La polizia incrimina, la legge assolve

La polizia incrimina, la legge assolve è un film del 1973, diretto da Enzo G. Castellari. Da alcuni critici è ritenuta la pellicola che sancisce la rinuncia a qualsiasi pretesa di denuncia civile da parte del poliziesco all’italiana, per lasciare il posto alla nascita del genere “poliziottesco” vero e proprio codificando definitivamente il personaggio del “commissario di ferro” giustiziere e violento protagonista di molti altri film successivi.

Trama

La lotta contro il traffico di droga nel centro storico di Genova insanguina la città. Il commissario Belli, un duro dai modi spicci, indaga sui loschi traffici della malavita tra Genova e Marsiglia, nei quali sono implicate due bande criminali contrapposte. Belli è sulle tracce di un uomo, detto “il libanese”, che riesce ad arrestare dopo uno spericolato inseguimento, e che potrebbe rivelarsi prezioso per le indagini. Dei killer però lo uccidono, per impedirgli di parlare, in un attentato dinamitardo durante la sua traduzione in questura, al quale il commissario riesce a scampare per puro caso.

A fare concorrenza al clan del vecchio boss Cafiero, che si dichiara ormai in pensione volendo farsi passare come un semplice giardiniere; è quello gestito dal potente e insospettabile industriale Franco Griva. Avendo intuito che questi è sicuramente coinvolto nella vicenda, Belli riesce a convincere il suo più anziano e prudente collega, il commissario-capo Scavino, che su tale individuo ha raccolto già un importante dossier, a consegnarlo alla magistratura.

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La polizia incrimina la legge assolve

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Ma prima di poter presentare gli elementi raccolti all’autorità giudiziaria, Scavino verrà ucciso nel corso di un agguato il giorno stesso in cui si stava recando dal magistrato. Il mandante dell’omicidio risulta essere il fratello libertino dell’industriale, Umberto Griva, che in seguito viene freddato anch’esso insieme all’amante.

Belli decide perciò di ricostruire il dossier sui Griva e di recarsi a Marsiglia per ottenere da Cafiero una soffiata sul traffico di droga internazionale. Per vendetta Griva fa aggredire la compagna del Belli e manda due killer ad uccidere brutalmente la figlioletta del commissario. Anche Cafiero verrà ucciso dai sicari di Griva, il vecchio boss, ormai lasciato solo dai suoi uomini, viene ucciso ma prima riesce a dare delle importanti informazioni a Belli. Il commissario riuscirà a stroncare il traffico di Griva imbastito col Libano, grazie anche all’aiuto della polizia francese, riuscendo infine ad incastrare il boss arrestando in flagranza di reato il suo avvocato di famiglia. Sulla spiaggia, solo, sconfortato e ricordando la sua defunta figlia, il commissario immagina la sua morte, pensando che prima o poi toccherà anche a lui.

Curiosità

 

 

 

La colonna sonora è composta da Guido e Maurizio De Angelis ed è famosa soprattutto per il tema Gangster Story utilizzato nelle scene di inseguimento automobilistico, successivamente ripreso nei film Roma violenta di Franco Martinelli, Napoli spara! di Mario Caiano e Grindhouse – A prova di morte di Quentin Tarantino. La colonna sonora è stata edita nel 1973 in formato LP dalla Beat Record.

Il film contiene uno spettacolare inseguimento , che dura quasi otto minuti. L’inseguimento avviene in una soleggiata giornata invernale tra una Citroën DS in versione ambulanza, utilizzata dagli scagnozzi del fuggiasco, ed una Alfa Romeo Giulia Super della Polizia, nel classico colore verde oliva dell’epoca.

La lunga sequenza si snoda tra il Porto di Genova, la Sopraelevata, l’Autostrada A12 Genova-Livorno nel tratto tra Genova e Recco, Recco e Rapallo, concludendosi poi a Santa Margherita Ligure davanti al famoso locale Covo di Nord Est.

L’inseguimento fu curato da Rémy Julienne, all’epoca lo stuntman maggiore esperto di inseguimenti per il cinema. La camera car da cui vennero fatte le riprese era guidata da sua moglie.

Locations

 

 

 

Via Cecchi 2, Genova

Vicolo Superiore di Campopisano, Genova

Salita San Matteo, Genova

 

Commento

Perfetti inseguimenti in auto e a piedi tra Genova e dintorni. Sparatorie. Pestaggi. Quel che ci si deve aspettare da un film d’azione; in un’epoca priva di effetti speciali Castellari non aveva davvero rivali. Capolavoro, e titolo fondamentale che canonizza il filone (è il Per qualche dollaro in più del genere), benchè con esiti spettacolari insuperati se non dallo stesso Castellari. Il quale certo attinge (copia? E sia!) da Peckinpah e da Friedkin, ma altresì anticipa nettamente un John Woo, per esempio nella saturazione dello spazio durante le sparatorie.

Nero (un filino sopra le righe) a sua volta detta le coordinate estetiche dei vari commissari di ferro, e tiene egregiamente botta. Musica indimenticabile. Il commissario bilioso e manesco di Nero e quello savio e cauto di Whitmore guidano l’ottimo cast con Rey trafficante della vecchia guardia, l’onnipotente Tranquilli e il puttaniere Del Prete.

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Titolo originale     La polizia incrimina, la legge assolve
Paese di produzione     Italia, Spagna
Anno     1973
Durata     98 min
Colore     colore
Audio     sonoro
Genere     poliziesco
Regia     Enzo G. Castellari
Sceneggiatura     Tito Carpi, Gianfranco Clerici, Enzo G. Castellari, Leonardo Martin
Produttore     Edmondo Amati
Fotografia     Alessandro Ulloa
Montaggio     Vincenzo Tomassi
Musiche     Guido De Angelis, Maurizio De Angelis
Scenografia     Emilio Ruiz De Sio
Costumi     Walter Patriarca

Interpreti e personaggi

Franco Nero: Commissario Belli
James Whitmore: Commissario Scavino
Zoe Incrocci: signora Scavino
Delia Boccardo: Mirella
Fernando Rey: Cafiero
Silvano Tranquilli: Franco Griva
Duilio Del Prete: Umberto Griva
Ely Galleani: Chicca
Daniel Martin: Rico
Stefania G. Castellari: Anita, la figlia del commissario Belli
Natasha Richardson: bambina che gioca a campana

Doppiatori italiani

Corrado Gaipa: Commissario Scavino
Renato Turi: Cafiero

FOTO E POSTERS

 

 

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