Gli orrori del castello di Norimberga

Gli orrori del castello di Norimberga è un film horror italiano diretto dal regista Mario Bava nel 1971.

Nonostante il titolo, è ambientato e girato in Austria. In Italia è entrato in distribuzione il 25 febbraio 1972.

Trama

Un aereo atterra all’aeroporto di Vienna, in Austria. Peter Kleist incontra suo zio, Karl Hummel, che èvenuto a prenderlo. Peter vuole scoprire la storia d’un suo antenato, il barone Otto Von Kleist, noto come”il barone sanguinario”. Suo zio, prima di portarlo a casa, lo porta a visitare il castello del barone elì conoscono Eva Arnold, studentessa d’architettura che fa la tesi di laurea sul castello, intenta aparlare con il sig. Dortmundt d’importanti modifiche da apportare. Dal dialogo viene subito fuori lafigura del “barone sanguinario” e delle feroci torture che applicava ai suoi nemici.

Qualcuno si diverte anche a scherzarci su, come ad esempio il guardiano Fritz, che fa prendere un bello spavento a Eva. In seguito Karl invita Eva ad andare da loro e cenano insieme alla moglie, Martha, e alla figlia, Gretchen, che sostiene d’avere visto il barone. Durante il pasto parlano anche di Elisabeth Hölle, strega mandata al rogo dal barone che, in punto di morte lo maledì, lanciando un incantesimo per farlo rivivere e soffrire. Peter aveva trovato infatti la pergamena con la maledizione.

Gli Orrori Del Castello Di Norimberga [EDITORIALE DE AGOSTINI]

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Una volta che tutti sono andati al letto, propone a Eva di tornare al castello, pronunciare la formula magica e vedere quello che accade. Detto fatto: due rintocchi di campana e vari passi spaventano i due giovani ed Eva convince Peter a recitare la formula per fare ritornare tutto come prima.

A mente fredda sospettano che sia stato il solito Fritz, ma il giorno dopo apprendono dal sig. Dortmundt che questi aveva già provveduto a licenziarlo. Peter non ce la fa a resistere e sostiene che la notte seguente vorrebbe rievocare lo spirito del barone. Così fanno e un forte vento fa volare la pergamena sul fuoco d’un caminetto; di nuovo due tocchi di campana (il barone era morto alle due) e di nuovo passi: non possono però più recitare la formula per farlo ritornare tra i morti, perché la pergamena è finitabruciata. Il barone ora è libero, vaga nel bosco e raggiunge la casa, con annesso studio, d’un certo dott.Hessler: ha il volto completamente sfigurato e il medico fa ciò che può, ma a un certo punto, data la gravità della situazione, decide di chiamare l’ambulanza per farlo ricoverare in ospedale. Il barone è di tutt’altro avviso e l’uccide; a poco servono le urla dell’infermiera Madeleine.

Fuggendo, incontra un contadino e uccide pure lui e, tornato al castello, uccide anche il sig. Dortmundt, simulando un suicidio per impiccagione. Fritz, intento a rubare nel suo vecchio posto di lavoro, vede l’impiccato e, mentre tenta di sfilargli l’anello dal dito, il barone lo colpisce e lo porta nelle segrete, dove viene chiuso in uno strumento di tortura chiamato “vergine di Norimberga”.

Il giorno dopo Peter racconta tutto allo zio e si svolge un’asta nel castello: tra i beni all’asta c’è il castello stesso, che viene acquistato da un misterioso signore invalido sulla sedia a rotelle, Alfred Becker, che intende restaurarlo e andarci ad abitare. Fa amicizia con Eva e l’invita più volte. Dopo varie peripezie subite dalla studentessa a opera del misterioso barone, Eva riesce a raggiungere la casa di Karl.

Decidono così di contattare una medium, Christine Hoffmann, che dice loro che il barone li ucciderà e che soltanto Elisabeth Hölle potrà aiutarli. Si recano nel luogo in cui la strega fu arsa viva e la medium riesce a entrare in contatto con lo spirito di Elisabeth, che riferisce che il barone può essere distrutto solo da chi è stato sua vittima.

