Django il bastardo

Django il bastardo è un film del 1969 diretto da Sergio Garrone. È un western all’italiana, e come tanti film coevi ha come protagonista un personaggio di nome Django per sfruttare il successo dell’omonimo film di Sergio Corbucci.

Trama

Il 13 novembre 1881 un uomo entra in un villaggio del west e piazza davanti alla casa di Sam Hawkins una croce con il suo nome. Quando Hawkins esce non gli lascia neppure il tempo di estrarre la pistola e lo uccide. Il pistolero è Django, l’unico sopravvissuto al massacro di un intero reparto di sudisti da parte delle truppe nordiste riuscito grazie al tradimento di tre ufficiali. Terminata la guerra di Secessione si è messo alla ricerca dei traditori per a vendicare la morte dei compagni.

Dopo aver ucciso anche il secondo affronta il terzo, Rod Murdock, che nel frattempo è divenuto un ricco possidente. Terrorizzato dalla sorte toccata ai suoi vecchi compagni d’armi e di tradimento cerca di anticipare le mosse dell’uomo riemerso come un fantasma dal passato e affida la difesa della propria incolumità a una nutrita schiera di pistoleri di professione che mettono sotto controllo l’intero territorio.

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Nel frattempo, mentre è in viaggio per raggiungere il rifugio del suo avversario, Django salva la vita di Alida, la moglie dello psicopatico Luke, fratello di Rod. Quest’ultimo, per difendersi meglio decide anche di abbandonare la sua villa e trasferirsi nel villaggio più vicino la cui popolazione viene brutalmente sgomberata dai suoi uomini sotto la minaccia delle armi. Inizia così un difficile resa dei conti nella quale Django si ritrova da solo in un territorio ostile e deve ricorrere a tutta la sua astuzia e la sua abilità per sopravvivere.

Recensione

Non penso davvero a questo film come a un horror-western, dal momento che non sappiamo mai se lo straniero è soprannaturale o no, ma è uno spaghetti western con un forte sentimento europeo-horror gotico. Questa è la cosa più vicina ad uno spaghetti western euro-horror. È un peccato che non ci sia mai stato un film horror euro-western in piena regola con un evidente fantasma, vampiro, zombi o simili. Avrebbe potuto essere incredibile. Soprattutto se ci fosse Barbara Steele.

Non considero questo film come un sequel del film originale di Django. Lo sconosciuto qui è un uomo di nome Django, ma sappiamo che non è lo stesso Django di quello del film di Sergio Corbucci, perché questo Django è un ex soldato confederato. Django di Corbucci ha combattuto per l’esercito dell’Unione. Questo Django è come il cupo mietitore, una figura alta, senza emozioni, oscura in nero che si definisce un “demone dell’inferno” ed è qui per prendere i tre ufficiali che hanno tradito il suo reggimento con lui. Non uccide solo, lo fa con un macabro senso dello stile, che vediamo per la prima volta nella scena d’apertura del film, dove c’è un bel lavoro di macchina da presa mentre Django passeggia nel centro della città, infila una croce tombale con la data e il nome della sua prima vittima su di esso nella terra davanti al salone, e aspetta che l’uomo condannato esca e lo veda. È una scena incredibile, e questo è solo l’inizio della spettrale vendetta di Django. Ci sono molte altre scene interessanti dopo quella, ma non le racconterò.

La gente critica Antony Steffen per essere un attore legnoso, ma si adatta a questo ruolo come un guanto nella mano! Stefen interpreta Django, un uomo che può essere o non essere il fantasma vendicativo di un soldato confederato che uccide i suoi ufficiali comandanti che pugnalano la schiena e che hanno venduto le sue truppe agli Yankees. Ci sono altri due ufficiali nella sua lista, ma questi ragazzi hanno soldi a loro disposizione – denaro che può comprare un sacco di armi a noleggio.

Murdok è il ragazzo principale che Django ha in vista, e lui è quello che compra le armi. Ha anche alcune questioni domestiche, in quanto paga sostanzialmente Rada Rassimov per sposarsi con il suo fratello psicotico (Luciano Rossi, che recita normalmente come al solito), e non è contenta di questa combine. Anche Rossi è fuori controllo, trascinando un uomo fino alla morte e uccidendo lo sceriffo locale per aver obiettato su questo. È anche l’unica persona che lontanamente si avvicina a scoprire se Django è un fantasma o semplicemente una maschera che indossa un tizio.

Questa è la domanda principale del film – Django è un fantasma? Sembra che appaia dovunque voglia (compreso un falò in cui i cattivi ne stanno discutendo, in sottofondo quando i cattivi escono dal raggio di tiro, e sembra addirittura schivare un proiettile a un certo punto). Alcuni vengono persino mandati in città morti, crocifissi, a cavallo. È davvero un bastardo!

È interessante notare che, sebbene il personaggio di Luciano Rossi sembri estrarre sangue da Django, nessuno sembra credere alle sue affermazioni secondo cui Django è un fantasma!

