Il Lungo Addio

Il lungo addio (The Long Goodbye) è un film noir del 1973, diretto dal regista Robert Altman, tratto dall’omonimo romanzo di Raymond Chandler. Il film annovera attori quali Elliott Gould nel ruolo di Philip Marlowe, Sterling Hayden nei panni di Roger Wade e il regista Mark Rydell nel ruolo del gangster Marty Augustine.

Il lungo addio rispecchia il modello di vita hollywoodiano durante gli anni 1970. Secondo Daniel O’Brien dell’Hollywood Survivor il film è «uno studio di un uomo pieno di morale che scorda senza rimorso – a causa di una società oppressiva e crudele – tutte le nozioni di amicizia e lealtà che aveva appreso».

Trama

Una notte, verso le 3 della mattina, mentre l’investigatore privato Philip Marlowe cerca di dare da mangiare ad un gatto schizzinoso e recalcitrante, riceve una visita dal suo migliore amico Terry Lennox che gli chiede un passaggio da Los Angeles a Tijuana, al confine tra California e Messico; Marlowe accetta. Mentre sta tornando a casa, due detective della polizia lo stanno aspettando, accusando Terry Lennox di aver ucciso la sua ricca moglie Sylvia Lennox.

Rifiutandosi di credere che il suo migliore amico sia un assassino, Marlowe non vuole fornire risposte ai detective, che lo arrestano con l’accusa di favoreggiamento: dopo tre giorni in prigione la polizia lo rilascia poiché Terry Lennox si è suicidato in Messico; un caso aperto e subito chiuso per la polizia e la stampa, ma la versione ufficiale non sembra convincere Marlowe.

Tornato tra le spiagge di Malibù – la sua patria – Marlowe acconsente a lavorare per Eileen Wade, la moglie dell’alcolizzato Roger Wade, un vecchio scrittore famoso per ora fermo, il cui personaggio macho ed esagerato simil-Hemingway si sta rivelando autodistruttivo. Eileen chiede di trovare suo marito che, nonostante le sue bisbocce alcoliche e sparizioni di giorni, ora risulta scomparso, e non semplicemente andato via per qualche giorno.

BUY DVD ITALIAN OR ENGLISH VERSION



 

Nel corso dell’investigazione, visitando la sottocultura delle cliniche private di disintossicazione per ricchi alcolizzati e drogati, Marlowe scopre che i Wade conoscevano i Lennox a livello sociale e successivamente scopre che c’era qualcosa di più dietro al suicidio di Terry in Messico e l’omicidio della moglie Sylvia.

Ritornato nel suo appartamento, dopo aver incominciato le ricerche sul caso della sparizione di Roger Wade, Philip Marlowe viene minacciato dagli scagnozzi del gangster ebreo Marty Augustine, che gli chiede dove sia una valigia piena di denaro che il suo amico Terry Lennox aveva il compito di trasportare. Augustine chiede a Marlowe perché la valigia non sia arrivata a destinazione a Città del Messico. Il gangster esasperato sfregia con una bottiglia il volto della fidanzata Jo Ann, dicendo a Marlowe che – se questo è ciò che fa a coloro che ama – dovrebbe temere la sua ira, visto che Marlowe non gli sta nemmeno simpatico.

Curiosita’

I produttori Jerry Bick e Elliot Kastner acquistarono i diritti cinematografici del romanzo Il lungo addio (1953) di Raymond Chandler e strinsero un accordo di produzione con la società United Artists Distribution. Commissionarono la sceneggiatura a Leigh Brackett – che aveva scritto la sceneggiatura de Il grande sonno – e chiesero a Howard Hawks e Peter Bogdanovich di dirigerlo; entrambi rifiutarono l’offerta, ma Bogdanovich raccomandò di rivolgersi a Robert Altman, il quale inizialmente non si dimostrò interessato, almeno fino a quando non gli venne concesso di far entrare nel cast Elliott Gould nei panni di Marlowe, nonostante la scelta originaria dei produttori ricadesse su Robert Mitchum e Lee Marvin.

