Leon

Léon è un film del 1994 diretto da Luc Besson, interpretato da Jean Reno, Natalie Portman e Gary Oldman.


Trama

 

Little Italy, New York. Léon, un sicario italoamericano, vive da solo conducendo un’esistenza quasi maniacale dedita esclusivamente al mestiere di killer e apparentemente priva di qualsiasi emozione; uniche eccezioni a questa apatia sono le cure amorevoli che riserva a una pianta in vaso, che afferma di sentire simile a sé perché altrettanto priva di radici, e la sua regola fondamentale di non uccidere donne e bambini. Come vicini di casa ha la problematica famiglia allargata di una ragazzina di nome Mathilda, il cui padre è immischiato in traffici di droga e di cui fanno parte la matrigna, la sorellastra e il fratellino di quattro anni, l’unico a cui la giovane sia affezionata veramente.

Un giorno alcuni poliziotti della DEA, comandati dal corrotto e psicotico Stansfield, irrompono a casa di Mathilda per recuperare una partita di stupefacenti che avevano affidato al padre della ragazza; questi ha tagliato una parte della droga ma ha sottovalutato l’avvertimento del poliziotto e finge di non sapere nulla in proposito. Stanfield, che nonostante la sua posizione è egli stesso un assiduo consumatore di droghe, scatena un conflitto a fuoco in cui viene massacrata tutta la famiglia di Mathilda, mentre lei si salva poiché fuori casa; al suo rientro, rendendosi conto di quanto è accaduto, suona al campanello di Léon, il quale, dopo un attimo di indecisione e avendo osservato l’accaduto, la fa entrare.
L’edificio sulla 97ma strada di Manhattan dove abita Léon e il negozio nel quale compra i suoi due litri di latte

In breve Mathilda scopre l’arsenale di Léon e capisce prontamente la sua professione; l’uomo, la notte stessa, pensa di disfarsi della ragazzina ma non riesce a contravvenire alla sua regola, per cui, confuso, ripone l’arma dopo averla puntata alla testa di Mathilda dormiente. Inizia così il rapporto tra i due, caratterizzato dall’iniziale difficoltà di Léon a rapportarsi con una ragazza e dal desiderio di Mathilda di vendicare il fratellino e dal suo scoprirsi innamorata dell’uomo. Léon accetta di insegnarle il mestiere del sicario mentre Mathilda, che in cambio si occupa della casa e gli insegna a leggere, introdottasi nella sua vecchia abitazione recupera il gruzzolo nascosto e contemporaneamente scopre la vera identità di Stansfield. Dopo aver offerto inutilmente al sicario il denaro per eliminarlo, Mathilda decide di farsi giustizia da sé lasciandogli un biglietto e il denaro per vendicarla nel caso non ci fosse riuscita: Léon si precipita alla sede della DEA e riesce a salvare Mathilda, il cui piano è fallito, uccidendo due degli uomini di Stansfield. Questi, infuriato, impiega poco a rintracciare Léon e gli tende un agguato, forte della sua posizione di alto funzionario, mobilitando una forza d’assalto. Léon, abilissimo e spietato, riesce a mettere in salvo Mathilda e a tenere in scacco gli assalitori; camuffato da agente riesce quasi a sfuggire, quando Stansfield lo riconosce, lo segue e gli spara alle spalle. Poco prima di morire però, Léon, sganciati gli anelli delle granate che teneva sotto il giubbotto antiproiettile, si fa esplodere insieme a Stansfield, vendicando così Mathilda.

Quest’ultima, dopo aver bussato alla porta del datore di lavoro di Léon e aver capito che nessun aiuto le sarebbe giunto da quella parte, torna al collegio che, in precedenza, aveva smesso di frequentare, raccontando la sua storia all’esterrefatta direttrice, per poi piantare nell’immenso giardino della tenuta la piantina di Léon.

