La taglia è tua… l’uomo l’ammazzo io!

La taglia è tua… l’uomo l’ammazzo io! è un film del 1969 diretto da Edoardo Mulargia.

Trama

 

 

El Puro, un pistolero rovinato dall’alcool su cui pende una taglia di diecimila dollari, trova rifugio temporaneo in casa della ballerina di un saloon, Rosy, che ha avuto pietà di lui e della sua condizione.

A sua insaputa; cinque uomini – Gipsy, Cassidy, Dick, Dolph e Shorty – lo tallonano, per ucciderlo e riscuotere la ricompensa. Seguendo un suo amico, il vecchio Fernando, costoro scoprono il suo nascondiglio, ma quando vi irrompono El Puro non c’è. Incolpato della morte di Rosy – uccisa invece da Gipsy e compagni – il pistolero finisce in carcere, ma Fernando lo libera con un abile stratagemma.

El Puro rinuncia all’alcol e, nuovamente capace di usare la pistola, affronta la banda, ridottasi a quattro uomini, poiché Shorty ha preferito andarsene. Avuta la meglio su di loro, si mette in viaggio ma Shorty, appostato lungo il cammino, lo uccide a tradimento: la taglia è sua.

Recensione

 

 

Un film davvero interessante; ritmo piacevole, inquietante in alcuni punti e pieno di sorprendenti colpi di scena sulle convenzioni di genere senza allontanarsi troppo da ciò che vogliamo da un western. Il montaggio è stato un po ‘nervoso in alcuni punti, ma nel complesso, questo è un film ben fatto e avvincente.

Per cominciare, l’Anonimo personaggio di Woods, nonostante sia l’antieroe centrale del pezzo, è ritratto come una figura patetica. Alcolizzato cronico e temibile ad ogni angolo, giace in una città di confine assonnata, cercando solo di evitare gli inevitabili uomini armati che cercano di farsi una reputazione uccidendo il pistolero un tempo temuto. Accetta umiliazione e pestaggi e si perde nell’alcool piuttosto che attirare l’attenzione su di sé ed è solo la ragazza del saloon, Rosie, a mostrargli ogni gentilezza. Dopo averlo riconosciuto come El Puro, lo porta nella sua stanza, si prende cura di lui e pianificano un futuro insieme, una volta risparmiati abbastanza soldi per metterli su.

Nel frattempo, Gypsy, un condottiero evaso, arriva nella zona con la sua banda di assassini, molestatori di bambini e “degenerati”, cercando El Puro. Ignaro che l’ex pistolero sia ora un patetico, recluso ubriaco, Gypsy è ossessionato dalla sua precedente reputazione ed è attanagliato dal desiderio rancoroso di uccidere il suo avversario, raccogliere la taglia di $ 10.000 ancora sulla sua testa e impossessarsi del territorio per conto suo. Gypsy è una figura psicopatica che ricorda un po Indio di For a Few Dollars More e la sua banda è un gruppo davvero sgradevole, come si vede molto presto quando Tim (Mario Brega) stupra una giovane ragazza e strangola suo nonno mentre sono alla ricerca di El Puro. Non c’è spazio per l’ambiguità lì. Il dramma successico segue la ricerca della sua preda da parte di Gypsy, il sacrificio di Rosie per proteggere il suo uomo e la redenzione di El Puro mentre affronta la banda per vendicare la morte di Rosie.

Una storia semplice in superficie, ma non fatevi ingannare. El Puro offre alcune vere sorprese nel contenuto e mantiene l’interesse dello spettatore in tutto, nonostante il suo budget, ovviamente scarso.

Il cast qui offre performance eccellenti. Robert Woods supera se stesso qui e si trasforma in un ritratto davvero convincente dell’antiero consumato; tormentato dalla paura, nascosto dietro una nebbia di alcol per sopravvivere alla sua patetica esistenza. Questa è la sua opera migliore, secondo me, e lo eleva a grandi eroe western.

Marco Fiorini (pubblicizzato bizzarramente come Ashburn Hamilton Jr) nel suo unico Spaghetti Western di cui sono a conoscenza, è anche convincente come lo psicopatico Gypsy. Esibisce il giusto mix di freddezza e mania per mantenere il personaggio avvincente. Peccato che non ne abbia fatti di più. Mostrava una vera promessa nel genere qui.

