Johnny Oro

Johnny Oro è un film spaghetti-western del 1966, diretto da Sergio Corbucci, con Mark Damon e Valeria Fabrizi.

Trama

Johnny Oro è un bounty killer così ricco da potersi permettere una pistola completamente d’oro. Il giorno del matrimonio di uno dei fratelli Perez, approfitta dell’occasione per aspettare i ricercati fuori dalla chiesa e li uccide a duello. Lascia vivo soltanto il più piccolo di loro, Juanito, in quanto non c’è nessuna taglia su di lui. In realtà Juanito è forse il più pericoloso dei fratelli Perez, ma allo stesso tempo il più accorto: non c’è nessuna taglia su di lui proprio perché utilizza sempre sicari, o non lascia mai testimoni vivi dopo ogni sua malefatta. Quando Johnny torna a Coldstone, infatti, ci sono dei finti mariachi ad attenderlo. In città è vietato portare armi, ma i mariachi hanno nascosto nelle casse delle chitarre alcune pistole. Anche Johnny, però, ha violato la legge: nella sua borraccia, infatti, c’è della nitroglicerina, e quando vede le armi dei finti mariachi non esita un attimo a lanciargli la borraccia addosso uccidendoli tutti.
I due protagonisti nel saloon

Lo sceriffo del paese, però, vuole in ogni caso applicare la legge, anche se è stata legittima difesa, e condanna Johnny a 5 giorni di prigione. In galera, Johnny viene a sapere che, anni prima, dei banditi, dopo aver compiuto una rapina, passarono una notte a Coldstone, e il giorno dopo vennero arrestati, ma il bottino non venne mai ritrovato. Scartando tutti i nascondigli convenzionali, ovviamente già tentati, a Johhny viene in mente che l’oro può essere nascosto nella canna del cannone che torreggia come monumento al centro della città. Intanto Juanito, rendendosi conto di non poter uccidere Johnny con dei comuni mercenari, si allea ad un capotribù indiano, Sebastian, la cui tribù prova ancora rancore verso gli yankee che anni prima li cacciarono dai territori del west. Juanito fa sapere allo sceriffo che vuole Johnny, altrimenti attaccherà la città.

Lo sceriffo non vuole cedere ai ricatti del bandito e prova ad organizzare una resistenza, ma tutti i cittadini,z. Lo sceriffo accetta, e Johnny, sparando sulla carriola piena di dinamite, crea un’enorme esplosione che distrugge quasi tutta la città.

Resta vivo solo Juanito, che si era tenuto a distanza dal combattimento. Allora Johnny esce fuori dal carcere, e lo uccide a duello. Purtroppo con l’esplosione si è rotto anche il cannone, che ha rivelato il tesoro nascosto al suo interno. Johnny, però, offre il tesoro allo sceriffo, come indennizzo per tutti i danni causati alla città.

Recensione

Il regista Sergio Corbucci fa il suo quarto western “Ringo e la sua pistola d’oro” (1968) dopo “Django” (1966) ma prima di “Navajo Joe” (1966), e questo rappresenta il primo spaghetti western di Mark Damon.  Mezzo-americano, mezzo-messicano, il protagonista è un bounty killer vestito di nero con i baffi neri che preferisce essere pagato solo in oro. L’oro significa tutto per Johnny Oro. Damon sembra piuttosto cattivo nel suo vestito nero, e si veste più convenzionalmente, come un pistolero del 1960 di Hollywood.

Nel film c’è un bel po ‘d’azione con protagonisti Mark Damon (come Johnny Oro / Ringo), Valeria Fabrizi (come Margie) e Ettore Manni (come sceriffo). Mark Damon è brillante come Ringo, l’uomo con la pistola d’oro. Ha una risposta a tutto ed interpreta il suo personaggio in modo perfetto.

All’opposto del personaggio di Johnny c’è lo sceriffo, interpretato da Ettore Manni, un uomo ben al di là della ragione, con un figlio e una moglie. I due gareggiano abbastanza bene uno contro l’altro.

Abbondanza di violenza dai cattivi (incluso un indiano ubriaco). Proprietario del salone e uomo d’affari (si occupa di armi) Andrea Aureli fa alcune  scene divertenti e finisce con un’ascia proprio al centro della pelata.

Questi pezzi cosi’ violenti aiutano a ricordare che il regista Corbucci ha fatto “Django” con Franco Nero lo stesso anno, con tono molto diverso. Se ‘Django’ è la tragedia, questo è il gioco satirico

Director Sergio Corbucci made his fourth western “Ringo and His Golden Pistol” (1968) after “Django” (1966) but before “Navajo Joe” (1966), and this represents Mark Damon’s first Spaghetti western. Half-American, half-Mexican, the eponymous character is a black-clad bounty hunter with a black mustache who prefers to be paid only in gold. Gold means everything to Ringo who is as fast on the draw and as accurate as a frog catching flies with its tongue. Damon looks rather villainous in his solid black outfit, and he dresses more conventionally like a 1950s’ Hollywood gunslinger.

This is a nice quite action packed western starring Mark Damon (as Johnny Oro/Ringo), Valeria Fabrizi (as Margie) and Ettore Manni (as Sheriff). Mark Damon is brilliant as Ringo, the man with the golden pistol. He’s got an answer to everything and plays his character the perfect way.