Recensione

michaelmoon2nilile

 

 

Il film di Luc Besson, Léon (The Professional), ci regala un’intensa storia che è massimizzata in termini di potenziale dal casting del film fatto da Todd Thaler. Ogni aspetto del film offre al pubblico e rende un pacchetto complessivo impressionante. Jean Reno interpreta un personaggio di nome Léon che ha imparato a reprimere le sue emozioni per svolgere il suo lavoro di “addetto alle pulizie”, o uomo di punta. Il suo mondo isolato è distrutto dalla giovane ragazza di nome Mathilda che vive sullo stesso piano di un condominio. Quando si rivolge a lui per chiedere aiuto, impara a vivere una vita normale, anche se le circostanze che li uniscono sono tutt’altro che normali.

Leon (Jean Reno) è un’anima torturata. Vive nello squallore e nella miseria, mai veramente felice o in pace con se stesso. Dopotutto, è un sicario. Vive tranquillamente da uccidere per uccidere, facendo del male a nessuno che non è stato pagato per assassinare. È un uomo semplicistico, fanciullesco, che vive secondo la sua morale. L’unica cosa che sembra temere sopra ogni altra cosa è il cambiamento.

La performance della dodicenne Natalie Portman nei panni di Mathilda è a dir poco geniale. La sua capacità di relazionarsi con gli altri con movimenti del corpo e gesti facciali è pari a pochi, porta davvero emozioni crude e credibilità a un ruolo difficile. Mathilda e Léon sono inaspettatamente messi insieme, ma imparano a valutare la vita dal loro incontro casuale, e quanto può essere preziosa un’amicizia.

Jean Reno come Léon ci dà un personaggio solenne e calcolato che mette tutta la sua energia nei suoi compiti finché non gli viene dato qualcos’altro di cui preoccuparsi. Mathilda gli dà la figlia che non ha mai avuto, mentre Léon le fa da padre e da amico. Gary Oldman, come l’agente DEA Norman Stansfield corrotto, offre agli spettatori una performance incredibilmente cablata ed elettrica che spinge la pellicola. Muove la storia lungo le sue azioni. Oldman ci offre un ritratto memorabile di un uomo sadicamente ossessionato che non si ferma di fronte a nulla per ottenere quello che vuole.

Senza l’uso eccessivo di effetti speciali, una grande location per le riprese o un cast di fama commerciale, ci viene dato tutto ciò che potrebbe essere richiesto in un film. Portman, Oldman e Reno, insieme a Danny Aiello come l’appaltatore di successo Tony, ci ricordano che non esiste un sostituto per la recitazione. Ci sono elementi di commedia, dramma e azione, e la grande musica originale di Eric Serra aggiunge all’energia che il film incapsula già. La cosa più impressionante del film è la sua storia che è basilare, ma è massimizzata da tutti gli altri elementi che entrano nella realizzazione del film. In poche parole, un film intenso e impressionante.

Il regista francese Luc Besson usa tutto: attori, musica, angoli di ripresa, illuminazione per creare un’esperienza unica – “Non è realismo, non è il naturalismo – è una realtà accresciuta” come diceva Gary Oldman molto bene.

Curiosità

 

 

Léon, con il suo 29º posto nella IMDb Top 250, è il film francese con la posizione più alta in classifica.

L’Empire ha posizionato la pellicola al 227º posto della sua classifica dei 500 migliori film della storia

Il soggetto e la sceneggiatura sono sempre del regista, che ha scelto Jean Reno dopo avergli fatto recitare una parte in Nikita dove l’attore ricopre un ruolo molto simile a questo spietato killer del nuovo film.

Natalie Portman, all’inizio del casting, sembrava troppo giovane per la parte, ma Besson cambiò idea dopo averla vista recitare. Per il ruolo di Mathilda fu presa in considerazione anche Liv Tyler, allora diciassettenne, ma venne ritenuta troppo “vecchia”. Una volta ventiseienne la Portman ha rivelato che la sua partecipazione al film le fece ricevere richieste “sessualmente esplicite” e che queste brutte esperienze l’hanno condizionata molto nelle sue successive scelte lavorative, tanto che per molto tempo si è rifiutata di girare scene di sesso davanti alla cinepresa

La scena in cui Stansfield parla del suo apprezzamento per Ludwig van Beethoven e per il padre di Mathilda è stata completamente improvvisata. La scena è stata girata diverse volte, con Gary Oldman che ha dato una diversa storia improvvisata su ogni ripresa.