Elliott Gould era allora in un momento piuttosto critico della sua carriera, dato che alcuni dei suoi film non avevano riscosso grande successo, come ad esempio A Glimpse of Tiger (una produzione fermata dopo soli quattro giorni di riprese), durante il quale si vocifera avesse litigato con la coprotagonista Kim Darby, fatto a cazzotti con il regista Anthony Harvey e sbagliato la recitazione: la conseguenza fu che non lavorò per due anni. Il regista aveva tuttavia fiducia nell’attore e convinse il produttore Bick che Gould era adatto per quel personaggio. Prima di dargli la parte, la United Artists volle che Gould si sottoponesse ad un esame medico fisico e psicologico obbligatorio che certificasse la sua sanità mentale.

In origine l’amico del regista Dan Blocker (Hoss nel telefilm Bonanza) avrebbe dovuto interpretare Roger Wade, ma morì prima di iniziare le riprese; Il lungo addio venne dedicato alla sua memoria.

Commento

Il lungo addio è una satira degli stereotipi hollywoodiani, si apre e si chiude con la versione originale della canzone Hooray for Hollywood (1937) definendo l’atmosfera, il tempo e il luogo con un’immagine della vecchia architettura delle colline hollywoodiane, spostandosi poi su un Philip Marlowe, investigatore privato, vestito e addormentato negli anni 1970.

“Rip van Marlowe” è quello che rimane di un cavaliere errante degli anni 1940 trapiantato nel mondo contemporaneo degli anni 1970. Nel corso della storia, durante un interrogatorio della polizia, Marlowe stesso allude allo stacco culturale chiedendo, mentre fuma una sigaretta “Questo è il posto in cui dovrei stare? Cos’è tutto questo?” e l’altro replica: “Stai zitto, sono io a fare le domande!”; nella California salutista Marlowe si accende una sigaretta in ogni scena, unico fumatore tra tutti i personaggi.

Le critiche iniziali del film furono eterogenee e al botteghino il film non guadagnò molto, complice il fatto che rispetto al racconto cambiavano parecchie cose. Sight and Sound e The Film Quarterly attaccarono in maniera eccessiva il personaggio interpretato da Gould, Marlowe, sostenendo che “una sola interpretazione non può fare satira o distruggere un’icona fino a quando non si crea un’altra di queste interpretazioni”.

Alcuni critici obiettarono il fatto che un Marlowe degli anni 1970, sentendosi tradito, avrebbe ucciso il suo amico alla fine del film. Ad Altman piacque il nuovo finale così tanto che egli insistette su una clausola nel contratto che garantiva che la fine non sarebbe stata cambiata durante la post-produzione o il montaggio. La violenza così fredda, viscida e giovanile di Gould era un chiaro segno della distanza de Il lungo addio da Il grande sonno con Humphrey Bogart.

Altri critici lo compararono in maniera positiva rispetto ad altri film di Altman. Una recensione del film nel New York Times diceva:
« Non siate ingannati dalle voci di corridoio, “Il lungo addio” non è un inganno. È un grande divertimento, ma è anche un’opera seria e unica »
(Vincent Canby, New York Times)

Con il tempo, Il lungo addio fu accettato più ampiamente e rivalutato da alcuni critici come il capolavoro di Altman.

Il film fu analizzato dal critico Roger Ebert alla Conferenza sull’Economia Mondiale a Boulder, in Colorado del 2006 come fonte per alcune sue analisi sul cinema.[senza fonte] « Contorto, lentissimo, ma a modo suo avvincente poliziesco di Robert Altman, autore dal talento inversamente proporzionale alla linearità, ma quasi insuperabile nella descrizione dei personaggi. Il suo Marlowe è, con quello di Robert Mitchum, il migliore degli otto susseguitisi sullo schermo dal 1939, grazie anche all’interpretazione di Elliot Gould, scarno, essenziale, ironico quanto basta »
(Massimo Bertarelli, Il Giornale, 16 giugno 2001)

« Splendido canto funebre di un personaggio e di un genere, privo di suspense in senso tradizionale, ma percorso da una sottile inquietudine che via via si trasforma in autentica tensione. Altman (con la collaborazione della sceneggiatrice Leigh Brackett) rilegge il romanzo omonimo di Raymond Chandler “aggiornandolo” con rispetto e intelligenza: Marlowe (di cui Gould dà un’interpretazione perfetta, scanzonata e crepuscolare) diventa “un antieroe superato dagli avvenimenti che non riesce mai a controllare”, ma che saprà riscattarsi nella scena finale con una scelta di morale che è una coerentissima risposta all’involuzione della società.

