Il commissario Le Guen e il caso Gassot

Il commissario Le Guen e il caso Gassot, è un film del 1972 diretto da Denys de La Patellière con Jean Gabin, Fabio Testi, Uschi Glas, Bernard Blier, Gérard Depardieu.

Trama

Il giovane criminale George Gassot, autore di quattro omicidi, evade, con l’aiuto del fratello François, dall’ospedale psichiatrico in cui era tenuto in osservazione. Trovato rifugio presso il fratello, conosce una prostituta, Gerta, se ne innamora e decide di condurla con sé a Bogotà, dove intende espatriare.

La loro fuga però diventa impossibile (il comandante del peschereccio che avrebbe dovuto trasportarli in Colombia viene assassinato da trafficanti di droga) mentre alle costole del delinquente preme l’anziano commissario Le Guen. Il poliziotto, un uomo tenacemente legato a metodi tradizionali di lotta ai criminali, metodi che il suo diretto superiore ritiene sorpassati, fallita una sorpresa nel nascondiglio che Gassot s’è trovato a Marsiglia (il delinquente uccide due poliziotti) decide di creare il vuoto intorno al pluriomicida, arrestando tutti coloro che potrebbero aiutarlo.

Accusato di proiezioni pornografiche, anche François finisce in galera. Messo nella sua stessa cella un ladruncolo, disposto a fare da informatore della polizia, Le Guen apprende che George si è rifugiato, grazie a un consiglio dello stesso François, in un albergo isolato in campagna, assieme con Gerta. Le Guen fa circondare l’edificio, ma Gassot, avvertito da Gerta, scappa. Quando comprende di non avere più alcuna via di scampo, il delinquente si uccide.

Commento

Un’avvincente caccia all’uomo è il tema di questo polar dalle atmosfere livide e crepuscolari, più efficace nel profilo psicologico che nell’azione, con sparatorie e omicidi che si susseguono, secondo la tradizione del cinema transalpino di quegli anni, seguendo i ritmi lenti e naturali con i dialoghi scritti da Pascal Jardin.

“Le Tueur” mette in luce Jean Gabin come un poliziotto vicino alla pensione che conosce il suo mondo sotterraneo, sa come pensare in anticipo, e quindi può progettare piani per intrappolare un assassino preoccupante. Bernard Blier interpreta il suo superiore, che è inesperto e ansioso di istituire tecniche moderne di cattura dei criminali. Lavorano insieme nonostante le loro differenze. Alla fine del film ognuno apprezza quello che l’altro ha da offrire.

L’assassino è Fabio Testi. Non è un serial killer. Uccide senza sforzo e con sangue freddo quando ha un motivo per farlo e la situazione si adatta, nel suo calcolo.

La storia viene raccontata in uno stile di riserva, diretto e pertinente. Non veniamo bombardati da un eccesso di dialoghi o lunghi discorsi su argomenti irrilevanti e sulla vita. Il film si attacca alla storia e sviluppa un senso continuo di tensione e suspense.

Gabin usa la psicologia per ottenere la sua preda. Lo guarda in modo tale da farlo giocare tra le mani. Questo è il suo punto forte. La sua squadra non è così abile. Testi gli sfugge tra le mani diverse volte. Nonostante la polizia gli stia col fiato sul collo, il Testi funziona come una forza spiacevole della natura, collezionando diverse nuove vittime, tra cui i poliziotti che lo inseguono.

La storia viene sviluppata in piu’ parti. Una forza contro un’altra, di due tipi diversi. C’è un minimo di sentimentalità nella storia o come viene detto. Testi viena catturato da una prostituta, e lei si innamora lui. Entrambi hanno sogni di fuga e di ricchezza. Una certa intesa parte da li’, ma niente di eccessivo.

La storia è completamente noir, dall’inizio alla fine, viene raccontata in uno stile  tranquillo  e  fresco  che sono comuni a molti film di criminalità francese. Non ci sono narrazioni. Il carattere è sviluppato attraverso l’azione. La musica è un complemento, non usato troppo. Trovo questo stile efficace. Questo film è un buon esempio di questo stile. Non c’è alcun compromesso qui col gusto popolare, nessun inserimento di azioni irrealistiche per generare interesse presunto. Invece, le procedure di polizia vengono messe in evidenza e come le preoccupazioni per l’assassino che viene seguito e catturato.Gabin ci mette la sua consueta maschera, Testi l’atletismo, i comprimari sono bravi, la regia sobria come ci si aspetta, le location francesi particolarmente suggestive, la colonna sonora abbastanza orecchiabile. Il ritmo è quello tipico del polar

Curiosità

 

 

Altri titoli

(original title)     Le tueur
Bulgaria (Bulgarian title)     ???????
Denmark     Dræberen
France     Le Tueur
Greece (transliterated ISO-LATIN-1 title)     O epitheoritis Le Guen sta ihni tou dolofonou
Hungary     Gyilkosság sorozatban
Italy     Il commissario Le Guen e il caso Gassot
Poland     Zabójca
Portugal     Instinto de Matar
Turkey (Turkish title)     Son firar – Ihtiyar delikanli
West Germany     Der Killer und der Kommissar
World-wide (English title)     Killer

Date Uscite al cinema

France     1 March 1972
Denmark     14 July 1972
Italy     13 August 1972
West Germany     29 September 1972
Turkey     21 March 1977

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Titolo originale: Le Tueur
GENERE: Poliziesco
ANNO: 1972
REGIA: Denys de La Patellière

Interpreti e personaggi

Jean Gabin     Commissaire Le Guen
Fabio Testi     Georges Gassot
Uschi Glas     Gerda
Jacques Richard François Gassot
Gérard Depardieu Frédo Babasch
Ginette Garcin     Lulu
Philippe Vallauris     Philippe Vallauris
Sady Rebbot     …
Lucien, le Grenoblois
Jacques Debary     Le commissaire de Marseille
Georges Staquet
Félix Marten     Campana
Bernard Blier     François Tellier, directeur de la PJ
Jean Barney     Un jeune inspecteur
Georges Blaness Un pied noir
Uschi Bremen     La vendeuse du sex-shop
Ermanno Casanova Un infirmier
Fonfon     Fonfon     Un ancien truand
Robert Lombard     L’aubergiste
Monica Siwers     La belle Marseillaise

SCENEGGIATURA: Pascal Jardin
FOTOGRAFIA: Claude Renoir
MONTAGGIO: Clarissa Ambach, Claude Durand
MUSICHE: Ennio Morricone, Hubert Giraud
PRODUZIONE: COFCI GAFER (PARIGI) RIALTO (BERLINO) MONDIAL TEFI (ROMA)
DISTRIBUZIONE: TITANUS
PAESE: Francia
DURATA: 110 Min
FORMATO: PANORAMICA GEVACOLOR

FOTO E POSTERS

 

 

 

 

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