Secondo Jean Reno, ha deciso di interpretare Léon come se fosse “un po ‘mentalmente lento” ed emotivamente represso. Sentiva che questo avrebbe fatto rilassare il pubblico e rendersi conto che non era qualcuno che avrebbe approfittato di una ragazza vulnerabile. Reno sostiene che per Léon, la possibilità di un rapporto fisico con Mathilda non è nemmeno concepibile, e come tale, durante le scene in cui viene discussa una tale relazione, Reno ha permesso a Portman di avere un controllo emotivo delle scene.

Durante la scena in cui Stansfield “interroga” il padre di Mathilda, odora il padre e si avvicina molto fisicamente a lui. Secondo Michael Badalucco, non aveva idea che Gary Oldman avrebbe sentito l’odore di lui, né che si sarebbe avvicinato quanto lui. Badalucco dice che nel film, il suo aspetto di disagio durante la scena è completamente genuino, poiché si sentiva decisamente intimidito da Oldman, e la vicinanza fisica tra i due lo rendeva molto nervoso.

Keith A. Glascoe, che interpretava l’enorme Benny, o terzo Stansfield Man, divenne in seguito membro del Corpo dei vigili del fuoco di New York, Ladder Company 21 in Hells Kitchen. Coraggiosamente è morto nel crollo delle torri del World Trade Center l’11 settembre 2001.

Questo è il debutto cinematografico di Natalie Portman. Aveva 11 anni quando fu scritturata.

In un’intervista di Playboy del 2014, Gary Oldman ha detto che urlava l’ormai iconica linea “Portami tutti!” è stato improvvisato per far ridere il regista Luc Besson “nei precedenti girati, ero appena andato,” Portami tutti “, con una voce normale, ma poi ho spinto il ragazzo del suono a togliersi le cuffie, e ho urlato forte come meglio potevo.” Il girato urlato è quello usato nel film.

I genitori di Natalie Portman erano estremamente preoccupati per le scene di fumo nel film, e prima che permettessero a Natalie di apparire, hanno elaborato un contratto con Luc Besson che aveva rigidi mandati per quanto riguarda la raffigurazione del fumo; potevano esserci solo cinque scene di fumo nel film, Portman non sarebbe mai stata vista per inalare o esalare fumo, e Mathilda si sarebbe arresa durante il corso del film. Se si guarda attentamente il film, si può vedere che tutti questi mandati erano rigidamente rispettati; ci sono esattamente cinque scene di fumo, Portman non si vede mai inspirare una sigaretta, né ha mai visto il fumo esalare, e Mathilda si arrende davvero nel corso del film (nella scena fuori dal ristorante italiano, quando Leon chiede a lei per smettere di fumare, smettere di bestemmiare, e non uscire con “quel tipo. Sembra un tipo strano”).

Natalie Portman ha dichiarato che la scena in cui si è vestita da Marilyn Monroe è stata ispirata da una scena che ha visto in Fusi di testa (1992). Ha ammesso che all’epoca in cui Léon è stato girato non aveva mai visto nessun film interpretato dalla Monroe.

Uscite all’estero
France     14 September 1994
USA     18 November 1994
Peru     1995
Denmark     13 January 1995
Germany     19 January 1995
Norway     20 January 1995
UK     3 February 1995
Argentina     9 February 1995
Ireland     10 February 1995
Taiwan     11 February 1995
Brazil     17 February 1995
Finland     17 February 1995
Sweden     24 February 1995
Japan     25 March 1995
Spain     6 April 1995
Greece     6 April 1995
Italy     7 April 1995
Australia     27 April 1995
Portugal     28 April 1995

