Happy End

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La Huppert nell’atteso film di Haneke. L’ ultima sua fatica è Happy end, ed è con lei l’altra gloria nazionale Jean-Louis Trintignant, che fanno la coppia altoborghese chiusa nella villa di Calais, mentre i dintorni diventano la «giungla« dei migranti disperati.

Lei non si sbilancia: «Non è un film politico, anche se in realtà politici sono tutti i film, perché riguardano la polis, la comunità. Il tema non sono i migranti, ma la sordità e la cecità del mondo di fronte ad alcuni dei suoi grandi problemi.

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Il messaggio? Rispondo come fa sempre Haneke: i messaggi, cercateli alla posta. Un’attrice non dà messaggi, trasmette emozioni. Il nostro compito è fare domande, non dare risposte».

 

 

 

 

 

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