L’inferno di cristallo

L’inferno di cristallo (The Towering Inferno) è un film catastrofico del 1974 diretto da John Guillermin e Irwin Allen, tratto dai romanzi La torre di Richard M. Stern e l’omonimo L’inferno di cristallo di Thomas N. Scortia e Frank M. Robinson.

Tipica produzione colossal ad alto budget, il cast annoverava, oltre ai protagonisti, anche grandi attori del passato come Fred Astaire, Jennifer Jones e William Holden in ruoli di supporto.

Trama

A San Francisco è in programma l’inaugurazione dell’edificio più alto del mondo (138 piani e 550 metri d’altezza): il grattacielo è stato realizzato dall’imprenditore James Duncan su progetto dell’architetto Doug Roberts.

Alla cerimonia di inaugurazione presenziano circa 300 vip, tra cui il sindaco Ramsay e il senatore Parker; già prima dell’inizio della cerimonia Roberts si accorge che l’impianto elettrico non risponde ad adeguati standard di sicurezza e ne accusa di ciò il genero di Duncan, Roger Simmons, il quale, da responsabile dei lavori elettrici, ha utilizzato materiali scadenti per risparmiare sui costi.

I timori di Roberts si tramutano in realtà quando il surriscaldamento di alcuni cavi provoca un cortocircuito all’81º piano dell’edificio, in un magazzino nel quale è custodito materiale infiammabile. La festa ha inizio ma l’incendio procede indisturbato in quanto neppure i sensori automatici ne rilevano la presenza e, di conseguenza, l’impianto di spegnimento non viene messo in funzione. Solo qualche ora più tardi, osservando del fumo uscire da sotto la porta del magazzino tramite una telecamera di sicurezza a circuito chiuso, il personale della centrale di controllo si accorge del problema e Roberts viene subito avvertito: questi si reca quindi sul posto insieme a un proprio collaboratore, Will Giddings, per un sopralluogo. Lì si trova anche un addetto alla sicurezza, che apre la porta; i due non fanno in tempo ad avvertirlo di non aprirla, perché l’afflusso di ossigeno potrebbe rinvigorire un eventuale focolaio: così infatti succede, e una vampata improvvisa di fuoco colpisce Giddings ustionandolo gravemente. Giddings morirà più tardi in ospedale, e sarà solo la prima vittima della serata.

Roberts riferisce a Duncan dell’incendio, insieme alla necessità di evacuare il salone delle feste, ma questi si rifiuta di farlo; nel frattempo giungono sul posto i vigili del fuoco al comando del capitano Mike O’Halloran; resosi conto della gravità della situazione, O’Halloran ordina a Duncan l’immediata evacuazione del palazzo; viene organizzato un piano di salvataggio attraverso l’ascensore rapido. Il piano ha successo finché le fiamme non ne rendono più consigliabile l’uso: un ulteriore gruppo, ignorando le raccomandazioni e tentando di mettersi in salvo, lo usa ugualmente quando il fuoco ha oramai raggiunto le trombe spargendosi tramite finiture e suppellettili infiammabili, e i fuggitivi non hanno scampo; anche Bigelow e la sua segretaria Lorrie, che si erano appartati negli uffici, trovano la morte accerchiati dalle fiamme. Le esplosioni dovute alle perdite di gas hanno reso impraticabili anche le scale, rendendo quindi impossibile la fuga passando all’interno del palazzo.

Nel frattempo l’incendio ha messo completamente fuori uso l’impianto elettrico e il palazzo è al buio, con i superstiti intrappolati di fatto sulla terrazza panoramica. Un tentativo di salvataggio tramite un elicottero fallisce, perché una raffica di vento causa la collisione del velivolo con il tetto del palazzo uccidendone l’equipaggio e danneggiando ulteriormente la terrazza; giunge in aiuto anche il soccorso navale, che allestisce sul tetto di un edificio limitrofo la base di una teleferica il cui capo opposto viene portato da un altro elicottero sul tetto del grattacielo in fiamme. Si riescono così a portare in salvo le donne; restano solo gli uomini, per i quali era già stata stabilita una turnazione mediante sorteggio, e Duncan aggiunge che lui e Simmons — quest’ultimo completamernte ubriaco — saranno gli ultimi a lasciare l’edificio. Lo stesso Simmons, preso dal panico, tenta la fuga salendo sulla teleferica a discapito degli altri, ma ne nasce una colluttazione nella quale resta coinvolto anche il senatore Parker, che viene spinto nel vuoto, e un’ulteriore esplosione causa il distacco del cavo della teleferica provocandone la caduta nel vuoto con Simmons a bordo.

