La resa dei conti

La resa dei conti è un film del 1966 diretto da Sergio Sollima. Il film venne proiettato per la prima volta in Italia il 3 marzo 1967, mentre in Spagna uscì l’anno prima. Il film venne distribuito anche in Germania Occidentale, Finlandia, Svezia, Francia e USA.

Trama

Texas. Jonathan Corbett, famoso pistolero e bounty killer, dopo aver portato a termine l’ennesima caccia decide di ritirarsi, meditando di darsi alla politica. Il facoltoso latifondista Brokston, anch’egli candidato, lo ospita nella sua villa in occasione del ricevimento nuziale di sua figlia Lizzie, per offrirgli la propaganda elettorale, ma al tempo stesso sfruttare la personalità di Corbett per ricevere l’appoggio nella costruzione di una ferrovia che colleghi, passando per il Texas, gli Stati Uniti al Messico.

Nel corso della festa arrivano due uomini, i quali chiedono aiuto a Brokston per catturare il giovane messicano Cuchillo Sanchez, accusato di aver stuprato e ucciso una dodicenne. Brokston coglie un’ulteriore occasione per ottenere consensi, affidando l’incarico a Corbett. La caccia è lunga e lo scaltro Cuchillo, così soprannominato perché abilissimo con i coltelli, riesce sempre a eludere il suo inseguitore, fino a fuggire in Messico.

Corbett una volta giuntovi, cerca il sostegno del capitano Segura, ma questi oltre a rifiutare, lo arresta dopo una rissa; in cella ritrova lo stesso Cuchillo, il quale prima di evadere gli dice, senza rivelarne il nome, di conoscere chi è il vero colpevole. Grazie all’intervento di Brokston, Corbett viene rilasciato, e il latifondista, decide di catturare Cuchillo assoldando dei banditi, i quali commettono atti di violenza sugli abitanti del villaggio, pur di estorcere il nascondiglio del giovane, nel frattempo rifugiatosi da sua moglie Rosita.

Il giorno dopo parte per la caccia anche Corbett, insieme a Brokston, suo genero Chet, il barone Von Schulenberg e i loro uomini. Ma Corbett la sera precedente era riuscito a capire la verità, della quale lo stesso Brokston era a conoscenza: la sera prima delle nozze, Chet e i due uomini che erano poi andati alla festa, ridotti in stato di ubriachezza avevano stuprato e ucciso la ragazzina; Cuchillo aveva assistito alla scena e quindi incolpato.

Brokston aveva taciuto l’episodio per evitare uno scandalo, e poi fatto uccidere i due complici. Corbett finge di partecipare alla cattura sparpagliando gli uomini. Giunti su una collina fa ritrovare faccia a faccia Cuchillo e Chet, i quali si sfidano in un duello.

Pochi minuti dopo accorre Brokston, il quale vedendo il cadavere del genero, esorta Corbett a uccidere Cuchillo una volta per tutte; l’ex bounty killer dice di aver avuto più volte la possibilità di ammazzarlo, ma non era pienamente convinto della sua colpevolezza. Brokston considera il gesto del rifiuto come un tradimento, offrendo al barone la possibilità di sfidare il pistolero; nonostante venga ferito ad una spalla, Corbett riesce ad ammazzare Von Schulenberg, e qualche istante dopo, grazie al provvidenziale aiuto di Cuchillo, sbarazzarsi anche di Brokston. Il messicano è finalmente libero e le strade dei due si dividono.

