Il Gattopardo

Il Gattopardo è un film del 1963 diretto da Luchino Visconti, vincitore della Palma d’oro come miglior film al 16º Festival di Cannes, tratto dall’omonimo romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa,

« Noi fummo i gattopardi, i leoni: chi ci sostituirà saranno gli sciacalli, le iene; e tutti quanti, gattopardi, leoni, sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra. »
(Principe Don Fabrizio di Salina)

Il regista stesso, a proposito del film, indicò come propria aspirazione il raggiungimento di una sintesi tra il Mastro-don Gesualdo di Giovanni Verga e la Recherche di Marcel Proust.

Nel film, la narrazione di questi eventi è affidata allo sguardo soggettivo del Principe di Salina, sulla cui persona vengono raccordati “come in un inedito allineamento planetario, i tre sguardi sul mondo in trapasso: del personaggio, dell’opera letteraria, del testo filmico che la visualizza”. . Lo sguardo di Visconti viene a coincidere con quello di Burt Lancaster, per il quale questa esperienza di “doppio” del regista “varrà… una profonda trasformazione interiore, anche sul piano personale”.

È qui che si può cogliere la cesura rispetto alla precedente produzione del regista: gli inizi di un periodo in cui nella sua opera “…nessuna forza positiva della storia…si profila come alternativa all’epos della decadenza cantato con struggente nostalgia”.

L’investimento richiesto da questo colossal italiano, si rivelò presto superiore a quanto previsto dalla Titanus allorché nel 1958, subito dopo l’uscita del romanzo, ne aveva acquistato i diritti cinematografici. Dopo un mancato accordo di co-produzione con la Francia, la scrittura di Burt Lancaster nel ruolo di protagonista, nonostante le iniziali perplessità di Luchino Visconti (che avrebbe preferito che a vestire i panni di Don Fabrizio fosse Laurence Olivier o l’attore sovietico Nikolaj Čerkasov), e forse dello stesso attore,  permise un accordo distributivo per gli Stati Uniti d’America con la 20th Century Fox.

Alcune rare foto del film e del set.

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