Le colt Cantarono la Morte e fu..

Le colt cantarono la morte e fu tempo di massacro, spaghetti western diretto nel 1966 da Lucio Fulci, regista in seguito famoso per il genere horror italiano, qui alla sua prima incursione nel genere western, e riesce a comporre un grande successo di pubblico nel ’66, coadiuvato da Fernando Di Leo, indiscusso maestro del film noir, qui autore di soggetto e sceneggiatura.

Trama

Tom Corbett, cercatore d’oro lungo le rive dei fiumi, torna nel paese che lasciò fin da piccolo e trova il fratello Jeffrey abbrutito dall’alcool, la fattoria della sua famiglia ed ogni attività commerciale distrutte e derubate dal padrone del paese Scott e dal prepotente figlio Junior.

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Tom si reca dal suo amico Carradine per cercare di scoprire qualcosa, ma quest’ultimo mentre sta per parlare viene ucciso insieme alla moglie e le due figlie adolescenti, da alcuni sicari di Scott. Grazie alla pistola facile di Jeffrey, Tom riesce a penetrare nel ranch di Scott nel bel mezzo di un ricevimento.

Dopo essere stato garbatamente mandato via dal proprietario, interviene Junior; davanti agli invitati il giovane umilia Tom, massacrandolo con circa ottanta frustate. In serata Tom riesce tra gli stenti a raggiungere casa, dove la sua nutrice india, nel vederlo in quello stato, decide di confessargli un incredibile segreto. Ma anche costei viene raggiunta e uccisa; si scopre infatti che Tom è il figlio di Scott.

L’indomani, nonostante il parere contrario di Jeffrey, i due fratelli cercano di recarsi nella fattoria di Scott, ma sono costretti ad accamparsi per cercare di non cadere sotto i colpi dei sicari incaricati di vigilare la strada. Qui arriva Scott, il quale è pronto a farsi perdonare e accogliere Tom in casa sua; Junior non esita a uccidere il padre davanti agli occhi di Tom, pur di non dividere il patrimonio con il fratellastro. Colpito nell’onore, Tom cerca l’inevitabile vendetta, con l’appoggio del fido Jeffrey; i due si introducono nel ranch del nemico, facendo piazza pulita dei circa trenta uomini che lo sorvegliano. Junior, rimasto solo e disarmato da Jeffrey, mostra di essere debole e impaurito nel faccia a faccia finale con Tom.

Dopo essere stato inseguito su una scala che conduce su un ponte di legno, Junior con un tranello cerca di uccidere Tom, il quale si aggrappa su di un piolo ma, nonostante stia per avere la peggio, riesce ad afferrare Junior per una caviglia, facendolo precipitare e sfracellare nel pollaio. Fatta giustizia, Tom e Jeffrey mettono da parte i vecchi rancori e restano insieme per sempre.

Franco Nero in questo film possiede lo stesso guardaroba di Clint Eastwood usato da quest’ultimo nella trilogia del dollaro di Sergio Leone.
Primo film in assoluto in Italia della carriera di George Hilton che dà vita a uno dei personaggi più simpatici e dinamici del filone italo-western, una sorta di burlone col vizio del bere ma con una capacità straordinaria nell’usare armi da fuoco; prima di uccidere attira l’attenzione delle sue vittime con esclamazioni del tipo “excuse me gentleman”.
L’idea del massacro a colpi di frusta verrà ripresa nel film del 1973 Lo straniero senza nome, diretto e interpretato da Clint Eastwood. Il film è stato distribuito in due edizioni, forse perché dalla pellicola originale sono state tagliate alcune scene particolarmente violente.
Già in questo film Fulci utilizza qualche effetto splatter, tipico dei suoi futuri horror:
Nel prologo del film, un peone viene fatto inseguire da un branco di cani e sbranato in un fiume, con primo piano sull’acqua insanguinata.
Alcune frustate ricevute da Tom, provocano lo squarcio di alcune parti del viso e dei dorsi delle mani.
Durante la sparatoria finale in alcune vittime vengono resi evidenti i fori prodotti dalle pallottole.
La chiazza di sangue sul pavimento del pollaio conseguente alla caduta di Junior, mentre quest’ultimo esala l’ultimo respiro.

Il brano principale del film, che ne accompagna sia i titoli di testa che di coda, è Back Home, Someday (A Man Alone), composto da Sergio Bardotti, Lucio Fulci e Sergio Endrigo ed affidato all’ottima interpretazione dello stesso Endrigo; Bardotti ha dichiarato a Marco Giusti che all’epoca la canzone raggiunse il primo posto nelle classifiche di vendita in Giappone.

Recensione

Fulci, che ha sempre detto di essere un “terrorista dei generi”, anche qui mette a segno la sua zampata con cui fa fuoriuscire la pellicola dalle regole non scritte del genere. Il film presenta anche dei risvolti umoristici legati principalmente al personaggio del tuttofare asiatico e, in parte, al fratello del protagonista interpretato da George Hilton, tutti e due ottimi personaggi che rubano un po’ la scena a Franco Nero. Aldilà dell’humor, quello che più colpisce e rimane impresso sono di certo le sequenze più crude, su tutte la lunga rissa con le fruste, che hanno garantito a questo film la nomea di essere uno degli spaghetti western più violenti di sempre, fama dovuta anche all’enorme bodycount.

Prima di questo film, Lucio Fulci aveva diretto principalmente le commedie dell’onnipresente duo Franco e Ciccio. Questo non lo impedisce di guidare con fermezza la regia e di riuscire a mescolarsi in una sottile simbolismo sovversivo. Il cattivo, per esempio, indossa il colore bianco mentre l’eroe indossa il colore nero – una vera inversione del cliché di Hollywood. Junior muore in una colombaia ovvio, ma a volte Fulci si eleva in un territorio non troppo lontano dal dominio tradizionale del film d’arte.