La musica è molto inquietante e atmosferica. È una colonna sonora eccellente che potrebbe adattarsi perfettamente a un film horror europeo, eppure è del tutto appropriato anche per uno spaghetti western. C’è anche una parte in cui sembra che stiano usando un theremin. Il suono costante del vento ululato è anche un bel tocco. Django il bastardo, diretto da Sergio Garrone, è una buona interpretazione della mutualità dei film di Django che ho visto. Grande prestazione di Anthony Steffen nei panni dello straniero che cerca vendetta.

Curiosità

 

 

Il film è uno dei non pochi spaghetti-western su Django, il pistolero reso famoso dalla performance di Franco Nero nel film di Sergio Corbucci, dal quale viene ripreso il tema della vendetta. Il protagonista però, oltre al nome, non presenta altre caratteristiche peculiari dell’originale.

Non mancano inoltre esplicite citazioni dei film di Sergio Leone:

I titoli di testa fortemente contrastati e il duello finale pistola-fucile da Per un pugno di dollari

Il carillon dell’eroe da Per qualche dollaro in più,

La coppia Django-Carranza come bounty killer e fuorilegge simile a quella formata da Clint Eastwood ed Eli Wallach ne Il buono, il brutto, il cattivo.

Inoltre anche il fatto che l’eroe è aiutato nella vendetta da uno degli assassini ricorda Da uomo a uomo di Giulio Petroni.

Uscite all’ estero

Italy     8 November 1969
Denmark     31 August 1970
Netherlands     26 November 1970
West Germany     5 January 1971
France     6 January 1971
Turkey     15 March 1971
Spain     27 August 1973     (Madrid)
USA     April 1974     (Detroit, Michigan)

Altri titoli all’ estero

Stranger’s Gundown
Austria (DVD title)     Django der Bastard
Belgium (English title)     Django the Bastard
Belgium (Flemish title)     Een Bende ploerten voor Django
Belgium (French title)     La Horde des salopards
Brazil     Django, o Bastardo
Germany (alternative title)     Höllenhunde gehetzt bis zum Verrecken
Denmark     Bastarden Django
Spain (DVD title)     Django el bastardo
Spain     Django el bastardo
Spain (poster title)     El bastardo
France     La horde des salopards
UK (video box title)     Django: The Bastard
Greece (transliterated ISO-LATIN-1 title)     Django, to megalo katharma
Portugal     O Sinal de Django
Sweden (video title)     Banditernas fiende
Turkey (Turkish title)     Cango, haydutlara ölüm
USA     Django the Avenger
USA     Django the Bastard
USA (DVD box title)     The Strangers Gundown
West Germany     Django und die Bande der Bluthunde

Locations

 

 

Villa Mussolini, Roma, Italy

 

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Titolo originale: Django il bastardo
Paese di produzione     Italia
Anno     1969
Durata     95 min
Colore     colore
Audio     mono
Rapporto     2,35 : 1
Genere     western
Regia     Sergio Garrone
Soggetto     Sergio Garrone, Anthony Steffen (come Antonio De Teffè)
Sceneggiatura     Sergio Garrone, Anthony Steffen (come Antonio De Teffè)
Produttore     Pino De Martino
Produttore esecutivo     Teodoro Corrà (non accreditato)
Casa di produzione     Società Europea Produzioni Associate Cinematografiche (SEPAC), Tigielle 33
Distribuzione (Italia)     P.A.C
Fotografia     Gino Santini
Montaggio     Cesare Bianchini
Effetti speciali     Paolo Ricci
Musiche     Vasili Kojucharov, Elsio Mancuso (come Vasco e Mancuso)
Scenografia     Giulia Mafai
Costumi     Giulia Mafai
Trucco     Carlo Renzini

Interpreti e personaggi

Anthony Steffen: Django
Rada Rassimov: Alida Murdok
Paolo Gozlino: Rod Murdok
Luciano Rossi: Hugh Murdok (come Lu Kamante)
Teodoro Corrà: Williams
Carlo Gaddi: Brett
Jean Louis: Howard Ross
Victoriano Gazzara: Sam Hawkins
Thomas Rudy: Rowland
Lucia Bomez: una prostituta
Emy Rossi Scotti: la moglie di Howard
Furio Meniconi (non accreditato): lo sceriffo a Dirty City
Celso Faria (non accreditato): il soldato Evans

Doppiatori italiani

Pino Locchi: Anthony Steffen
Rita Savagnone: Rada Rassimov
Nando Gazzolo: Paolo Gozlino
Luigi La Monica: Luciano Rossi
Roberto Bertea: Teodoro Corrà
Luciano De Ambrosis: Carlo Gaddi
Romano Malaspina: Jean Louis
Carlo Alighiero: Thomas Rudy
Manlio De Angelis: Victoriano Gazzara
Massimo Turci: Celso Faria

 

FOTO E POSTERS

 

 

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