O’Halloran e Roberts tentano quindi un’ultima disperata carta: l’esplosione dei serbatoi idrici alla sommità del palazzo, che contengono quattro milioni di litri di acqua per spegnere l’incendio. I due minano il fondo esterno dei serbatoi con esplosivo C-4 e tornano nel salone sottostante: l’esplosione provoca una inondazione che miete altre vittime, ma alla fine l’incendio è domato. Il conteggio finale delle vittime conta circa 200 morti.

Commento

Il film racconta la storia dell’edificio più alto del mondo (The Glass Tower) a San Francisco in cui avviene un cortocircuito all’impianto elettrico e che sviluppa un grande incendio (81 ° piano). Il fuoco si diffonde rapidamente minacciando di uccidere tutti all’ultimo piano (hanno una festa per l’apertura della torre). Con l’aiuto di un architetto determinato (Doug Roberts interpretato da Paul Newman) ed un gruppo di pompieri diretti dal capo Michael O’Hallorhan (Steve McQueen), si fanno enormi sforzi per cercare di fermare il fuoco e tenerlo sotto controllo con qualsiasi mezzo necessario.

Il concetto del film era basato su due romanzi, The Tower di Richard Martin Stern e The Glass Inferno di Thomas N. Scortia e Frank M. Robinson. E sebbene il film prenda pochi spunti per la trama, li compensa con azione e suspense implacabili. Sì, ci sono molti morti da scene di fuoco nel film che scuotono alla prima visione ma sono un elemento importante per mantenere lo spettatore aggrappato allo schermo.

Nel cast sono presenti inoltre William Holden nella parte di James Duncan (il costruttore), abbiamo Fred Astaire nella parte di Harlee Claiborne (Astaire è stato nominato per il miglior attore non protagonista dall’Accademia), abbiamo Richard Chamberlain nella parte di Roger Simmons (ingegnere elettrico) e non dimentichiamo l’ex NFL che Oj Simpson nella parte di Harry Jernigan (Capo della sicurezza).

L’incendio di cristallo è una produzione epica e quando si avvicina sempre più alla sua conclusione, abbiamo il piacere di vedere due grandi attori (Newman e McQueen) che tentato di fermare un incendio che distrugge tutto sul suo cammino. Vedere queste due leggende di Hollywood sullo schermo da’ molta gratificazione. Basta, prendete un grosso secchio di popcorn, sedetevi e godetevi la corsa.

Curiosità

 

 

Durante il film, uno degli incendi riprodotti divampo’ senza controllo in uno dei set e Steve McQueen si trovo’ ad aiutare rapidamente i veri pompieri per spegnerlo. Uno dei pompieri, riconoscendo l’ attore disse: ” Quando lo raccontero’ a mia moglie non ci credera’ mai.” Steva McQueen replico:”Nemmeno la mia”.

William Holden chiese il piu’ alto compenso, tuttavia la sua carriera era cosi’ in declino che fu solo il terzo compenso dopo Newman e McQueen che ebbero lo stesso compenso e numeri di battute nel film.

Paul Newman fece tutte le scene di azione pericolose senza l’aiuto di controfigure.

Dei 57 sets costruiti per il film, solamente otto rimasero in piedi.

1000 veri pompieri furono assunti durante la produzione del film.

Il fim fu il piu’grande incasso del 1974.

Paul Newman e Steve McQueen presero come compenso 1 milione di dollari ed il 7.5% degli incassi.

Il pensiero costante di Steve McQueen durante il film, era che l’ elmetto da pompiere lo facesse somigliare ad un idiota.

Ci fu molta rabbia in Steve McQueen quando scopri’ che Paul Newman aveva 12 frasi in piu’ di dialoghi, rispetto a lui.

Steve McQueen suggeri’ Clint Eastwood, Jack Nicholson e Robert Redford come co-protagonista.

Sessanta controfigure produssero piu’ di 200 scene pericolose.

Dopo una giornata particolarmente intensa di lavoro sul set, Paul Newman invito tutto il team degli effetti speciali e mangiare popcorn appena fatti e birra a volonta’ fuori dal suo caravan.

Nonostante i personaggi principali siano essenzialmente quelli interpretati da Paul Newman e Steve McQueen, il film presenta il tipico aspetto colossal nel budget e nel cast, che anche per personaggi di contorno prevede interpreti di grosso nome: prodotto da Irwin Allen e distribuito negli Stati Uniti dalla 20th Century Fox e, nel resto del mondo, dalla Warner Bros., il film costò più di 14 milioni di dollari dell’epoca (ma ne guadagnò quasi 140 , 116 dei quali solo negli Stati Uniti) e vantò la presenza di numerosi artisti che avevano conosciuto grande fama nei decenni passati: William Holden, Fred Astaire, Jennifer Jones; tra gli attori emergenti già tuttavia famosi, figurano Susan Blakely, Faye Dunaway e Richard Chamberlain; O. J. Simpson era quasi esordiente, essendo al suo secondo film e ancora attivo come giocatore di football americano.

