L’Esorciccio

L’esorciccio è un film italiano del 1975 diretto e interpretato da Ciccio Ingrassia. Parodia del famoso L’esorcista (1973), è il secondo film diretto da Ingrassia dopo Paolo il freddo (parodia di Paolo il caldo).

Durante degli scavi archeologici in Iran l’Esorciccio scopre un amuleto, che ha il potere di rendere diabolico chiunque ne venga in possesso.

Questo amuleto viene ritrovato dal figlio del Sindaco di un paese della provincia di Roma, Santa Lucia, durante una partita di calcetto tra ragazzi. Come primi segni della possessione il ragazzino abbatte un albero con la palla e, dopo la partita, violenta una contadina nei pressi del campo da gioco. Il giorno successivo la ragazza, accompagnata dalla madre, va a casa del sindaco per chiedere un matrimonio riparatore. Pasqualino non crede alla storia, anzi pensa che sia una macchinazione ordita da Turi Randazzo, suo avversario politico, per screditarlo. La notte stessa il ragazzo abusa anche della domestica e il padre trova nella camera del figlio un gran quantità d’indumenti intimi femminili.

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L’esorciccio

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Davanti a queste evidenze il padre fa visitare il ragazzo dal dottor Schnautzer, il quale consiglia di rivolgersi all’Esorciccio. Una volta giunto a casa del Sindaco, l’Esorciccio procede al rituale ma viene aggredito dall’indemoniato ragazzo il quale, durante il tentativo di strangolarlo, perde l’amuleto e “guarisce”.

L’amuleto viene però raccolto dalla figlia del sindaco, Barbara, promessa in sposa al nipote di Monsignor Evaristo, Sisto. Di conseguenza la ragazza, timida e mite, si trasforma in una ‘femme fatale’. L’Esorciccio viene richiamato e procede a scacciare il maligno: visto l’insuccesso dell’esorcismo preliminare, sfodera dalla tasca il libretto rosso di Mao Zedong, invocando il suo intervento. Alla fine la ragazza aggredisce l’Esorciccio, e nella breve lotta perde l’amuleto, tornando come prima.

Tuttavia l’amuleto è raccolto dalla madre la quale, il giorno successivo, si sveglia con una lunga barba. L’Esorciccio decide di portarla dal barbiere per raderla e per nascondere il fatto fa travestire la signora da frate cappuccino. Tuttavia nella bottega è presente anche Turi Randazzo, l’avversario politico del sindaco. Benché il barbiere tagli la barba questa ricresce ogni volta e la signora, esasperata, inizia a urlare. L’Esorciccio la nasconde nel retrobottega nel quale la signora perde l’amuleto e con esso la barba. Non dovendo più nascondersi esce dal barbiere, ma Turi, insospettito, entra nel retrobottega e trova il saio che la signora indossava per sviare l’identità. Ipotizzando una relazione tra la moglie del sindaco e i frati, volta a guadagnare consensi elettorali, Turi chiama a testimoniare in piazza il barbiere Antonio Sgrò, conosciuto da tutti per la spiccata sincerità, ma questi, avendo raccolto l’amuleto, nega l’accaduto facendo arrestare il candidato sindaco per calunnia.

Ormai senza avversari Pasqualino vince le elezioni e, per ricompensare il barbiere, gli fa dono di una nuova poltrona. Il barbiere, per ricambiare, dona al sindaco l’amuleto. Durante la cerimonia d’insediamento Pasqualino manifesta la sua possessione urinando davanti a tutti e cantando una canzone rock. Nella foga dell’esibizione perde l’amuleto che passa di mano in mano tra i presenti alla cerimonia scatenando il caos (inoltre sul luogo si presenta Randazzo, che vuole vendicarsi di Sgrò) finché non viene inghiottito dall’Esorciccio.

Alla sera, l’Esorciccio e il sindaco parlano dei fatti accaduti, e il secondo si è ormai convinto che sia tutta opera del diavolo. L’Esorciccio sembra redarguirlo, ma poi si trasforma in un demone e scompare in una nuvola di fumo.