Titoli all’ estero

Argentina     El perfecto asesino
Austria     Leon – Der Profi
Australia     Léon: The Professional
Bulgaria (Bulgarian title)     Леон
Brazil     O Profissional
Canada (French title)     Le professionnel
Canada (English title)     Léon: The Professional
Czech Republic     Léon
Germany     Léon – Der Profi
Denmark     Leon
Spain     El profesional (Léon)
Spain (Catalan title)     El professional
Finland     Leon
Finland (alternative spelling)     Léon
UK     Leon
Greece     Léon
Italy     Léon
Japan (English title)     Léon
Mexico     El perfecto asesino
Norway     Léon
New Zealand (English title)     Léon: The Professional
Peru     El perfecto asesino
Russia     Леон
Sweden     Léon
Turkey (Turkish title)     Sevginin Gücü
USA     Léon: The Professional
USA (theatrical title)     The Professional
Uruguay     El perfecto asesino
South America (Spanish title)     El perfecto asesino

Locations

 

 

Paris, France
(Leon’s apartment interiors)

Chelsea, Manhattan, New York City, New York, USA

Hoboken, New Jersey, USA

71 97th Street, Upper East Side, Manhattan, New York City, New York, USA
(exteriors: Mathilda’s hotel)

East Harlem, Manhattan, New York City, New York, USA

Guido’s – 511 9th Avenue, New York City, New York, USA
(Tony’s restaurant in Little Italy)

Supreme Macaroni Restaurant – 511 9th Avenue, Manhattan, New York City, New York, USA

Upper East Side, Manhattan, New York City, New York, USA

Wall Street, Manhattan, New York City, New York, USA

Manhattan Municipal Building – 1 Centre Street, Manhattan, New York City, New York, USA

Chelsea Hotel – 222 West 23rd Street, Chelsea, Manhattan, New York City, New York, USA
(interiors: Mathilda’s hotel corridor and stairwell)

Chinatown, Manhattan, New York City, New York, USA

El Barrio, Manhattan, New York City, New York, USA

Manhattan, New York City, New York, USA

West New York, New Jersey, USA

7th Avenue and W 54th Street, New York City, New York, USA
(Opening titles)

East Broadway and Market Street, New York City, New York, USA
(Opening titles)

Mulberry Street and Grand Street, New York City, New York, USA
(Opening titles)

New York City, New York, USA

Spanish Harlem, Manhattan, New York City, New York, USA

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Titolo originale    Léon
Lingua originale    inglese
Paese di produzione    Francia
Anno    1994
Durata    110 min (versione cinematografica)
127 min (versione internazionale)
136 min (versione integrale)
Rapporto    2,35:1
Genere    azione, thriller
Regia    Luc Besson
Soggetto    Luc Besson
Sceneggiatura    Luc Besson
Produttore    Bernard Grenet
Produttore esecutivo    Claude Besson
Casa di produzione    Gaumont
Fotografia    Thierry Arbogast
Montaggio    Sylvie Landra
Effetti speciali    Nick Allder
Musiche    Éric Serra
Scenografia    Dan Weil
Costumi    Magali Guidasci

Interpreti e personaggi

Jean Reno: Léon
Natalie Portman: Mathilda
Gary Oldman: Norman Stansfield
Danny Aiello: Tony
Peter Appel: Malky
Michael Badalucco: padre di Mathilda
Ellen Greene: matrigna di Mathilda
Elizabeth Regen: sorellastra di Mathilda
Robert LaSardo: cliente #1
Frank Senger: uomo minacciato da Léon
Maïwenn: prostituta
Don Creech: uomo di Stansfield
Willi One Blood: uomo di Stanfield
Keith A. Glascoe: uomo di Stanfield
Adam Busch: Manolo
Samy Naceri: membro della Swat

Doppiatori italiani

Massimo Corvo: Léon
Valentina Mari: Mathilda
Tonino Accolla: Stansfield
Giorgio Lopez: Tony
Davide Marzi: Malky
Enzo Avolio: padre di Mathilda
Luigi Ferraro: cliente #1

FOTO E POSTERS

 

 

 

 

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