Rosalba Neri è, come sempre, eccellente come la tragica Rosie. La sua bellezza statuaria comanda ogni scena in cui si trova ed è così efficace che interpreta la parte della “puttana dal cuore caldo” come nei ruoli più familiari di “vampiro”. La sua scena selvaggia e sanguinosa in questo film deve essere una delle più inquietanti che io possa ricordare. Non così cruento quanto alcuni, ma veramente iconica nella sua brutalità. E’ questa scena che mette in risalto la contorta psicologia di Gypsy e dei suoi uomini sopra tutti gli altri.

Questo è veramente un film sulle anime torturate e nonostante la violenza e le sparatorie si basa pesantemente sulle lotte psicologiche dei suoi protagonisti tanto quanto attorno alle loro azioni. Le emozioni El Puro nei confronti di Rosie all’inizio del film hanno messo in chiaro il suo stallo e rimangono come un sottofondo per tutto ciò che vediamo scaturire da lui man mano che la storia si svolge. Allo stesso modo, non sono solo gli atti brutali degli zingari o gli atti delle sue coorti a segnarlo come afferrato dal male, ma piuttosto il modo in cui risponde a queste azioni. Gloria nella loro depravazione; esaltato da esso. Una cosa è certa: non ci sono risate in questo film.

C’è anche un bella colonna sonora, servita dal meraviglioso Alessandro Alessandroni. Sospetti che gli sia stato dato il compito di fornire qualcosa di “Morriconesco” del tipo della trilogia del dollaro e ha debitamente approntato una melodia tematica che è un mix di Fistful of Dollars e The Good, the Bad and the Ugly. Funziona molto bene ed è abbastanza orecchiabile da farmi fischiare per giorni il leit motive dopo aver visto il film.

Curiosità

 

 

Uscite all’estero

Italy     23 December 1969
Spain     19 August 1971
France     30 May 1973     (Paris)

Titoli all’ estero:

(original title)     La taglia è tua… l’uomo l’ammazzo io
Brazil     El Puro – O Procurado
Brazil     Pecos Acerta as Contas
France     El Puro, la rançon est pour toi
Spain     El Puro se sienta, espera y dispara
El puro
The Reward’s Yours… The Man’s Mine

Locations

 

 

Italy

Tirrenia Studios, Tirrenia, Tuscany, Italy
(studio)

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Titolo originale    La taglia è tua… l’uomo l’ammazzo io!
Paese di produzione    Italia, Spagna
Anno    1969
Durata    100 min
Rapporto    2,35 : 1
Genere    western
Regia    Edward G.Muller
Soggetto    Fabrizio Gianni
Sceneggiatura    Fabrizio Gianni, Ignacio F. Iquino, Edoardo Mulargia,
Produttore    Fabrizio Gianni
Produttore esecutivo    Fabrizio Gianni
Casa di produzione    Filmar Compagnia Cinematografica, IFI Producción S.A.
Distribuzione in italiano    Filmar (Indipendenti Regionali)
Fotografia    Antonio L. Ballesteros
Montaggio    Vincenzo Vanni
Musiche    Alessandro Alessandroni
Scenografia    Andrès Vallve
Trucco    Gianfranco Mecacci

Interpreti e personaggi

Robert Woods: Joe Bishop, detto “El Puro”
Rosalba Neri: Rosie
Maurizio Bonuglia: Dolph
Aldo Berti: Cassidy
Mario Brega: Tim
Ashborn Hamilton jr.: Gipsy
Fabrizio Gianni: Shorty
Giusva Fioravanti: Antonio
Angelo Dessy: Charlie
Attilio Dottesio: lo sceriffo
Mariangela Giordano: Sugar, una prostituta
Gustavo Re: Fernando
Cesar Ojinaga:
Fernando Rubio
Lisa Seagram: la proprietaria del secondo saloon (non accreditata)

Doppiatori italiani

Michele Kalamera: Joe Bishop, detto “El Puro”
Leonardo Severini: Tim
Luciano Melani: Gipsy
Michele Malaspina: Fernando

FOTO E POSTERS

 

 

 

 

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