Keoma

Keoma è un film del 1976, diretto da Enzo G. Castellari

Keoma, un pistolero “mezzosangue” indiano, giunge in un vecchio accampamento militare mentre cerca di raggiungere la sua città natia. Qui incontra una vecchia che trascina un carretto: è la Morte.

Trama

Nel suo viaggio Keoma si imbatte in una carovana di pistoleri che stanno portando dei malati di peste in una miniera abbandonata, dove ammassano tutti gli infetti. Nel gruppo però c’è anche una donna incinta che non è malata, e gli altri appestati simulano una fuga solamente per permetterle di scappare. Tutti i malati vengono uccisi e la donna riacciuffata. Keoma però assiste alla scena, e libera la donna, ferendo un pistolero e uccidendone un altro. Appena giungono in paese tutti riconoscono la donna, moglie di un appestato, ma Keoma riesce a farle avere lo stesso una camera al saloon, togliendola ad una prostituta.

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Keoma (versione restaurata)

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Prima di addormentarsi la donna spiega a Keoma che anni prima Coldwell, un ufficiale dell’esercito, ha obbligato con la forza tutti i contadini a svendere i loro terreni in suo favore, ed ora spadroneggia per la città. Nel paese Keoma incontra anche un suo vecchio amico, George, che oramai è diventato un ubriacone.

Successivamente si reca nella sua vecchia casa, dove incontra suo padre. Questi lo accoglie e gli rivela che i suoi tre fratellastri, che l’hanno sempre odiato perché figlio di una indiana, si sono alleati a Coldwell. Iil padre gli dice anche che vorrebbe fare qualcosa per ristabilire l’ordine in città, ma oramai è vecchio e non vuole mettersi contro i propri figli.

Intanto in paese gli uomini di Coldwell rapiscono di nuovo la donna per portarla alla miniera, e pestano George che prova a difenderla. Venuto a sapere dell’accaduto Keoma si reca alla miniera, dove trova i suoi tre fratelli – Butch, Sam e Lenny – insieme a Coldwell, che gli offre lavoro. Keoma rifiuta, e riporta la donna in città, dal dottore.

Lì però lo raggiungono i suoi fratelli, per convincerlo a lasciare la città. Keoma li sfida a fare a pugni uno alla volta, ed uno alla volta li batte, umiliandoli davanti a tutti. Coldwell non può sopportare che il suo potere venga messo in discussione, e la sera stessa “licenzia” i tre fratelli e organizza un vero e proprio linciaggio in città. Keoma, approfittando del buio, riesce però a scappare con la donna, grazie anche all’aiuto del padre.

Intanto George e il dottore sono riusciti a portare in città dei farmaci contro la peste, ma Coldwell non vuole che vengano distribuiti. Keoma allora lascia la donna e suo padre in una grotta, e torna in città. Qui inizialmente ha la meglio sugli uomini di Coldwell, ma Coldwell fa uccidere George e prende in ostaggio il padre, accorso in suo aiuto, minacciandolo di morte. Keoma si arrende, ma Coldwell non tiene fede ai patti e uccide ugualmente il padre.

È la scena più carica di tensione dell’intero film (accentuata dalla triste musica) che mostra fino all’ultimo l’incrociarsi degli ultimi sguardi tra padre e figlio prima dell’esplosione del colpo che li separerà per sempre. Cieco di rabbia, Keoma si libera della presa degli uomini che lo avevano catturato e assale Coldwell tentando di strangolarlo, ma gli uomini sopraggiungono nuovamente, lo malmenano e lo legano alla ruota di un carro.

Subito dopo arrivano i tre Shannon che vendicano il genitore uccidendo Coldwell e alcuni suoi sgherri e si impadroniscono del paese, lasciando il fratellastro appeso alla ruota – in quanto da loro considerato il vero responsabile della morte del padre – e dicendo che sarà un giudice federale a giudicare la sua colpa. Quella notte però Lisa torna in città e libera Keoma, che la porta al vecchio accampamento militare. Qui la Morte fa da levatrice alla donna, mentre i tre fratelli, scoperta la fuga, lo raggiungono all’accampamento.

Il duello finale tra Keoma e i suoi fratelli si svolge tra le grida della donna partoriente. Keoma uccide i propri fratelli, mentre la donna partorisce e muore tra i dolori del parto. La Morte vuole dare il bambino a Keoma, dicendogli che ha bisogno di lui, ma Keoma va via urlandole che il bambino è un uomo libero, e chi è libero non ha bisogno di niente.

Il regista ha dichiarato in una intervista:
« Il soggetto è di Luigi Montefiori, un’intuizione geniale, un’idea straordinaria nella quale mi sono immerso e ne sono stato coinvolto alla prima lettura, ma la realizzazione del film è stata un’altra grande avventura piena di imprevisti, difficoltà, problematiche che ho risolto, con la collaborazione del produttore Manolo Bolognini e quella di Franco. Abbiamo lottato contro tutto ma siamo riusciti a portare a termine l’opera. Posso solo dire che “Keoma” rappresenta il mio “io”, la mia personalità come autore, il mio modo di girare, di montare, di sonorizzare e di musicare! Ho realizzato questo film riconoscendomici in tutto! »

La locandina di Keoma – proprio come quella di C’era una volta il west – mostra due uomini che, feriti, stanno cadendo in ginocchio tra la polvere del deserto.

Considerato dal regista come il proprio miglior film,  è forse l’ultimo grande western all’italiana   e rappresenta comunque il compendio e il canto del cigno del genere.  Il crepuscolo del western trova esplicita allusione nella stessa vicenda del protagonista,  nel suo essere “un giustiziere non richiesto, un messia (e in quanto tale crocefisso nel finale).”  . Appaiono evidenti, nell’esibizione della violenza, ma anche nel montaggio serrato, le influenze di Peckinpah.