Commento

Sollima, assieme al suo omonimo Donati, specialista del genere, firma anche la sceneggiatura di questo spaghetti western, che si può accostare ai lavori del terzo Sergio (Leone) per qualità. Il soggetto, semplice in apparenza, offre diverse chiavi di lettura, oltre alla possibilità di mettere in campo personaggi rappresentativi dei diversi strati della società. Lee van Cleef è perfetto nel suo ruolo centrale mentre Milian è il bello scanzonato, ottima nuova figura in campo. Sollima tiene a battesimo la sua personale concezione del western, con uno spirito contestatario rappresentato dalla figura del beffardo peone Tomas Milian. C’è la trama gialla, il ricco possidente (un magnifico Barnes), il freddo e infallibile bounty-killer (Van Cleef, con le sue inconfondibili espressioni facciali), la sadica donna del West (Navarro) e una bella resa dei conti finale. Ancora, le splendide musiche di Morricone, le cui parti vocali sono affidate alla brava Christy. Belle la fotografia di Carlini e l’ennesima colonna sonora di Morricone. La bellezza del film sta nell’originalità del tema trattato: non tanto per la consueta fuga, ma per il motivo che spingeCuchillo a fuggire e Corbett a inseguire.

Curiosità

C’è un divertente gioco di rimandi e citazioni con Sergio Leone nel primo western diretto da Sollima che si svela fin dal titolo: La resa dei conti è infatti anche il titolo di un brano scritto da Ennio Morricone per la colonna sonora di Per qualche dollaro in più. Anche il soprannome di Cuchillo dato al personaggio interpretato da Tomas Milian è preso dal nomignolo dato a un personaggio minore dello stesso film di Leone. C’è inoltre un’evidente assonanza tra Cuchillo e Kikuchiyo, il personaggio interpretato da Toshirō Mifune ne I sette samurai di Akira Kurosawa.

Fa parte dei venti spaghetti western più belli ed influenti scelti da Quentin Tarantino che lo ha inserito nella sua speciale classifica di gradimento all’undicesimo posto. Omaggiato da Quentin Tarantino in INGLOURIOUS BASTERDS con l’utilizzo dei temi musicali “After The Verdict” e “The Surrender (La resa)” di Ennio Morricone.

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Titolo originale     La resa dei conti
Paese di produzione     Italia, Spagna
Anno     1966
Durata     108 min
Colore     colore
Audio     sonoro
Genere     western
Regia     Sergio Sollima
Soggetto     Fernando Morandi, Franco Solinas
Sceneggiatura     Sergio Donati, Sergio Sollima
Produttore     Alberto Grimaldi
Casa di produzione     Pea, Produciones Cinematograficas Tulio De Micheli
Distribuzione (Italia)     Pea
Fotografia     Carlo Carlini
Montaggio     Gaby Peñalba
Musiche     Ennio Morricone, Audrey Nohra, Ludwig van Beethoven
Scenografia     Carlo Simi
Costumi     Carlo Simi

Interpreti e personaggi

Lee Van Cleef: Jonathan Corbett
Tomás Milián: Manuel ‘Cuchillo’ Sanchez
Luisa Rivelli: la prostituta bionda
Fernando Sancho: il capitano Segura
Nieves Navarro: la vedova
Roberto Camardiel (accreditato come Robert Camardiel) : lo sceriffo Jellicoe di San Antonio
Ángel del Pozo: Chet Miller
Tom Felleghy: il padre di Miller
Benito Stefanelli: Jess
Walter Barnes: Brokston
Gérard Herter: il Barone Von Schulenberg
María Granada: Rosita Sanchez, la moglie di Cuchillo
Nello Pazzafini: Hondo
Spartaco Conversi: la guardia alla prigione messicana
Romano Puppo: Rocky
Lorenzo Robledo (non accreditato) : l’uomo sul carro
Calisto Calisti:
Antonio Casas: Fratello Smith
José Torres:

Doppiatori italiani

Renato Turi: Jonathan Corbett
Pino Locchi: Manuel ‘Chuchillo’ Sanchez
Carlo Romano: il capitano Segura
Rita Savagnone: la vedova
Giampiero Albertini: lo sceriffo Jellicoe di San Antonio
Cesare Barbetti: Chet Miller
Gualtiero De Angelis: il padre di Miller
Arturo Dominici: Jess; Fratello Smith
Bruno Persa: Brokston
Vittoria Febbi: Rosita Sanchez, la moglie di ‘Chuchillo’
Manlio De Angelis: l’uomo sul carro
Gianni Marzocchi: Rocky

FOTO E POSTERS

 

 

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