Il giorno più corto

Il giorno più corto è un film del 1963, diretto dal regista Sergio Corbucci. Il film è la parodia di Il giorno più lungo uscito l’anno precedente, dedicato allo sbarco in Normandia; il film italiano si riferisce però alla prima guerra mondiale.

Franco Lo Grugno e Francesco Coppola sono due siciliani che vengono arruolati nel Regio Esercito alla scoppio della grande guerra. Dopo varie vicissitudini e momenti di tensione, i due riusciranno a far sì che i loro commilitoni sconfiggano il nemico, facendo esplodere per puro caso un cannone da 420 mm degli austriaci. I due, scambiati per austriaci, finiscono anche sotto processo di corte marziale, ma poi vengono assolti.

Per il film furono scritturati 88 attori (44+44, contro i 42 del film Il giorno più lungo) tra piccole e piccolissime parti. Tutti accettarono di partecipare al film a titolo gratuito, per scongiurare il fallimento della Titanus.
La partecipazione di Totò al film fu dovuta al fatto che l’attore stava girando Il monaco di Monza in uno studio vicino: già vestito da frate, si pensò di mettergli in testa un cappello col piumetto e trasformarlo così in frate bersagliere.

Commento

Un buon Franco e Ciccio, grazie a loro ma anche agli attori di contorno, tra i quali, a parte le comparsate (Macario, Fabrizi, Capannelle il moribondo, Totò, Cervi e altri), spiccano un Walter Chiari (“avvocato”) in grande forma (notevole l’arringa iniziale) e un altrettanto bravo Vianello (generale tedesco), che fa autogiustiziare tutti quelli che sbagliano (bello quando, a tavola, chiede in tedesco il pane a Franco e Ciccio). Nota di merito anche per Tognazzi il bifolco: “Vai dritto, poi attento alla scarpata…del fattore, perchè il campo è suo”. Perde colpi nel finale, ma resta buono. Le cose migliori sono i nonsense surreali o le battute fulminanti: vedi Citti che dà degli “accattoni” ai due protagonisti.

Curiosita’

 

 

 

Palazzo Tittoni in Piazza Tittoni a Manziana (Roma).

giardini di Piazza Tittoni:

il Castello di Rota…

Borgo di Castello di Rota (Roma)

Stazione di Roma San Pietro (RM)

 

 

Titolo originale     Il giorno più corto
Paese di produzione     Italia
Anno     1963
Durata     91 min
Colore     bianco e nero
Audio     sonoro
Genere     commedia
Regia     Sergio Corbucci
Soggetto     Sandro Continenza
Sceneggiatura     Giorgio Arlorio, Giovanni Grimaldi, Bruno Corbucci
Produttore     Goffredo Lombardo
Casa di produzione     Titanus
Distribuzione (Italia)     Titanus
Fotografia     Enzo Barboni
Montaggio     Ruggero Mastroianni
Musiche     Piero Piccioni
Scenografia     Carlo Simi

Interpreti e personaggi

Totò: frate bersagliere
Franco Franchi: Franco Lo Grugno
Ciccio Ingrassia: Francesco Coppola
Walter Chiari: avvocato difensore
Aldo Fabrizi: facchino
Peppino De Filippo: zio Peppino
Ugo Tognazzi: pecoraio
Eduardo De Filippo: mafioso
Stelvio Rosi: soldato austriaco
Paolo Panelli: soldato imbroglione
Erminio Macario: soldato alla cucina
Nino Taranto: mafioso
Nino Terzo: guardia del corpo mafiosa
Gino Cervi: Colonnello Daini
Tiberio Murgia: soldato
Raimondo Vianello: Von Gassman
Annie Girardot: infermiera
Gabriele Ferzetti: tenente in trincea
Philippe Leroy: soldato
Amedeo Nazzari: soldato strabico col pallottoliere
Romolo Valli: il capitano
Renato Salvatori: soldato
Paolo Stoppa: padre di Dino
Anouk Aimée: crocerossina
Franco Citti: fante romano
Virna Lisi: Naja
Carlo Pisacane: zio Michele
Giuliano Gemma: soldato
Massimo Girotti: capitano alla finestra
Mario Girotti: soldato austriaco
Franco Fabrizi: ferito con la borsa del ghiaccio
David Niven (non accreditato)
Memmo Carotenuto: sergente bonaccione
Nino Castelnuovo: corteggiatore
Luciano Salce: ufficiale tedesco
Aroldo Tieri: interprete
Yvonne Sanson: moglie del balbuziente
Simone Signoret (non accreditata)
Lorella De Luca: erede siciliana
Sandra Mondaini: erede siciliana
Ilaria Occhini: crocerossina
Antonio Acqua: aiutante di campo
Ivo Garrani: erede siciliano
Sergio Fantoni: aiutante del colonnello
Paolo Ferrari: soldato imbroglione
Ángel Aranda: ufficiale
Fiorenzo Fiorentini: balbuziente
Teddy Reno: soldato di Trieste
Alberto Lupo: ufficiale
Fausto Tozzi: uno dei soldati combattenti
Enrico Viarisio: erede siciliano
Pierre Brice: ufficiale austriaco
Aldo Bufi Landi: soldato nascosto nel pagliaio
Gino Buzzanca: guardia del corpo mafiosa
Vittorio Caprioli: bersagliere alla stazione
Franca Valeri: moglie del bersagliere alla stazione
Gordon Scott: soldato
Joe Sentieri: soldato
Massimo Serato: ufficiale
Gabriele Tinti: bersagliere
Jacques Sernas: tenente Fiorelli
Franco Sportelli: avvocato dell’accusa
Luisella Boni: crocerossina
Lia Zoppelli: erede siciliana
Lilla Brignone: capo crocerossina
Rossella Como: infermiera
Scilla Gabel: l’amante di un soldato
Cristina Gaioni: presentatrice timida
Mark Damon: ufficiale austriaco
Nora Ricci: una donna in attesa alla stazione
Rina Morelli: madre di Dino
Antonella Lualdi: venditrice di fiori
Giacomo Rossi Stuart: soldato austriaco
Frank Latimore: un soldato siciliano
Franco Giacobini: sergente maggiore
Ennio Girolami: soldato
Claudio Gora: capitano di guardia
Stewart Granger: avvocato
Gérard Herter: colonnello comandante
Franco Balducci: soldato austriaco
Alberto Farnese: aiutante del colonnello
Gianni Garko: uomo in attesa alla stazione
Maurizio Arena: soldato nascosto nel pagliaio
Giacomo Furia: guardia del corpo mafiosa
Umberto Orsini: soldato combattente
Luigi Pavese: giudice della corte marziale
Emilio Pericoli: soldato
Walter Pidgeon: Ernest Hemingway
Warner Bentivegna: Ufficiale tedesco
Roberto Risso: soldato austriaco
Mac Ronay: mago Maccheroni
Folco Lulli: ufficiale a teatro
Piero Lulli: ufficiale a teatro
Ettore Manni: Ettore
Rik Battaglia: soldato austriaco
Francesco Mulè: soldato ferito
Daniel Mele: Dino
Jean-Paul Belmondo: erede siciliano
Sandra Milo: erede siciliana
Max Turilli: ufficiale austriaco sulle scale

Doppiatori italiani

Deddi Savagnone: Virna Lisi
Bruno Persa: Raimondo Vianello (solo battute in tedesco)
Gianfranco Bellini: Jacques Sernas
Emilio Cigoli: Walter Pidgeon, Stewart Granger
Max Turilli: Franco Balducci e Claudio Gora
Antonio Guidi: Fiorelli

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