E Dio disse a Caino

E Dio disse a Caino… è un film del 1970 diretto da Antonio Margheriti, con lo pseudonimo di Anthony Dawson.

Il film è stato uno tra i 32 film scelti per la retrospettiva dedicata agli spaghetti-western durante la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia del 2007.

Come disse anche il regista:

« Il produttore Giovanni Addessi e io abbiamo scritto il copione con la chiara volontà di uscire dal genere, di sottrarci al già visto. E poi, non ho mai amato seguire i dettami. Mi piace fondere più registri, lo faccio in quasi ogni mio film: sono un ribelle.[1] »
(Antonio Margheriti)
il film realizza una commistione tra il genere dello spaghetti-western e l’horror-gotico.

Trama

Gary Hamilton, ex ufficiale dell’esercito nordista, è in carcere condannato ai lavori forzati, per omicidio e tentata rapina. In realtà è stato un suo amico, Acombar, a commettere la razzia e a lasciare, sul luogo del crimine, la borraccia di Gary, per impossessarsi di tutti i suoi averi e sposare la sua donna. Dieci anni dopo, graziato per i suoi precedenti meriti, Gary torna al paese natio, deciso a vendicarsi di Acombar e di sua moglie.

Ma, sulla diligenza che lo porta in città, Gary incontra il giovane Dick, figlio di Acombar, il quale è all’oscuro di tutto. Gary lo incarica allora, spacciandosi per un amico di Acombar, di avvertire il padre del suo prossimo arrivo. Ricevuto il messaggio, Acombar organizza la difesa della città e della sua magione, per evitare a tutti i costi che Gary riesca a giungere in paese. Ma l’ex militare, grazie all’intricata rete sottorrenea della città, un vecchio cimitero indiano, e approfittando di un violento tornado che riduce di molto la visibilità, riesce, nel corso della notte, a massacrare ad uno ad uno tutti gli sgherri di Acombar nei modi più efferati (uno viene impiccato alla corda della campana della chiesa in modo che questa, mossa dal tornado, suoni e faccia ondeggiare su e giù il corpo dell’uomo).

Intanto Dick viene a conoscenza della verità su suo padre e sua madre, ma decide di schierarsi ugualmente al suo fianco. Quando Gary è ormai giunto alla magione, si fa vedere dalla moglie. Questa scappa ad avvisare il marito, ma proprio in quel momento entra Dick, e Acombar lo uccide. Acombar legatissimo al figlio accusa della morte la moglie, che lo aveva messo in tensione, e la uccide. Rimasto solo cerca Gary nella magione, lo trova, e i due si sfidano a duello. Gary lo uccide, e avuta la sua vendetta, lascia la città lasciando agli abitanti tutto l’oro accumulato da Acombar.

Commento

Eccellente riuscita di Margheriti, che mescola abilmente i piani stilistici, portando lo spaghetti sul suo campo da gioco preferito: quello goticheggiante, tutto ululati del vento, scricchiolii, apparizioni fantasmatiche (e l’inesorabile campana). Un vero horror-western con adattissime faccione (non solo un controllatissimo, inappuntabile Kinski, ma anche il fido Pigozzi), a tratti di ottima resa visiva. Tra i risultati più originali del filone, da non perdere.

Kinski è bravo, Carsten perfettamente in parte, Gulà fa ancora meglio nei pochi minuti a disposizione.

(fonte davinotti http://www.davinotti.com/)

Curiosità

Scrive Edoardo Margheriti:

« Antonio lavorò in questo film per la prima volta con Klaus Kinski, un attore notoriamente difficile. Per sua sfortuna Antonio non aveva un carattere facile sul set e non gli era da meno, per cui la “corda” si spezzò dopo pochissimi giorni di riprese: stavano girando dentro delle caverne, quando Kinski ebbe una delle sue crisi da “primadonna” e stava per lasciare il set. Antonio non ci vide più dalla rabbia e cominciò ad insultarlo, arrivando anche a tirargli dietro uno dei fucili di scena. Curiosamente, questo gesto accrebbe smisuratamente il rispetto di Kinski per Antonio e tornò sul set docile come un cagnolino, completando il film senza dargli ulteriori fastidi.

Il film termina con alcuni versetti della bibbia riferiti all’uccisione di Abele da parte di Caino, qui riportati interamente:
« Il Signore disse a Caino: «Dov’è Abele, tuo fratello?». Egli rispose: «Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?». Il Signore disse: «Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dalla terra. Ora tu sarai maledetto, scacciato lontano dalla terra che ha aperto la sua bocca per ricevere il sangue di tuo fratello dalla tua mano. Quando coltiverai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti e tu sarai vagabondo e fuggiasco sulla terra». »
(Genesi 4:9)

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Titolo originale E Dio disse a Caino…
Paese di produzione Italia, Germania Ovest
Anno 1970
Durata 96 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.35 : 1
Genere western
Regia Antonio Margheriti (come Anthony Dawson)
Soggetto Giovanni Addessi
Sceneggiatura Giovanni Addessi, Antonio Margheriti
Produttore Nino Di Giambattista, Franco Caruso, Giovanni Addessi
Fotografia Riccardo Pallottini, Luciano Trasatti
Montaggio Nella Nannuzzi
Effetti speciali Cataldo Galliano
Musiche Carlo Savina
Scenografia Mario Giorsi
Costumi Mario Giorsi, Silvano Giorsi

Interpreti e personaggi
Klaus Kinski: Gary Hamilton
Peter Carsten: Acombar
Marcella Michelangeli: Maria
Antonio Cantafora: Dick Acombar
Giuliano Raffaelli: Dottore
Guido Lollobrigida (come Lee Burton): Miguel Santamaria
Maria Luisa Sala: Rosy
Furio Meniconi: Mike
Gigi Bonos: Zio Jonathan
Luciano Pigozzi (aka Alan Collins): Fratello Santamaria
Lucio De Raffaelli
Joaquin Blanco
Marco Morelli
Giacomo Furia
Franco Gulà

Doppiatori italiani
Sergio Graziani: Gary Hamilton
Alessandro Sperlì: Macombar
Rita Savagnone: Maria
Cesare Barbetti: Dick Acombar
Benita Martini: Rosy
Lauro Gazzolo: becchino
Arturo Dominici: padrone del ristorante
Stefano Sibaldi: trafficante d’armi
Luciano De Ambrosis: Luke

FOTO E POSTERS

 

 

 

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