Il film è stato girato con un budget molto limitato, parzialmente autofinaziato dallo stesso Ingrassia. La villa dove è stato allestito il set per l’abitazione del sindaco Pasqualino Abate è di proprietà dello stesso Ingrassia e si trova nelle campagne fuori Roma.

Ubaldo Lay interpreta nel film lo stesso tenente Sheridan che lo aveva reso celebre attraverso gli sceneggiati.

Le location di questo film:

Santa Lucia (ex frazione di Mentana, ora comune a sè: Fonte Nuova), in particolare, la scena iniziale del ritrovamento dell’amuleto (girata in una ex-cava di laterizio, sita in Via Palombarese, proprio all’inizio di Santa Lucia); le scene di casa-Banfi sono state girate nella vera ex residenza di Ciccio, qui, in Via delle Molette (la strada che collega Santa Lucia a Mentana; Ciccio effettivamente ha voluto omaggiare il suo paese inserendo all’inizio del film, nella scena della partita di calcetto, il nome della cittadina.

Altre sequenze sono state girate nella zona artiginale, sempre qui, in una località chiamata “Mezzaluna”, anch’essa tra Santa Lucia e Mentana. Indi per cui sarebbe meglio indicare Fonte Nuova come location principale del film, o perlomeno aggiungerla alla già citata Mentana.

Commento

Il modello di Friedkin è seguito abbastanza fedelmente, anche se, al posto dell’attrice Chris MacNeil e della figlia Regan, qui abbiamo il sindaco di un paese laziale, Pasqualino Abate – interpretato da Lino Banfi (…) al suo primo ruolo da protagonista – sua moglie (Didi Perego), il figlio piccolo e la figlia adolescente.

Esilarante e riuscitissima parodia de L’esorcista, diretta e interpretata da Ciccio, per una volta orfano di Franco, attorniato da uno stuolo di grandi caratteristi (Banfi, Cimarosa, Perego, Poli, Cleri, Baccaro…); camei di Ubaldo Lay nei panni del ten. Sheridan e di Jimmy il Fenomeno in quelli di un… matto. Molte le gag memorabili: dalle mutande da donna collezionate dall’erotomane figlio di Banfi alla performance canora di quest’ultimo.

Paese di produzione     Italia
Anno     1975
Durata     95 min
Colore     colore
Audio     sonoro
Genere     comico, orrore, parodia
Regia     Ciccio Ingrassia
Soggetto     Ciccio Ingrassia
Sceneggiatura     Marino Onorati
Produttore     Rosaria Calì
Casa di produzione     Ingra Cinematografica
Fotografia     Guglielmo Mancori
Montaggio     Rosetta Narducci
Musiche     Franco Godi
Scenografia     Giorgio Postiglione

Interpreti e personaggi

Lino Banfi: Pasqualino Abate
Ciccio Ingrassia: l’Esorciccio
Didi Perego: Annunziata, moglie di Pasqualino
Mimmo Baldi: Satanetto
Salvatore Biondo: Il diavolo dell’amuleto
Barbara Nascimbene: Barbara Abate
Romano Sebenello: Luigino Abate
Gigi Bonos: dottor Schnautzer
Tano Cimarosa: Turi Randazzo
Ubaldo Lay: il Tenente Sheridan
Salvatore Baccaro: la madre di Satanetto
Dante Cleri: Antonio Sgrò
Renato Malavasi: monsignor Evaristo
Franca Haas: Margherita
Ada Pometti: la domestica
Lorenzo Piani: Armando
Roberto Messina: uno degli uomini malmenati da Luigino Abate
Jimmy il Fenomeno (accreditato come Origene Soffrano): il matto del segnale
Ciccio Pasticcio: l’uomo scaraventato fuori dalla finestra dall’esorciccio

Doppiatori italiani

Gino Pagnani: dottor Schnautzer
Francesca Palopoli: la madre di Satanetto
Adriana De Roberto: Barbara Abate (solo nelle parti sotto possessione demoniaca)
Franco Latini: Satanetto; il matto del segnale

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