Vanno da Becker ad avvisarlo dei rischi che corre a vivere nel castello, ma lui sembra essere molto tranquillo; anzi, annuncia che ha terminato il restauro e li invita a cena. Ritornati a casa, la piccola Gretchen dice loro che Becker è in realtà il barone stesso e spiega che il potere di distruggerlo sta nell’amuleto. La sera vanno al castello e, dopo una rapida visita con Becker, mentre stanno per andarsene, complottano un piano: Becker li sente ed esce allo scoperto, alzandosi in piedi e facendo vedere che lui è davvero il barone Von Kleist. Per vendicarsi, li porta nella camera delle torture dove Eva, inavvertitamente, fa cadere l’amuleto sul cadavere di Fritz, che si risveglia.

Nello stesso momento il barone comincia a trasformarsi in un mostro. Ben presto anche altri cadaveri risorgono dai loro sepolcri, legano il barone e lo sfregiano di nuovo con il fuoco; le urla del barone si sovrappongono a quelle di Eva e compagni che scappano spaventati. Si sentono infine le risate felici di Elisabeth Hölle.

Il film è stato girato a Vienna e in Bassa Austria, tra Korneuburg e il Burg Kreuzenstein, nella frazione di Leobendorf.

Curiosità

All’inizio del film Argento omaggia il film di Bava “Gli orrori del castello di Norimberga” (1972).

In entrambi i casi i due arrivano allo sportello e rispondono in modo quasi identico:

Lì il protagonista della storia (Antonio Cantafora) arriva in aeroporto; si chiama Peter Kleist e porta un bagaglio dalla forma quasi precisa (si vedano i manici) a quella di Peter Neal (Anthony Franciosa) in”Tenebre” (1982)

Il cartello che annuncia l’asta, situato fuori del castello, riporta che il 13 ottobre 1971 era venerdì (e la superstizione vuole che il giorno venerdì 13 porti sfortuna); nella vita reale quel giorno era mercoledì.

Intorno a 1 ora e 12 minuti del film, per un errore di truka, la macchina del dottor Hummel appare con la guida a destra.

Commento

la messa in scena è tra le più grandiose e sfavillanti mai viste nel genere. Il regista ligure sembra quasi divertirsi a miscelare tutti quei generi che aveva contribuito a plasmare nel decennio precedente: giallo all’italiana (con tanto di killer in impermeabile e cappello), horror gotico e proto-slasher.

Il canone è classico ma efficace: il castello e le sue trappole, i personaggi caratteristici, leggende e verità nascoste ai comuni mortali. Seppur in diversa maniera, l’accostamento tra il tempo moderno e la minaccia proveniente dall’antico sortisce in maniera più che dignitosa i suoi effetti. Ed il maestro, quando vuole, si fa comunque notare. Alcune sequenze sono di sublime bellezza; su tutte l’inseguimento notturno di Eva (Elke Sommer), immerso in luci e nebbie squisitamente baviane.

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Titolo originale:  Gli orrori del castello di Norimberga
Paese di produzione     Italia, Germania Ovest, USA
Anno     1972
Durata     98 min
Colore     colore
Audio     sonoro
Rapporto     1,85:1
Genere     orrore, thriller
Regia     Mario Bava
Soggetto     Vincent Fotre
Sceneggiatura     Vincent Fotre
Produttore     Alfredo Leone
Produttore esecutivo     Sam Lang,
J. Arthur Elliot
Casa di produzione     Leone International Production,
Cinevision Ltd.
Fotografia     Mario Bava
Montaggio     Carlo Reali
Effetti speciali     Franco Tocci
Musiche     Stelvio Cipriani
Trucco     Silvana Petri

Interpreti e personaggi
Joseph Cotten: barone Otto Von Kleist/Alfred Becker
Elke Sommer: Eva Arnold
Massimo Girotti: prof. Karl Hummel, zio di Peter
Rada Rassimov: Christina Hoffmann
Antonio Cantafora: Peter Kleist
Humi Raho (Umberto Raho): ispettore
Alan Collins: Fritz
Dieter Tressler: sig. Dortmundt
Pilar Castle: Madeleine
Gustavo De Nardo: dott. Werner Hessler
Nicoletta Elmi: Gretchen Hummel
Helena Ronee: Elisabeth Hölle
Valeria Sabel: Martha Hummel

Doppiatori italiani
Bruno Persa: barone Otto Von Kleist/Alfred Becker
Vittoria Febbi: Eva Arnold
Giuseppe Rinaldi: prof. Karl Hummel
Massimo Turci: Peter Kleist
Germana Dominici: Madeleine
Alessandro Sperlì: dott. Werner Hessler
Emanuela Rossi: Gretchen Hummel

FOTO E POSTERS

 

 

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