Pur ripercorrendo tutte le convenzioni del genere, il regista le filtra attraverso una visione originale.   Nella descrizione di una società malata, “marcia” (“Questo mondo è marcio” afferma il protagonista) si può scorgere l’influenza delle sue precedenti esperienze alla regia di polizieschi. Singolari appaiono anche alcune scelte narrative, quali la personificazione, in una vecchia, della figura della morte, con la quale il protagonista si trova ripetutamente a colloquiare e la partecipazione fisica di Keoma ad eventi della propria gioventù, evocati nella memoria.

Commento

È un episodio del tutto particolare nella galassia dello spaghetti western. Non tanto per la trama, che mostra parallelismi con altre pelllicole, quanto per la lugubre atmosfera da grande peste manzoniana, che dà il là alla riflessione di Castellari: un messaggio di vita e speranza spiegato attraverso la morte e la violenza.

In tal senso Keoma è un moderno Gesù Cristo con tanto di cavallo e pistola. considerato dallo stesso Castellari il suo film migliore. In effetti la qualità della regia è indiscutibile, con alcune scelte stilistiche davvero innovative e la capacità di creare un’atmosfera davvero particolare, valorizzata adeguatamente dalla fotografia di Aiace Parolin.

Tanti gli espedienti riusciti: i funzionali flashback, gli azzeccati ralenti, i bellissimi campi lunghi e il connubio suono/immagini in molte delle scene. Solido il cast ove spiccano un bravo Franco Nero, Woody Strode, Orso M. Guerini, William Berger, la Karlatos, Antonio Marsina e Roberto dell’Acqua. Ottima la produzione by Manolo Bolognini.

Curiosità

Uscite all’ estero

Italy     25 November 1976
UK     1977
West Germany     27 January 1977
France     20 July 1977
Denmark     29 July 1977
Netherlands     25 August 1977
Turkey     November 1977
Hungary     31 August 1978
Finland     6 April 1979
Japan     21 November 1985     (video premiere)
Italy     31 August 2007     (Venice Film Festival)
Greece     23 October 2010     (Panorama of European Cinema)

Titoli all’ estero

Bulgaria (Bulgarian title)     Кеома
Brazil     Keoma
Denmark     Keoma – en mand som en tornado
Spain     Keoma
Finland (video title)     Caramba – paholainen kannoilla
Finland     Caramba!
France     Keoma
UK     Keoma
UK (alternative title)     The Violent Breed
Greece     Κεόμα
Italy (alternative title)     Keoma il vendicatore
Japan (video title)     Keoma the Revenger
Sweden     Keoma – han kom för att hämnas
Sweden     Med Satan i hälarna
Slovenia     Djangova vrnitev
Soviet Union (Russian title)     Кеома
Turkey (Turkish title)     Keoma
USA (cut version)     Desperado
USA (informal English title)     Django Rides Again
USA (informal English title)     Django’s Great Return
USA     Keoma
USA (dubbed version)     Keoma: The Avenger
West Germany (video title)     Coolman Keoma
West Germany (cable TV title)     Keoma – Das Lied des Todes
West Germany     Keoma – Ein Mann wie ein Tornado
West Germany     Keoma – Melodie des Sterbens

Locations

Campo Imperatore, L’Aquila, Abruzzo, Italy

RPA – Elios Studios, Rome, Lazio, Italy

 

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Titolo originale     Keoma
Paese di produzione     Italia
Anno     1976
Durata     105 min
Colore     colore
Audio     sonoro
Rapporto     2,35:1
Genere     western
Regia     Enzo G. Castellari
Soggetto     Luigi Montefiori
Sceneggiatura     Luigi Montefiori, Enzo G. Castellari, Mino Roli, Nico Ducci
Produttore     Manolo Bolognini
Casa di produzione     Uranos Cinematografica
Distribuzione (Italia)     Far International Films
Fotografia     Aiace Parolin
Montaggio     Gianfranco Amicucci
Effetti speciali     Giovanni Corridori
Musiche     Guido De Angelis, Maurizio De Angelis
Scenografia     Carlo Simi
Costumi     Carlo Simi
Trucco     Alfonso Gola

Interpreti e personaggi

Franco Nero: Keoma
Woody Strode: George
William Berger: William John Shannon
Olga Karlatos: Lisa
Orso Maria Guerrini: Butch Shannon
Gabriella Giacobbe: la vecchia col carretto
Antonio Marsina: Lenny Shannon
Joshua Sinclair (accreditato come John Loffredo) : Sam Shannon
Donald O’Brien: Caldwell
Leonardo Scavino (come Leon Lenoir): il dottore
Wolfango Soldati: Wolf, uno sgherro di Caldwell
Victoria Zinny: la maitresse del saloon
Giovanni Cianfriglia (non accreditato): un pistolero di Caldwell
Alfio Caltabiano: un pistolero di Calwell
Massimo Vanni (non accreditato): un pistolero
Riccardo Pizzuti (non accreditato): un pistolero

Doppiatori italiani

Glauco Onorato: Woody Strode
Giuseppe Rinaldi: William Berger
Vittoria Febbi: Olga Karlatos
Angelo Nicotra: Antonio Marsina
Manlio De Angelis: Joshua Sinclair
Renato Mori: Donald O’Brian
Giorgio Piazza: Leonardo Scavino
Michele Gammino: Wolfango Soldati
Antonio Guidi: Alfio Catabiano
Vittorio Stagni: Massimo Vanni
Luciano De Ambrosis: Riccardo Pizzuti

 

 

FOTO E POSTERS

 

 

 

 

 

 

 

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