Da notare che l’allora settantacinquenne Fred Astaire, mai candidato precedentemente per il premio Oscar durante la sua ultraquarantennale carriera cinematografica, ricevette la sua unica nomination nel 1975 proprio in occasione della sua performance nell’Inferno di cristallo, anche se il premio andò a Robert De Niro per la sua interpretazione nel Padrino parte II. Astaire fu tuttavia premiato con il Golden Globe 1975[3] e il BAFTA 1976. Due ulteriori Golden Globe furono assegnati ad altrettante attrici, Susan Flannery (premio alla miglior debuttante), al suo esordio cinematografico e Jennifer Jones (miglior attrice non protagonista), altresì, al suo ultimo film.

 

 

1975 – Premio Oscar
Migliore fotografia a Fred J. Koenekamp e Joseph F. Biroc
Miglior montaggio a Harold F. Kress e Carl Kress
Miglior canzone (We May Never Love Like This Again) a Al Kasha e Joel Hirschhorn
Nomination Miglior film a Irwin Allen
Nomination Miglior attore non protagonista a Fred Astaire
Nomination Migliore scenografia a William J. Creber, Ward Preston e Raphael Bretton
Nomination Miglior sonoro a Theodore Soderberg e Herman Lewis
Nomination Miglior colonna sonora a John Williams
1975 – Golden Globe
Miglior attore non protagonista a Fred Astaire
Migliore attrice debuttante a Susan Flannery
Nomination Miglior attrice non protagonista a Jennifer Jones
Nomination Migliore sceneggiatura a Stirling Silliphant
Nomination Miglior canzone (We May Never Love Like This Again) a Al Kasha e Joel Hirschhorn

1975 – David di Donatello
Miglior film straniero a John Guillermin
1976 – Premio BAFTA
Miglior attore non protagonista a Fred Astaire
Miglior colonna sonora a John Williams
Nomination Migliore scenografia a William J. Creber
Nomination Migliore fotografia a Fred J. Koenekamp
1975 – American Cinema Editors
Nomination Miglior montaggio a Harold F. Kress e Carl Kress
1978 – Golden Screen
Golden Screen Award

COMPRA DVD U.S. AND CANADA ON AMAZON

Uscite all’ estero

USA 16 December 1974 (Los Angeles, California) (premiere)
USA 19 December 1974 (New York City, New York)
Singapore 1 January 1975
UK 30 January 1975
Argentina 20 February 1975
Sweden 3 March 1975
West Germany 6 March 1975
Italy 7 March 1975
France 12 March 1975
Netherlands 13 March 1975
Belgium 14 March 1975 (Gent)
Denmark 21 March 1975
Finland 21 March 1975
Greece 21 March 1975
Australia 27 March 1975
Spain 31 March 1975 (Madrid)
Ireland 30 May 1975
Japan 7 June 1975
United Arab Emirates 26 July 1975
Hong Kong 16 October 1975
South Korea 13 December 1975
Mexico 1 January 1976
Thailand 1 January 1976
India 10 April 1976
Poland 1977
Egypt 23 August 1978
Hungary 21 September 1978
Turkey February 1980
East Germany 13 November 1981
Pakistan 4 July 1987
China 1 June 1990
Vietnam 4 July 2005

Titoli all’ estero

(original title) The Towering Inferno
Argentina Infierno en la torre
Austria Flammendes Inferno
Belgium Wolkenkrabber in Vlammen
Bulgaria (Bulgarian title) Ад под небето
Brazil Inferno na Torre
Canada (French title) La tour infernale
Canada (English title) The Towering Inferno
Czechoslovakia Sklenené peklo
Germany Flammendes Inferno
Denmark Det tårnhøje helvede
Estonia Leegitsev pilvelõhkuja
Spain El coloso en llamas
Finland Liekehtivä torni
Finland (Swedish title) Skyskrapan brinner
France La tour infernale
Greece (transliterated ISO-LATIN-1 title) O pyrgos tis Kolaseos
Greece Ο πύργος της Κολάσεως
Croatia Pakleni toranj
Hungary Pokoli torony
Italy L’inferno di cristallo
Japan Tawâringu inferuno
South Korea (alternative transliteration) The towering
Mexico Infierno en la torre
Norway Inferno i flammer
Poland Plonacy wiezowiec
Portugal A Torre do Inferno
Romania (poster title) Infernul din zgarie-nori
Serbia Pakleni toranj
Sweden Skyskrapan brinner!
Soviet Union (Russian title) Вздымaющийся ад
Thailand (Thai title) Nrk thi pheim khun
Turkey (Turkish title) Yangin kulesi
Venezuela Infierno en la torre
West Germany Flammendes Inferno

