Due sporche carogne

Due sporche carogne – Tecnica di una rapina (Adieu l’ami) è un film del 1968 diretto da Jean Herman, interpretato da Alain Delon e Charles Bronson.

È tratto dal romanzo Adieu l’ami (1968) di Sébastien Japrisot (pseudonimo di Jean-Baptiste Rossi, 1931-2003).

Trama

Parigi, Dino Barran, giovane medico francese, ha terminato il suo servizio come ufficiale-medico nell’esercito impegnato in Algeria contro il FLN algerino e, dopo aver declinato l’invito del legionario, avventuriero di origine statunitense, Franz Propp ad unirsi a lui per andare a combattere come mercenario in Congo, è tornato nella capitale francese.

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Dietro insistenza della bella Isabelle Moreau, che vorrebbe fargli completare un’impresa promessale dal collega ufficiale-medico Mozart, morto in azione bellica, accetta di farsi assumere temporaneamente dalla grossa ditta di Parigi ov’è impiegata Isabelle, per effettuare una serie di visite mediche al personale della medesima e, approfittando della posizione dell’ambulatorio aziendale, filmare attraverso un finestrino che dà nella camera blindata della grossa cassaforte dell’azienda, l’apertura della cassaforte stessa, per ricavare i numeri della combinazione.

Accetta anche d’introdursi la notte di Natale nel vano relativo approfittando dell’assenza di personale, aprire la cassaforte e riporvi un grosso plico di titoli a suo tempo sottratti, a suo dire, dalla stessa Isabelle, che vuol rimediare all'”errore” di averli prelevati fraudolentemente a suo tempo senza doversi ora autodenunciare. Lo assiste nell’attività medica una carina studentessa in medicina, Dominique Austerlitz.

Intanto una società di trasporto valori porta in cassaforte i contanti per pagare ai dipendenti dell’azienda, a fine dicembre, gli stipendi e le gratifiche natalizie.  Si tratta di una grossa somma, più di trecento milioni di franchi francesi, destinati a rimanere in cassaforte fin dopo Natale.

La sera della vigilia di Natale, Dino rientra in azienda approfittando della confusione che sempre accompagna l’ultima uscita pomeridiana del personale, ma si trova come indesiderato complice Franz, che gli si incolla pensando ad un colpo grosso. I due riescono ad aprire la cassaforte ma scoprono che è vuota: qualcuno si è già portato via i trecento milioni.

Ovviamente la spiegazione è chiara: l’autore (o l’autrice) del furto ha incastrato Dino, sul quale, alla riapertura degli uffici dopo Santo Stefano, ricadrà la colpa. Cercando di andarsene, i due scorgono a terra il cadavere del guardiano, crivellato da quattro colpi di rivoltella.

Temendo anche l’accusa dell’omicidio, decidono di separarsi, partire separatamente in aereo per Marsiglia, facendo le viste di non essersi mai conosciuti e suggellando così un patto di copertura l’uno dell’altro in caso di cattura. Il che avviene puntualmente all’aeroporto due giorni dopo: Dino e Franz vengono inseguiti dai poliziotti appostati e Franz viene catturato dall’ispettore Meloutis, mentre Dino riesce a fuggire.

I giornali danno ampio spazio alla vicenda. Dino, braccato, cerca Isabelle e scopre che nessuna Isabelle Moreau figura fra le dipendenti dell’azienda. Ci deve pure essere la cartella clinica di Isabelle, pensa Dino, avendo visitato allora anche lei. Cerca così l’ex assistente temporanea, la studentessa Austerlitz, che gli promette di cercare la cartella di Isabelle e consegnargliela.

L’epilogo ha luogo nei corridoi dell’azienda: trovata la cartella, Austerlitz compare a fianco di Isabella che impugna la rivoltella di Dino (le due erano in effetti complici ed autrici del colpo): questi intavola una discussione durante la quale Isabelle racconta per filo e per segno ciò che hanno combinato, mentre Meloutis, nascosto con i suoi agenti poco distante, sente tutto. Isabella spara a Dino l’ultima pallottola rimasta nel revolver, ma lo manca, la polizia irrompe ed altri agenti, appostati per bloccare la fuga alle due donne, vedendo Isabelle armata, scaricano addosso a lei e ad Austerlitz i loro mitra uccidendole entrambe.

