Django e Sartana all’ultimo sangue!

Quel maledetto giorno d’inverno… Django e Sartana… all’ultimo sangue! è un film western del 1970 diretto da Demofilo Fidani con lo pseudonimo di Miles Deem.

Trama

A Black City arriva Jack Ronson, un giovane pistolero da Denver City, inviato per prendere il posto dello sceriffo ucciso qualche tempo prima da Bud Willer, un fuorilegge. In città infatti quest’ultimo fa il bello e il cattivo tempo, uccidendo chiunque gli si opponga senza lasciare mai nessun superstite, in modo che nessuno possa mai denunciarlo.

Contemporaneamente, in città arriva un misterioso pistolero vestito da becchino, che spolvera due lapidi ed entra nella locanda della città.
Django al cimitero di Black City

A sera, in città arriva Bud Willer con i suoi scagnozzi e intima al nuovo sceriffo di lasciare la città, ma Ronson, anche se viene umiliato e disarmato decide di restare. Intanto viene a sapere che Bud Willer non va sottovalutato: anni fa infatti, svaligiò la banca della città insieme al bandito ricercato Paco “il Sagnuinario” Sanchez. Sanchez però venne catturato, e Willer lo aiutò ad evadere: da allora divennero sodali nei loro sporchi affari. Un uomo cercò di ostacolare Bud Willer, ma venne barbaramente ucciso insieme a suo fratello più piccolo. Il suo nome era Frank Cutler, lo stesso uomo di cui il pistolero misterioso aveva spolverato la bara. Nel frattempo però Bud Willer si trova a passare da una fattoria poco lontana dalla città, e affascinato dalla donna che ci lavora, ne uccide il marito e la violenta. Venuto a sapere del misfatto, lo sceriffo si reca subito dalla vedova e le promette di fare giustizia, ma la donna, ormai rassegnata alle angherie di Bud Willer e in preda ad una crisi di nervi, lo caccia in malo modo.

Il pistolero misterioso intanto viene a scoprire che Bud Willer ha degli sporchi traffici con un certo Joe Smith, che minacciato, ammette la sua colpevolezza, ma approfittando dell’arrivo di alcuni scagnozzi di Bud Willer prova ad uccidere il pistolero, che lo ammazza. Tornato alla locanda, lo sceriffo incontra Bud Willer che gli intima nuovamente di lasciare la città altrimenti l’avrebbe ammazzato la mattina dopo, in un regolare duello, all’alba. Ma la mattina dopo, il misterioso pistolero va dal giovane sceriffo e gli rivela di essere venuto in città solamente con l’intento di vendicare i fratelli della sua donna (i Culter), che Bud Willer aveva ucciso anni prima. Non riuscendo a convincere lo sceriffo e certo che Willer con i suoi scagnozzi avrebbe prevalso nel duello, decide di stordire e rinchiudere in una cella lo sceriffo, di vestire i suoi panni e affrontare Willer.

Grazie al crepuscolo, e al forte vento, avendo inoltre il volto coperto da una sciarpa, nessuno si accorge dell’inganno e così uccide Willer e i suoi scagnozzi. Il giorno dopo tutti sono ricreduti su quello sceriffo dall’aspetto così giovane e debole, ma lui, offeso nell’onore da quello che è successo decide di abbandonare l’incarico. Neanche l’imminente arrivo del sanguinario Sanchez serve a far cambiare la decisione dello sceriffo, ma quando la vedova gli chiede di restare, scusandosi se aveva creduto che quell’uomo non avrebbe potuto cambiare le cose in città, allora decide di restare e sfida a duello la mattina dopo Sanchez. Anche stavolta il pistolero misterioso si reca dallo sceriffo, ma stavolta lo sceriffo gioca a carte scoperte: ha riconosciuto nel misterioso pistolero Django, il celebre bounty-killer ma non ha per lui parole buone:infatti lo accusa ingiustamente di non aver ucciso Willer per questioni di vendetta, ma solamente per attirare Sanchez in città e riscuotere la sua taglia.