Locations

 

 

2898 Vallejo Street, Pacific Heights, San Francisco, California, USA
(Roger and Patty Simmons’ house)

Bank of America Building – 555 California Street, San Francisco, California, USA
(exterior entrance and lower lobby)

20th Century Fox Ranch, Malibu Creek State Park – 1925 Las Virgenes Road, Calabasas, California, USA
(Glass Tower miniature sequences – exterior)

Hyatt Regency Hotel – 5 Embarcadero Center, San Francisco, California, USA
(lobby scenes)

San Francisco, California, USA

Fairmont Hotel – 950 Mason Street, Nob Hill, San Francisco, California, USA

Grace Cathedral Episcopal Church – 1100 California Street, San Francisco, California, USA

San Francisco Fire Department, Fire Station 38 – 2150 California St, San Francisco, California, USA
(fire station scenes)

Stage 16, 20th Century Fox Studios – 10201 Pico Blvd., Century City, Los Angeles, California, USA
(studio)

Stage 8, 20th Century Fox Studios – 10201 Pico Blvd., Century City, Los Angeles, California, USA
(studio)

Stage 6, 20th Century Fox Studios – 10201 Pico Blvd., Century City, Los Angeles, California, USA

 

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Titolo originale The Towering Inferno
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1974
Durata 165 min
Genere catastrofico, drammatico
Regia John Guillermin
Soggetto Frank M. Robinson
Thomas N. Scortia
Richard Martin Stern
Sceneggiatura Stirling Silliphant
Produttore Irwin Allen
Produttore esecutivo Sidney Marshall
Distribuzione (Italia) Warner Bros.
Fotografia Jim Freeman Fred J. Koenekamp
Montaggio Carl Kress, Harold F. Kress
Effetti speciali Douglas Trumbull
Musiche John Williams
Scenografia William J. Creber
Costumi Paul Zastupnevich

Interpreti e personaggi

Paul Newman: Doug Roberts
Steve McQueen: Mike O’Halloran
William Holden: James Duncan
Fred Astaire: Harlee Claiborne
Faye Dunaway: Susan Franklin
Richard Chamberlain: Roger Simmons
Susan Blakely: Patty Duncan Simmons
Jennifer Jones: Lisolette Mueller
Carol McEvoy: Mrs. Allbright
Mike Lookinland: Phillip Allbright
Carlena Gower: Angela Allbright
Sheila Matthews: Paula Ramsy
Jack Collins: sindaco Robert Ramsy
O.J. Simpson: Harry Jernigan
Gregory Sierra: Carlos
Norman Burton: Will Giddings
Robert Vaughn: senatore Gary Parker
Robert Wagner: Dan Bigelow
Susan Flannery: Lorrie
Don Gordon: Kappy
Scott Newman: giovane pompiere

Doppiatori italiani  Edizione originale

Giuseppe Rinaldi: Doug Roberts
Sergio Rossi: Mike O’Hallorhan
Giorgio Piazza: James Duncan
Giulio Panicali: Harlee Claiborne
Vittoria Febbi: Susan Franklin
Sandro Iovino: Roger Simmons
Simona Izzo: Patty Duncan Simmons
Anna Miserocchi: Lisolette Mueller
Lydia Simoneschi: Paula Ramsy
Sergio Fiorentini: sindaco Robert Ramsy
Glauco Onorato: Harry Jernigan
Renato Mori: Will Giddings
Pino Colizzi: Dan Bigelow

Ridoppiaggio del 2003

Massimo Corvo: Doug Roberts
Luigi La Monica: Mike O’Hallorhan
Vittorio Di Prima: James Duncan
Antonio Guidi: Harlee Claiborne
Emanuela Rossi: Susan Franklin
Christian Iansante: Roger Simmons
Francesca Fiorentini: Patty Duncan Simmons
Sonia Scotti: Lisolette Mueller
Angiolina Quinterno: Paula Ramsy
Stefano Mondini: Harry Jernigan
Mauro Gravina: Dan Bigelow
Loris Loddi: Kappy

 

FOTO E POSTERS

 

 

 

 

 

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