Commento

Un ex-medico militare (Delon) e un mercenario (Bronson) che non si sopportano, un colpo rischioso, un poliziotto umano, un intrigo femminile. Film irrisolto, né abbastanza action né abbastanza thriller, in cui tuttavia piace vedere interagire i due protagonisti, che si producono in gustose esibizioni di virilità (fisica e caratteriale).

Ritmo accettabile nonostante le eccessive lungaggini durante l’apertura della cassaforte. Buone le ambientazioni francesi e personalmente Delon vince per presenza il duello con Bronson, che appare troppo scolpito.

Accoppiata insolita ma si crea chimica sul set. Si percepisce una certa conflittualità tra i due attori che fa molto bene al film, affidato completamente alle due star. La coppia Delon/Bronson trova la giusta alchimia, le due fanciulle funzionano, ma è l’entrata in scena di Fresson nei panni dell’ispettore di polizia a imprimere il cambio di ritmo. Musiche morriconiane di François de Roubaix. Cinico come il più classico dei noir. Il regista più avanti diventerà scrittore di gialli.

Locations

Il porto dove è ormeggiata una delle navi da cui stanno sbarcando i militari francesi di ritorno dall’Algeria (la guerra è appena finita), è in Quai Jean Charcot, nel porto di Marsiglia.
Notare sullo sfondo un faro (è il faro che si trova all’ingresso del porto).

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Qui il legionario Franz Propp (Charles Bronson) ha appena raccolto una pistola che era caduta dalla sacca del Tenente Medico Dino Barran (Alain Delon) e la sta esaminando. Sullo sfondo la testa della stazione marittima e dietro a questa le cupole della Cattedrale di Santa Maria Maggiore, che usiamo per dimostrare che il porto è proprio questo:

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Il grattacielo presso il quale il dottor Barran (Delon), appena congedato dall’esercito e nel frattempo trasferitosi a Parigi, è stato assunto per effettuare uno screenig medico dei dipendenti di una azienda che colà ha la sue sede, è la Tour Nobel (ora Tour Initiale).
Fu il primo grattacielo costruito nell’allora nuovo quartiere della Defense, e si trova in Terrasse Bellini 1 a Puteaux (Hauts-de-Seine), Francia.

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L’aerostazione dove Dino Barran (Alain Delon), ricercato dalla polizia, sta cercando di ottenere un imbarco per fuggire da Parigi, è quella dell’aeroporto di Orly, Val-de-Marne, ora Orly Sud.

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La piazza dove l’ispettore Meloutis (Bernard Fresson) è in attesa di Dino Bazzan, con il quale poco prima aveva avuto un contatto telefonico, è Place de Breteuil-XV° arr. a Parigi.

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Titolo originale Adieu l’ami
Lingua originale Francese
Paese di produzione Francia, Italia
Anno 1968
Durata 110 min.
Rapporto 1,66 : 1
Genere noir, drammatico, thriller
Regia Jean Herman
Soggetto Sébastien Japrisot (romanzo)
Sceneggiatura Jean Herman, Sébastien Japrisot
Produttore Serge Silberman
Casa di produzione Medusa Film, Cerito Films
Distribuzione (Italia) Minerva, 01 Distributions
Fotografia Jean-Jacques Tarbès
Montaggio Hélène Plemiannikov
Musiche François de Roubaix
Scenografia Jacques Dugied
Costumi Tanine Autre

Interpreti e personaggi

Alain Delon: Dino Barran
Charles Bronson: Franz Propp
Olga Georges-Picot: Isabelle Moreau
Brigitte Fossey: Dominique Austerlitz “Waterloo”
Bernard Fresson: Isp. Meloutis
Jean-Claude Ballard: Agente di polizia
Marianna Falk: Catherine
Ellen Bahl: Martha

Doppiatori italiani

Cesare Barbetti: Dino Barran
Glauco Onorato: Franz Propp
Rita Savagnone: Isabelle Moreau
Vittoria Febbi: Dominique Austerlitz “Waterloo”
Sergio Tedesco: Isp. Meloutis

 

FOTO E POSTERS

 

 

 

 

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