…E per tetto un cielo di stelle

E per tetto un cielo di stelle,  film del 1968, diretto da Giulio Petroni.

Tim, vagabondo disarmato vive di espedienti. Un tempo si chiamava Billy e faceva il pistolero al soldo di Samuel Pratt. Un giorno però ha deciso di cambiare vita: quando il capo banda ha tentato di impedirglielo, mettendogli alle costole un gruppo di uomini guidati da due suoi figli, Tim li ha uccisi tutti e Samuel Pratt non gliel’ha mai perdonata. Ha spedito quindi sulle sue tracce un gruppo di uomini guidati da Roger Pratt, il suo terzo figlio. Per questo Tim è costretto a nascondersi e per vivere truffa chiunque gli capiti a tiro.

Un giorno incontra l’ingenuo minatore Harry che ha raccolto un discreto gruzzolo di pepite d’oro destinate a finanziare la ristrutturazione di un ranch avuto in eredità. Tim lo convince ad affidare tutto l’oro a una inesistente banca di Pueblo City e poi scompare con il malloppo. Harry si mette sulle sue tracce e lo trova tra i saltimbanchi, nascosto nel carrozzone della Donna Sirena. Dopo una lunga scazzottata i due decidono di unire i loro destini. Inizia così un lungo viaggio verso Jubilee Creek, la località dove è situato il ranch ereditato da Harry, con gli uomini di Pratt alle calcagna. Dopo aver approfittato dell’ingenuità della vedova McDonald, Tim torna anche a impugnare la pistola per difendere l’amico che sta per essere impiccato . Alla fine i due amici arrivano al ranch dove li attende lo scontro finale con la banda di Pratt.

 

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Commento

Proiettato per la prima volta nell’agosto del 1968 E per tetto un cielo di stelle stabilisce un record inusuale per un western all’italiana: dall’inizio del film al momento in cui Tim, l’antieroe interpretato da Giuliano Gemma, mette mano alla pistola passa circa un’ora. Non è l’unica curiosità di questa pellicola, diretta con mano insolitamente delicata da Giulio Petroni. Il film, infatti, fa un po’ da modello per successive fortunate esperienze di altri registi.

Prima parte ironica,nella seconda si fa sul serio,rapine, morti, violenza,nella migliore tradizione del western nostrano, bravi Adorf e Gemma, belle le musiche di Morricone, un buon prodotto che fa passare 90 minuti piacevoli.

Le foto di scena sono state gentilmente fornite da Eugenio Ercolani

Titolo originale …e per tetto un cielo di stelle
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1968
Durata 100 min
Colore colore
Audio mono
Rapporto 2,35 : 1
Genere western
Regia Giulio Petroni
Soggetto Alberto Areal, Mariano Laurenti
Sceneggiatura Alberto Areal, Mariano Laurenti
Produttore Gianni Hecht Lucari
Produttore esecutivo Fausto Saraceni
Casa di produzione Documento Film
Fotografia Carlo Carlini
Montaggio Enzo Alabiso
Effetti speciali Erasmo Bacciucchi
Musiche Ennio Morricone
Scenografia Piero Filippone
Costumi Luciana Fortini
Trucco Franco Di Girolamo

Interpreti e personaggi
Giuliano Gemma: Billy Boy (si fa chiamare anche Tim Hawkins)
Mario Adorf: Harry
Magda Konopka: Vedova Dorothy McDonald
Federico Boido: Roger Pratt (con il nome Rick Boyd)
Chris Huerta: Grasso signore sulla diligenza
Julie Menard: Sirene / Donna
Anthony Dawson: Samuel Pratt
Sandro Dori: marito di Sirene
Franco Balducci: Brent
Peter Branco:
Franco Lantieri:
Ivan Scratuglia:
Angiolino Rizzieri:
John Bartha: Sig. Lawrence
Alfonso de la Vega:
María Gustafson: ragazza
Víctor Israel: oste
Paolo Magalotti: sgherro di Pratt
Benito Stefanelli: sgherro di Pratt
Luciano Bonanni

Doppiatori italiani
Pino Locchi: Billy Boy / Tim Hawkins
Aldo Giuffré: Harry
Rita Savagnone: Widoe Dorothy McDonald
Maria Pia Di Meo: Sirene / Donna
Sergio Tedesco: Roger Pratt
Bruno Persa: Samuel Pratt
Gianfranco Bellini: marito di Sirene
Manlio De Angelis: Brent
Luciano De Ambrosis: sgherro di Pratt
Arturo Dominici: Rapinatore
Roberto Bertea: Sacerdote
Daniele Tedeschi: Oste
Lauro Gazzolo: Sceriffo
Gino Baghetti: Falso banchiere
Vittoria Febbi: Signora del drugstore

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