I due iniziano a picchiarsi fino a quando uno dei due, col volto coperto esce ad affrontare Sanchez. Nonostante le forti raffiche di vento il pistolero al primo colpo uccide Sanchez e poi, uno alla volta, tuttii suoi uomini appostati. Gli uomini nascosti sono però sei, e l’ultimo, quando sente sparare l’ultimo colpo esce allo scoperto per uccidere alla fine il pistolero. Solo ora si scopre che il pistolero è davvero lo sceriffo, anche lui un fenomenale tiratore, perché dall’ufficio dello sceriffo esce Django e uccide l’ultimo bandito. Sul finale Django saluta lo sceriffo, che gli promette che presto anche lui sarebbe diventato famoso: il suo nome è Jack Ronson, detto Sartana.

Recensione

Il Bel Fabio Testi è Ronson, il nuovo sceriffo di Black City. Ronson scopre che il famigerato bandito Willer e la banda di Sanchez sono di fatto la legge a Black City; i cittadini vivono nella paura delle loro (modestamente) furie. Nel frattempo, il misterioso straniero Django (Hunt Powers) arriva anche in città per regolare un vecchio punteggio contro Willer.

Testi, incapace di resistere a questi prepotenti, torna all’ufficio dello sceriffo per farsi un’idea e ascoltare il medico. Scosso, ora deve capire come sbarazzarsi di questi ragazzi, ma quello che stai pensando è “Beh, amico, il punto più importante della trama che vorrei sapere è come queste due cattive gang si uniscono ed aiuta molto la dinamica del film “. Sei fortunato, perché otteniamo un flashback che dura così tanto tempo che non ero sicuro se il film fosse passato ad una futura rapina in banca che coinvolgesse i cattivi.

Hunt Powers è anche qui come Django (ma vestito come Sartana) e forse è la risposta ai problemi di Testi, visto che sembra avere una sei sparacolpi in grado di sparare dodici o più proiettili con la ricarica!

Il pezzo forte del film è una resa dei conti abbastanza brillante, all’alba tra gli uomini di Django e Willer, che si verifica forse per 2/3 dello show. Le due parti si fronteggiano senza parole nella piazza della città mentre la musica del compositore Lallo Gori si gonfia in un crescendo appassionato e inquietante. La credibilita’ è messa a dura prova, tuttavia, poiché Django abbatte tutti e sei gli uomini che deve affrontare prima che riescano a sparare un colpo! Per un momento, vediamo Fidani a quello che deve essere l’apice delle sue capacità: un vero, eccitante scontro in uno Spaghetti Western. A Fidani è piaciuta ovviamente la scena, mentre la ripropone al culmine, con Ronson che affronta Sanchez quasi nello stesso modo. Ma la  seconda volta, non così eccezionale.

Il film riproduce il suo tempo di esecuzione con diversi momenti lunghi e inutili, che non sono né eccitanti né essenziali per la storia. A riempire il tempo è anche un “flashback” esteso e narrato di come Willer e Sanchez si sono incontrati durante una rapina in banca. Questa sequenza si svolge per circa 10 minuti ed è così lunga che ti dimenticherai di essere in un flashback. (Certo che l’ho fatto.) E per quanto riguarda Sartana? L’ultima riga di dialogo del film ha permesso a Ronson di ammettere a Django di essere “riconosciuto come Sartana in alcune parti”.

Dino Strano nei panni di Willer è minaccioso e disinvolto, soprattutto interpretando un ruolo cosi’ truce ma ogni tanto irrompendolo  con una risatina schiamazzante e provocatoria. Powers è un miserabile Django, con poco carisma e tonnellate di trucco da pancake sulla sua faccia grinzosa e arruffata. Il simpatico Testi  francamente non si e’ dato molto da fare,  piuttosto che sembrare esasperato. Si è dimostrato un abile protagonista in molti altri film di genere, ma qui è fondamentalmente un ragazzo alto che sta bene con un vestito da cowboy.

Il regista Fidani, marito di Mila Vitelli Valenza, costumista professionista e padre dell’attrice Simonetta Vitelli, entrambi autori di vari film di Demofilo, non è tanto l”Ed Wood’ degli Spaghetti Western quanto un pioniere di come sarebbe diventato il cinema italiano completamente trasandato dopo che i soldi si sarebbero prosciugati. Qui, riempie il film con tutto quello che può pensare facciano i cattivi, bere, mangiare cibo, pugni, sparatorie all’alba, vento, pugni, camminare, guardare, odorare, sparare, alzare il vetro, battere le palpebre, pugni, rasatura, arrampicata sul tetto, messicano facendo le parole crociate del Times, attraversando strade, guardando fuori dalle finestre, guardando windows, versando birra, spazzolando via la polvere dai pantaloni, fumando sigari, equitazione, strizzando gli occhi, indossando una sciarpa, stereografica mappatura della proiezione, apertura delle porte, pianto, seduta, analisi morfologica e riesame della circoscrizione tassonomica di Acosmio.