Stupefacente la fotografia notturna di Vilmos Zsigmond e indimenticabile lo scrittore hemingwayano interpretato da Sterling Hayden »
(Paolo Mereghetti, Il Mereghetti Dizionario dei film 2008)

Curiosita’

Il regista Altman basò la sua ricerca per la sceneggiatura sulla raccolta di lettere e appunti Raymond Chandler Speaking, non sul romanzo del 1953 e le fece leggere al team di produzione. Nell’articolo Robert Altman: un innovatore americano riguardo alla raccolta di lettere afferma: “Ma Chandler ha usato questo filo per collegare circa 60 saggi quindi per me il vero interesse in Raymond Chandler era legato a tali saggi.

Abbiamo ristretto la trama, eliminato la metà dei personaggi probabilmente e ho poi usato quello stesso filo per legare un pugno di film.” Il cambiamento più significativo effettuato dal regista e dallo sceneggiatore fu il finale della vicenda; al riguardo Brackett affermò che “Il finale originale, quello del romanzo era piuttosto inconcludente e non piaceva a nessuno di noi quindi abbiamo pensato di discostarci e vedere cosa sarebbe successo”.

La storia e la trama dell’adattamento cinematografico del 1973 si discostano notevolmente dal romanzo del 1953; la sceneggiatrice Leigh Brackett si concesse diverse libertà narrative relativamente alla storia, alla trama e ai personaggi: il fatto che alla fine della storia Philip Marlowe uccida il suo migliore amico Terry Lennox è una delle differenze principali rispetto al romanzo, essendo la vicenda ispirata al copione di Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo! (Dirty Harry, 1971); il padre della milionaria Sylvia Lennox (l’amata di Marlowe) non compare nel film; l’omicidio di Roger Wade nel film è un suicidio e il gangster Marty Augustine e tutta la sua storia è una invenzione appositamente pensata per il film.

La scena finale ha una notevole somiglianza con la scena finale de Il terzo uomo, così come il discorso finale di Terry Lennox ha una grande somiglianza con l’orologio a cucù di Orson Welles trasportato nel Terzo uomo.

Cosa sia veramente il cosiddetto “lungo addio” è difficile stabilirlo. Potrebbe essere quello a Terry Lennox, o potrebbe essere quello all’intero genere di film con detective.

Nina Van Pallandt ha il ruolo di Eileen Wade; diventa famosa come l’amante dello scherzoso Clifford Irving, che era entrato in galera quando alla sua biografia di Howard Hughes fu fatta causa per frode. Questo era il suo primo film girato in lingua inglese.

In una scena del film Marlowe dice che sta per «chiamare Ronald Reagan», che era il governatore della California.

Il futuro attore e governatore californiano Arnold Schwarzenegger appare in un ruolo minore durante la scena successiva, nel ruolo di uno degli scagnozzi di Augustine, vestendo una maglietta rossa e pantaloni marrone chiaro.

C’è una brevissima dedica al Il mistero del falco in una scena; quando Marlowe sta parlando con Eileen Wade si vede un falco maltese verde su un paralume nello sfondo. Un’altra brevissima dedica è a Viaggio a Tokyo, visto in un riflesso del vetro mentre Marlowe sta andando all’ospedale in ambulanza.

Vota la recensione
[Total: 1 Average: 5]
Story
1
Actors
1
Music
1
Director
1
Average
  Loading, please wait yasr-loader
FOTO E POSTERS

 

Titolo originale     The Long Goodbye
Paese di produzione     Stati Uniti
Anno     1973
Durata     112 min
Colore     colore
Audio     sonoro
Genere     drammatico, thriller, noir
Regia     Robert Altman
Soggetto     Raymond Chandler
Sceneggiatura     Leigh Brackett
Produttore     Jerry Bick
Fotografia     Vilmos Zsigmond
Montaggio     Lou Lombardo
Musiche     John Williams

Interpreti e personaggi

Elliott Gould: Philip Marlowe
Nina Van Pallandt: Eileen Wade
Sterling Hayden: Roger Wade
Mark Rydell: Marty Augustine
Henry Gibson: Dr. Verringer
David Arkin: Harry
Jim Bouton: Terry Lennox

Doppiatori italiani

Pino Locchi: Philip Marlowe
Vittoria Febbi: Eileen Wade
Glauco Onorato: Roger Wade
Ferruccio Amendola: Marty Augustine
Gianfranco Bellini: Dr. Verringer
Cesare Barbetti: Terry Lennox

Facebooktwittergoogle_pluspinterest