Il mio nome è Shangai Joe

Il mio nome è Shangai Joe è un film del 1972 diretto da Mario Caiano.

Trama

Partendo da San Francisco, nel 1882, Shanghai Joe, un cinese abilissimo, va in cerca di lavoro. In un ranch alcuni cowboy, sicuri di sé, condizionano l’ingaggio ad alcune gare di destrezza, credendo di battere facilmente il cinese mingherlino che sembra non separarsi mai da un grande sacco. Ma Joe li batte in tutte le specialità e così viene ingaggiato da Kay, l’uomo di fiducia di Spencer, ricco affarista della zona, per trasferire mandrie di bestiame dal Messico.

Ma, ben presto Joe scoprirà che, invece del bestiame, deve contrabbare lavoratori messicani. Affrontati dallo sceriffo e i suoi uomini, i pistoleros di Kay per fuggire più in fretta, uccidono i peones. Joe si ribella a questa ingiustizia e aiuta a fuggire un lavoratore ferito.

Spencer, da questo momento, lo considera un traditore che deve essere eliminato. Con vari marchingegni ed agguati, Pedro il cannibale Scalp Jack tentano inutilmente di liquidarlo. Mikuja, anche lui cinese e educato dallo stesso maestro di Joe, il Venerabile Yang, affronta Joe. Ma non si possono usare le arti marziali giapponesi per fare del male.

Commento

 

 

“The Fight Fists of Shanghai Joe” (1973) suona come uno di quei terribili film che rovinano il genere e che si ripeterono nel corso degli anni; tuttavia questo kung-fu Spaghetti Western è in realtà abbastanza decente e ha alcune somiglianze con la serie televisiva “Kung Fu” con David Carradine. È diretto da Mario Caiano, che ha realizzato diversi Spaghetti Western e interpretato da Chen Lee come l’omonimo Shanghai Joe.

La storia è semplice, quasi tendente al semplicistico. Joe è un immigrato dalla Cina a San Francisco, dove, in cerca di lavoro, si dirige in Texas. Qui si mette contro un potente allevatore razzista, Stanley Spencer (Piero Lulli), dopo aver assistito al massacro degli schiavi messicani. Certo, incontra il razzismo e le avversità ad ogni angolo grazie ai bravi ragazzi del posto.

Questo western cerca di dire alcune cose interessanti sul west, e di come gli immigranti cinesi abbiano aiutato a fare molti dei lavori “sporchi” che i bianchi non avrebbero fatto. Il regista Mario Caiano ottiene il massimo dalle location degli Stati Uniti e sa quando usare lo slow-motion con grande efficacia. Gira anche scene sorprendentemente cruente come un tizio a cui strappa i bulbi oculari e si fa forare un petto. Ma a causa della sua modalità spensierata, non diventa ma  repellente. In effetti, è tutto piuttosto comico, privo della serietà di “Django Kill, If You Live, Shoot!” (1967) e dalla sua forte violenza.

Agendo come saggio, Chen Lee è probabilmente legnoso come le sue arti marziali, ma Piero Lulli è un buon criminale e il ruolo quasi perfetto di Klaus Kinski è memorabile. La scena in cui vengono uccisi i messicani è ben diretta, così come lo sono una serie di altre scene d’azione, sufficienti a garantire che il film abbia almeno un ritmo veloce. Gordon Mitchell e Klaus Kinski si presentano come due cacciatori di taglie e hanno circa 5 minuti di tempo massimo per lo schermo.

Non è un pezzo brillante di cinema, ma come il genere Spaghetti Western ma  è piacevolmente vecchio stile in qualche modo, a volte ricordando la passata Epoca d’Oro della fine degli anni Sessanta che vale la pena di verificare per i fans degli Spaghetti Western.

La musica di Nicolai è presa da Buon funerale amigos…paga Sartana

Curiosità

 

 

La scena in cui Gordon Mitchell’s canta “Chin-Chin Chinaman”fu improvvisata al volo da Mitchell. Egli creo’ anche da solo la canzone.

Selezionato da Quentin Tarantino per il quinto QT Film Festival(2001) ad Austin in Texas.Il film è stato presentato nella sezione Other Films Show.La particolarità dell’evento sta nel fatto che tutte le pellicole proposte dal regista vengono direttamente dalla sua collezione privata.

Locations

 

 

Colmenar Viejo (Madrid)

Tabernas

Gador

Poblado de l’oeste de Fraile

Elios Studios, Rome, Lazio, Italy

Vota la recensione
[Total: 1 Average: 5]
Story
1
Actors
1
Music
1
Director
1
Average
  Loading, please wait yasr-loader

 

Titolo originale Il mio nome è Shangai Joe
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1973
Durata 100 min
Rapporto 2,35 : 1
Genere western
Regia Mario Caiano
Soggetto Carlo Alberto Alfieri, Mario Caiano, T.F. Karter
Sceneggiatura Carlo Alberto Alfieri, Mario Caiano, T.F. Karter
Produttore Renato Angiolini, Roberto Bessi
Produttore esecutivo Renato Angiolini, Roberto Bessi
Casa di produzione C.B.A. Produttori e Distributori Associati, Compagnia Cinematografica Champion
Distribuzione (Italia) Indipendenti Regionali
Fotografia Guglielmo Mancori
Montaggio Amedeo Giomini
Musiche Bruno Nicolai
Scenografia Riccardo Domenici
Costumi Orietta Nasalli-Rocca
Trucco Gianfranco Mecacci

Interpreti e personaggi

Chen Lee: Shanghai Joe
Klaus Kinski: Scalper Jack
Gordon Mitchell: Burying Sam
Robert Hundar: Pedro, il cannibale
Katsutoshi Mikuriya: Mikuja
Carla Romanelli: Cristina
Carla Mancini: Conchita
Giacomo Rossi-Stuart: Tricky
George Wang: Yang
Rick Boyd: Slim
Piero Lulli: Spencer
Andrea Aureli: Sceriffo corrotto
Giorgio Bixio:
Lars Bloch: Cliente del Wells Fargo
Aldo Cecconi:
Dante Cleri: Manuel, il barman
Alfonso de la Vega: Craig
Roberto Dell’Acqua: Smitty
Umberto D’Orsi: Giocatore di poker
Lorenzo Fineschi: Cowboy
Tito García: Jesus, il commerciante di schiavi
Veriano Ginesi: Blacksmith
Luigi Antonio Guerra: Amico di Spencer
Dante Maggio: Dottore
Enrico Marciani: Amico di Spencer
Osiride Pevarello: Vaccaro
Claudio Ruffini: Partner di Tricky
Giovanni Sabbatini: Anziano
Francisco Sanz: Padre di Cristina
Angelo Susani: Conducente di carrozza
Sergio Testori: Vaccaro
Pietro Torrisi: Vaccaro
Franco Ukmar: Vaccaro

Doppiatori italiani

Ferruccio Amendola: Shanghai Joe
Gianfranco Bellini: Scalper Jack
Daniele Tedeschi: Burying Joe
Vittorio Sanipoli: Pedro, il cannibale
Luciano De Ambrosis: Mikuja
Vittoria Febbi: Cristina
Cesare Barbetti: Tricky
Pino Locchi: Piero Lulli
Stefano Sibaldi: Dante Maggio
Arturo Dominici: Andrea Aureli
Vittorio Stagni: Roberto Dell’Acqua
Glauco Onorato: Lorenzo Fineschi
Manlio De Angelis: Tito Garcia
Sergio Fiorentini: Angelo Susani
Gino Baghetti: Francisco Sanz

FOTO E POSTERS

 

 

 

 

Facebooktwittergoogle_pluspinterest