Fidani ha diretto tutti i generi di film in pellicole a basso budget e sfruttamento. Alla fine ebbe più pseudonimi di qualsiasi altro regista al mondo.

Curiosità

 

 

Il film porta come sottotitolo Django e Sartana all’ultimo sangue anche se Django e Sartana non si sfidano realmente all’interno del film. Questa era una pratica in voga a quei tempi, poiché spesso bastava riportare nel titolo del film i nomi di pistoleri resi celebri da altri film, per attirare persone ai botteghini.

Il film è stato scritto da Demofilo Fidani e sua moglie Mila Vitelli. Inoltre la loro figlia, Simonetta Vitelli, svolge anche il ruolo della vedova nel film.

Nonostante nel 1970 il genere Spaghetti western fosse già affermato, gli attori e lo stesso regista utilizzano comunque pseudonimi anglofoni. Demofilo Fidani però utilizza lo pseudonimo come regista e sceneggiatore, mentre non lo usa come ideatore del soggetto.

La prima edizione del film lancia per la prima volta come protagonista il giovane Fabio Testi con lo pseudonimo Stet Carson. Nell’edizione attualmente reperibile (la seconda) i titoli di testa riportano i seguenti cartelli: “Fabio Testi è lo sceriffo in…” “Quel maledetto giorno d’inverno”, “con Fabio Testi” ,Hunt Powers… dovuto ad evidenti manipolazioni della versione originale (infatti si perde un pezzo di titolo).

Uscite all’estero

Italy 25 June 1970
Denmark 26 February 1971

Titoli all’ estero

Django e Sartana
One Damned Day at Dawn… Django Meets Sartana!
Brazil Django e Sartana – Até o Último Sangue
Denmark Django møder Satan
Spain (DVD title) Django encuentra a Sartana
Spain (alternative title) Django y Sartana
Spain Django y Sartana: El último duelo
Spain (TV title) Un maldito amanecer… Django encuentra a Sartana
France Django et Sartana
UK (TV title) One Damned Day at Dawn … Django Meets Sartana!
Greece (video title) O serifis
Greece (transliterated ISO-LATIN-1 title) Oi dyo ektelestes
USA (DVD box title) Django Meets Sartana
USA One Damned Day at Dawn… Django Meets Sartana!

Locations

 

 

Elios Film, Rome, Lazio, Italy
(studio) (studio: filmed at Elios Film-Rome)

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Titolo originale: Quel maledetto giorno d’inverno… Django e Sartana… all’ultimo sangue!
Paese di produzione Italia
Anno 1970
Durata 82 minuti
Genere western
Regia Miles Deem
Soggetto Demofilo Fidani
Sceneggiatura Miles Deem, Mila Vitelli
Produttore Demofilo Fidani
Casa di produzione Tarquinia Film
Distribuzione (Italia) Cinepatrizia (Diego Spataro e Franco Lo Cascio)
Fotografia Franco Villa
Montaggio Piera Bruni
Musiche Lallo Gori
Scenografia Mila Vitelli
Costumi Mila Vitelli
Trucco Corrado Blengini

Interpreti e personaggi

Stet Carson: Jack Ronson/Sartana
Hunt Powers: Django
Dean Strafford: Bud Willer
Dennis Colt: Sanchez
Simonetta Vitelli (come Simone Blondell): la vedova Sturges
Dan Reesy: McLaren
Celso Faria: Frank Culter
Joel Moore:
Michael Brank: un uomo di Sanchez
Robert Dannish: un uomo di Bud
Lucky McMurray: Joe Smith
Pietro Torrisi: Paco il gigante
Mariella Palimich: Dolores
Calogero Caruana: lo sceriffo Mason
Franco Pasquetto: Peter Sturges
Antonio Basile
Luciano Pallotta

Doppiatori italiani

Sergio Rossi: Django
Antonio Guidi: Bud Willer
Mario Bardella: Sanchez
Sandro Iovino: Joe Smith
Mirella Pace: Dolores
Renato Mori: lo sceriffo Mason

FOTO E POSTERS

 

 

 

 

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