Finché c’è guerra c’è speranza

Finché c’è guerra c’è speranza è un film del 1974 diretto e interpretato da Alberto Sordi.

Trama

Pietro Chiocca, commerciante milanese di pompe idrauliche, riconvertitosi ad un più lucroso commercio internazionale di armi, gira per i paesi del Terzo Mondo, dilaniati dalle guerre civili. Per mezzo di alcune astuzie, riesce a vincere un suo rivale diventando dipendente di un’industria più importante ed assai più redditizia.

La sua famiglia, già benestante e residente nel centro di Milano, può finalmente trasferirsi in una lussuosa villa nel verde, esaudendo così il desiderio di una viziatissima moglie.

Tutto pare andare a gonfie vele, finché un giornalista del Corriere della Sera, che gli aveva procurato il contatto per la vendita di armi ad un movimento di liberazione nazionale nello stato africano della Guinea-Bissau, denuncia all’opinione pubblica l’operato di Chiocca con un articolo dal titolo «Ho incontrato un mercante di morte».

Davanti allo sdegno e al disprezzo dei propri familiari, Chiocca si offre di tornare al suo vecchio e onesto lavoro, ma costoro, posti di fronte all’alternativa di una rinuncia all’altissimo tenore di vita, preferiscono ignorare l’origine dei guadagni del loro capofamiglia.
Personaggi

Pietro Chiocca, il protagonista, infantile e esilarante, disposto a tutto pur di accontentare i capricci della sua volubile famiglia, è considerato dalla critica cinematografica l’incarnazione del qualunquismo .

Silvia, la moglie del protagonista, conduce una vita vacua, inseguendo i capricci suoi e dei suoi viziatissimi figli; questo spingerà il marito ad assumere sul lavoro comportamenti sempre più spregiudicati pur di permettere ai suoi familiari un tenore di vita sempre più alto.

Balcazar, trafficante d’armi di Barcellona e sleale concorrente di Pietro.

Rabal, pilota di jet della ex colonia portoghese. Nel volo di prova Pietro gli regala alcuni oggetti d’oro perché riferisca al generale Gutierrez che quello era un ottimo aereo.

Swonson, titolare della Panaexport, la prima ditta di armi per la quale lavora Pietro.

Commento

Un mercante d’armi e il tran tran del suo lavoro da “normale” commesso viaggiatore. Alberto Sordi dipinge uno squallido personaggio con sagace realismo e con profonda indignazione civile. Ne esce fuori un film caustico, non tanto nei confronti del “mostro” quanto della civiltà occidentale che sfrutta le guerre nel terzo mondo: in questo senso, il finale è memorabile, anche grazie a una sceneggiatura ottima (scritta con Benvenuti e De Bernardi) che mette in luce l’ipocrisia della borghesia italiana e l’offuscamento di qualsiasi orrore dinanzi all’agiatezza.

Non mancano le risate, grazie ad un Albertone in forma smagliante che riesce a tratteggiare il trafficante d’armi Pietro Chiocca con estrema umanità e naturalezza. Certo, il film è tutto imperniato sulla sua grande interpretazione, e qua e là si perde nelle secche di una regia non pienamente compatta. Musiche eccezionali, forse tra le più belle realizzate da Piccioni (anche se lo stile “sambesco brasilero” non ha a che fare con l’Africa)

Curiosità

Nella scena in cui Pietro incontra il Ministro della Guerra dello stato africano, la lingua con la quale questo si rivolge all’interprete è la Lingua bambara.

Apparizione del caratterista caro a Federico Fellini, Marcello Di Falco, prima di divenire Marcella Di Folco.

Il film uscì nelle sale italiane il 20 dicembre 1974 e l’incasso totale fu di £2.337.713.000.

Il tema principale O rugido do Leao, di Piero Piccioni, fu in seguito il tema musicale della sigla del programma RAI 2 Storia di un italiano, narrazione della storia del Novecento italiano attraverso i film di Alberto Sordi.

In unaparte del film girata in quella che si suppone una colonia portoghese dell’ Africa, ad un certi punto si vede una scritta “Vacances océanes au Senegal” (i.e. “Oceanic Holydays in Senegal”)

Locations

La vicenda è ambientata in due paesi africani, dapprima in una ex-colonia francese e successivamente in una colonia portoghese, probabilmente la Guinea Bissau, teatro di una lunga guerriglia indipendentista, fino a pochi anni prima della rivoluzione in Portogallo.
Le riprese si tennero interamente nel francofono Senegal deducibile dal supporto dalla compagnia aerea Air Afrique, che all’epoca collegava tutte le ex colonie francesi del continente africano.

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FOTO E POSTERS

Titolo originale     Finché c’è guerra c’è speranza
Paese di produzione     Italia
Anno     1974
Durata     116 min
Genere     drammatico
Regia     Alberto Sordi
Soggetto     Alberto Sordi
Sceneggiatura     Alberto Sordi, Leo Benvenuti, Piero De Bernardi
Casa di produzione     Rizzoli Film
Distribuzione (Italia)     Cineriz
Fotografia     Sergio D’Offizi
Montaggio     Ruggero Mastroianni
Musiche     Piero Piccioni
Scenografia     Arrigo Breschi

Interpreti e personaggi

Alberto Sordi: Pietro Chiocca
Silvia Monti: Silvia
Alessandro Cutolo: zio di Pietro
Matilde Costa Giuffrida: suocera di Pietro
Marcello Di Folco: rappresentante d’armi inglese
Edoardo Faieta: Gutierrez
Mauro Firmani: Ricky
Eliana De Santis: Giada
Fernando Daviddi: Giovannone
Eleonora Spinelli: Elisa
Roy Bosier: Rabal

Doppiatori italiani

Vittoria Febbi: Silvia
Renato Mori: Zini, il giornalista
Daniele Tedeschi: Balcazar
Willy Moser: Helmut
Rossella Izzo: Giada
Roberto Chevalier: Ricky
Renzo Marignano: amministratore del parco

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