Contrasting Johnny’s character is the sheriff, played by Ettore Manni, a principled man well beyond reason himself, with a son and a wife to boot. The two of them play off well enough against each other.

Plenty of violence from the bad guys (including a drunk Indian). Shady owner of the saloon and ‘businessman’ (he deals in weapons) Andrea Aureli does some highly enjoyable sleazy acting and ends up with an ax right in the middle of his bald patch. Figure that! After all it is only 1966.

Those violent bits help to remind that director Corbucci did ‘Django’ with Franco Nero the very same year, so very different in tone. If ‘Django’ is the tragedy, this one is the satyr play.

Curiosità

 

 

La pellicola fu girata nel 1965 ma distribuita nelle sale solo a partire dal 15 luglio 1966, in seguito all’enorme successo di Django, che in realtà fu realizzato successivamente. Marco Giusti non lo ritiene tra i migliori western di Sergio Corbucci . Fu il primo film di questo genere interpretato da Mark Damon, giunto inizialmente in Italia per interpretare il protagonista dell’episodio di Boccaccio 70 diretto da Luchino Visconti, che poi gli preferì Tomas Milian.

Mark Damon è abbigliato come il Paladin interpretato da Richard Boone nel serial western Have Gun, Will Travel, di cui Sergio Corbucci era un fan.

All’estero, nel titolo del film campeggiava il nome di Ringo, per sfruttare il successo che avevano avuto i due film di Duccio Tessari: Una pistola per Ringo e Il ritorno di Ringo.

Uscite all’estero

Italy     15 July 1966
Japan     25 October 1966
West Germany     20 December 1966
Netherlands     19 January 1967
Finland     3 March 1967
Sweden     3 April 1967
France     19 July 1967
Portugal     12 September 1967
Denmark     29 January 1968
Spain     12 August 1968     (Madrid)
Spain     17 March 1969     (Barcelona)

Titoli all’ estero

Ringo and His Golden Pistol
Brazil     Ringo e Sua Pistola de Ouro
Denmark     Ringo og hans gyldne pistol
Spain     Johnny Oro
Finland     Ringo ja kultainen pistooli
France     Ringo au pistolet d’or
Greece (transliterated ISO-LATIN-1 title)     O Ringo kai to hryso pistoli tou
Greece     Ο Ρίνγκο και το χρυσό πιστόλι του
Ireland (English title)     Ringo and His Golden Pistol
Japan (English title)     Ringo Kid
Japan     Ringo Kiddo
Netherlands     Dodemans dollars voor Ringo
Portugal     Ringo e a Sua Pistola de Oiro
Sweden     Ringo dödar för dollar
West Germany     Ringo mit den goldenen Pistolen
World-wide (English title)     Ringo and His Golden Pistol
Yugoslavia (Macedonian title)     Ringo i negoviot zlaten pistol
Yugoslavia (Serbian title)     Ringo i njegov zlatni pistolj

Locations

 

 

Castello di Rota, Tolfa, Roma, Lazio, Italy

Elios Studios, Rome, Lazio, Italy

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Titolo originale     Johnny Oro
Paese di produzione     Italia
Anno     1966
Durata     93 min
Genere     western
Regia     Sergio Corbucci
Soggetto     Adriano Bolzoni, Franco Rossetti
Sceneggiatura     Adriano Bolzoni, Franco Rossetti
Produttore     Joseph Fryd
Casa di produzione     Sanson Film
Distribuzione (Italia)     Mgm
Fotografia     Riccardo Pallottini
Montaggio     Otello Colangeli
Effetti speciali     Eros Baciucchi
Musiche     Carlo Savina
Scenografia     Carlo Simi
Costumi     Berenice Sparano, Marcella De Marchis, Carlo Simi
Trucco     Gaspare Carboni

Interpreti e personaggi

Mark Damon: Johnny Oro
Valeria Fabrizi: Margie
Franco De Rosa: Juanito Perez
Loris Loddi: Stan Norton
Andrea Aureli: Gilmore
Pippo Starnazza: Matt
Ettore Manni: Sceriffo Bill Norton
Giulia Rubini: Jane Norton
Nino Vingelli: Amico grasso di Gilmore
John Bartha: Bernal alcalde di Barrancos
Vittorio Williams Bonos:
Bruno Scipioni:
Silvana Bacci: Manola Rodriguez
Giulio Maculani:
Giovanni Cianfriglia: Sebastian, l’indiano
Evaristo Signorini:
Amerigo Castrichella:
Figlia Francesco:
Ivan Basta:
Lucio De Santis: Carlos
Mauro Mannatrizio: un messicano con la chitarra

Doppiatori italiani

Adalberto Maria Merli: Mark Damon
Mirella Pace: Valeria Fabrizi
Alessandro Sperlì: Andrea Aureli
Roberto Bertea: Pippo Starnazza
Sergio Rossi: Ettore Manni
Luisella Visconti: Giulia Rubini
Mario Bardella: Giovanni Cianfriglia
Riccardo Cucciolla: voce narrante nel trailer

 

FOTO E POSTERS

 

 

 

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