La cosa migliore per il film, tuttavia, sono le performances degli attori . Durante questo periodo, a metà degli anni Sessanta, Franco Nero era il re del protagonista freddo (ancor più di Clint Eastwood), ma anche lui recita al di fuori di questo schema . Un esempio di come i carismatici attori siano coinvolti, viene confrontandoli con il ruoli similare di Texas Addio (66) molto simile, di Ferdinando Baldi dello stesso anno.  Questo è il ruolo che ha reso famoso il nome di George Hilton, e su cui ha continuato a capitalizzare  apparendo in molti altri western. Certamente, a volte sembra aver modellato la sua performance sul capitano Haddock dai cartoni animati di Tintin. Nino Castelnuovo dà le prestazioni più sconvolgenti di tutti come un lupo inferocito, e si evidenzia in misura tale da essere quasi Klaus Kinski. O Richard Burton.

A damned fine Spaghetti Western, Massacre Time contains all of the best ingredients to be found in the genre: machismo than teeters on the brim of absurdity, peculiar dubbing, bizarre characters, elliptical dialogue and a casual disregard for human life. There’s also an absolutely fantastic score (complete with compulsory inappropriate title song) and enough singular touches to raise it into the highest class of it’s type.

Prior to this film, Lucio Fulci had mainly helmed successful if inconsequential comedies, often starring the omnipresent Franco and Ciccio. That doesn’t stop him from driving everything along with a fine sense of pacing and managing to mix in a subtle tang of subversive symbolism. The villain, for example, wears white while the hero wears black – a neat reversal of the Hollywood cliché. Granted, this can be taken a bit too far – Junior dies in a dovecote, natch – but at times it elevates proceedings into territory not too far removed from the traditional domain of the art movie.

There’s one particularly fine sequence in which Tom stumbles into a banquet at the Scott’s ranch, where the revolting guests preen around a table overburdened with food in their extravagant clothes. This brings back memories of the Mad Hatter’s tea party from Alice in Wonderland, or the wedding-tale from Neil Jordan’s fantastic Company of Wolves (84)- but neither of these end with a protracted and brutal whipping (aah, don’t you just love that singular Fulci touch!)

The best thing about Massacre Time, however, is the performances. During this period in the mid-sixties Franco Nero was the epitome of cool (even more so than Clint Eastwood), but even he is here outshone by his two main co-stars. For an example of how charismatic are the actors involved, just compare them to the similar roles in Ferdinando Baldi’s suspiciously similar Texas Addio (66) from the same year, in which Nero blew everyone else off the screen. This was the role that made George Hilton’s name, and he went on to capitalize on it by appearing in a number of other Westerns. Admittedly, at times he does seem to have modeled his performance on Captain Haddock from the Tintin cartoons but, hell, no one liked Tintin in those anyway. Nino Castelnuovo gives the most outrageous performance of all as a gurning loon (with a menagerie of similarly gurning sidekicks), and overacts to such an extent that he could almost be Klaus Kinski. Or Richard Burton.

Curiosità

 

 

Uscite all’estero

Italy     10 August 1966
West Germany     12 May 1967
Portugal     14 July 1967
Sweden     21 July 1967
France     27 July 1967
Turkey     25 October 1967
Denmark     23 February 1968
USA     4 December 1968

Titoli all’ estero

Colt Concert
Le colt cantarono la morte
The Brute and the Beast
Argentina     Tiempo de masacre
Belgium (French title) (poster title)     La ville sans sheriff
Brazil     Tempo de Massacre
Denmark     Djangos seksløber er lov
Spain (video title)     Concierto para un colt
Spain     Las pistolas cantaron la muerte
Finland     Colttikonsertti
Finland     Dollari laukauksesta
France (alternative title)     La ville sans sheriff
France     Le temps du massacre
UK (video title)     Colt Concert
Greece     Άγριες αποκαλύψεις
Greece     Η νύχτα της μεγάλης σφαγής
Netherlands (informal literal title)     Django the Runner
Peru     Tiempo de masacre
Portugal     Tempo de Massacre
Sweden     En dollar per skott
Soviet Union (Russian title)     Кольт пропел о смерти
Soviet Union (Russian title)     Время убивать
Turkey (Turkish title)     Kirbaç altinda
USA     Massacre Time
USA     The Brute and the Beast
West Germany (reissue title)     Django – Der Hauch des Todes
West Germany     Django – Sein Gesangbuch war der Colt

Locations

 

Elios Studios, Rome, Lazio, Italy

 

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Paese di produzione Italia, Spagna
Anno 1966
Durata 90 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere western
Regia Lucio Fulci
Soggetto Fernando Di Leo
Sceneggiatura Fernando Di Leo
Produttore Oreste Coltellacci
Fotografia Riccardo Pallottini
Montaggio Ornella Micheli
Musiche Coriolano Gori
Scenografia Sergio Canevari

Interpreti e personaggi
Franco Nero: Tom Corbett
George Hilton: Jeffrey Corbett
Nino Castelnuovo: Jason o Junior Scott
Giuseppe Addobbati: Scott
Tchang Yu: becchino
Janos Bartha: prostituta
Aysanda Runachagua: Souko

Doppiatori italiani
Nando Gazzolo: Tom Corbett
Sergio Graziani: Jeffrey Corbett
Oreste Lionello: Jason,becchino
Mario Feliciani: Scott
Renato Turi: uomo di Scott
Daniele Tedeschi: Souko
Luciano De Ambrosis: sceriffo
Arturo Dominici: pistolero
Ferruccio Amendola: vicente

 

FOTO E POSTERS

 

 

 

 

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