip Law: Diabolik
Marisa Mell: Eva Kant
Michel Piccoli: ispettore Ginko
Adolfo Celi: Ralph Valmont
Claudio Gora: capo della polizia
Terry Thomas: ministro degli interni/ministro delle finanze
Renzo Palmer: nuovo ministro degli interni
Caterina Boratto: Lady Clark
Andrea Bosic: direttore della banca
Giulio Donnini: dottor Vernier
Lucia Modugno: prostituta
Carlo Croccolo: camionista
Annie Gorassini: amante di Valmont
Mario Donen: Sergente Danek

Doppiatori italiani
Giancarlo Maestri: Diabolik
Gigi Proietti: ispettore Ginko
Emilio Cigoli: Ralph Valmont
Roberto Villa: capo della polizia
Renzo Palmer: ministro degli interni/ministro delle finanze
Adriana De Roberto: Lady Clark
Vittorio Di Prima: direttore della banca
Dante Biagioni: dottor Vernier
Carlo Buratti: medico alla Morgue

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