L’Uomo Venuto Da Chicago

L’uomo venuto da Chicago (Un condé) è un film del 1970, diretto da Yves Boisset.

Trama

Robert Dassa, gestore di un night-club, viene ucciso dagli uomini del “mandarino”, noto trafficante di stupefacenti, perché non vuole vendere droga nel suo locale. Anche la sorella Hélène viene avvertita in modo violento per mettersi in regola con le direttive del boss. Ma lei, insieme a Dan, ex-socio di Robert, è decisa a non cedere ai ricatti.

 

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L’Uomo Venuto Da Chicago

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Si occupano delle indagini l’ispettore Barnero e il suo amico e collega Favenin. Durante un’irruzione per arrestare il “mandarino”, Barnero viene ucciso. Il fatto sconvolge l’ispettore Favenin che architetta un piano machiavellico per arrestare tutta la banda e vendicare l’amico, anche contro il parere del suo diretto superiore. Alla fine vincerà ma andrà incontro a conseguenze spiacevoli.

Commento

Polar di esemplare, hemingwayana asciuttezza, secondo una ricetta di cui solo i francesi possedevano il segreto. Anarchica e disillusa, segnata dal Fato e dal valore dell’amicizia, tesa e serrata, ottimamente recitata.

Il film di Yves Boisset è una sorta di versione frances di Dirty Harry, un thriller poliziesco che solleva le domande imbarazzanti su come i buoni potranno intervenire per risolvere il disordine della società. L’ispettore Favenin (Michel Bouquet) indubbiamente va troppo oltre. Quando il suo partner idealistico ma inefficace viene ucciso, perseguendo i colpevoli di una vendetta tra gangsters (un inseguimento istigato da Favenin stesso), il poliziotto impazzito, rendendosi conto che i metodi convenzionali della polizia non funzioneranno, prende le cose nelle proprie mani usando i suoi metodi.

In un primo momento, è difficile resistere nell’ incoraggiarlo mentre diventa il peggiore dei banditi utilizzando i propri metodi. Ma quando il suo spietato tentativo di vendetta comincia a colpire i personaggi più simpatici della storia, incluso un uomo essenzialmente decente che viene picchiato davanti al figlio, siamo costretti a mettere in discussione le nostre simpatie.

La direzione funzionale e minimalista di Boisset, pur senza la fiamma stilistica di Melville, serve bene la storia e rende le frequenti esplosioni di violenza ancora più sconvolgenti. Bouquet si esprime bene nella parte delil Favenin morbido, solitario, abbottonato e quasi-psicopatico, un carattere più complesso (e spaventoso perché imprevedibile) di quello di Eastwood, Harry Callaghan. Mentre in “Dirty Harry” i metodi dell’eroe sono discutibili ma i suoi obiettivi sono moralmente corretti, Favenin ha chiaramente più motivi personali che non sono necessariamente coerenti con il bene pubblico. Anche così, il suo capo pragmatico è disposto a trascurare le sue azioni a condizione che possano essere nascoste e ben coperte.

In un ruolo minore, Michel Constantin, un protagonista di molti film gangster francesi, dà una delle sue migliori performance qui; il suo confronto con Favenin è un punto culminante del film.

Efficace anche la musica (di riporto) che tiene il film, al debutto dei ’70, ancorato al decennio precedente. Le due anime del polar francese sono equamente rappresentate: il poliziesco, nelle imprese dell’ispettore hard-boiled che affronta il crimine ad armi pari, e il noir, nei violentissimi regolamenti di conti fra bande di gangsters; su entrambi cala la luce crepuscolare della disillusione e della solitudine, riflessi nel volto pietrigno ed introspettivo di un magnifico Bouquet e nel suo dialogo con Constantin.Bouquet è il migliore, ma anche i nostri Garko (lui il personaggio del titolo) e Celi fanno la loro bella figura. Deliziosa la Fabian.

Curiosità

 

 

L’attore Rufus confessò che la sequenza della tortura lo aveva terrorizzato specialmente per la incredibile performance di Michel Bouquet come spietato e brutale poliziotto.

Michèle Mercier era stata scelta per la parte della protagonista femminile ma fu  Françoise Fabian a prenderne il posto. Yves Boisset ando’ in visita alla Mercier con lo sceneggiatore Antoine Blondin ma Blondin fu cosi’ odioso ed ubriaco che la Mercier caccio’ di casa Boisset e Blondin .

la sceneggiatura fu scritta da Claude Veillot,  al posto di Antoine Blondin.

Uscite all’estero

France     5 October 1970
Sweden     15 February 1971
Netherlands     18 February 1971
West Germany     6 May 1971
USA     26 May 1971     (New York City, New York)
Finland     30 July 1971
Denmark     30 August 1971
Ireland     7 July 1972
Japan     23 December 1972
Peru     December 1975

Titoli all’ estero

(original title)     Un condé
Brazil     O Chefão
Denmark     Politigangsteren
Finland     Pahaa ei tapa pirukaan
UK     Blood on My Hands
Greece (transliterated ISO-LATIN-1 title)     Yperano dikaiosynis
Ireland (English title)     Blood on My Hands
Italy     L’uomo venuto da Chicago
Netherlands     Inspecteur Favenin, ‘n genadeloze smeris
Peru     Un tira
Sweden     Snuten
USA (alternative title)     Murder-Go-Round
USA     The Cop
West Germany     Ein Bulle sieht rot
West Germany (video title)     Eiskalt und ohne Gnade
Yugoslavia (Serbian title) (literal title)     Dozvola za ubijanje

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Titolo originale Un condé
Lingua originale francese
Paese di produzione Francia, Italia
Anno 1970
Durata 95 min.
Colore colore
Audio mono
Genere thriller, poliziesco
Regia Yves Boisset
Soggetto Pierre Lesou (romanzo)
Sceneggiatura Yves Boisset, Sandro Continenza, Claude Veillot
Produttore Véra Belmont
Casa di produzione Empire Films, Stéphan Films
Fotografia Jean-Marc Ripert
Montaggio Vincenzo Tomassi
Musiche Antoine Duhamel

Interpreti e personaggi
Michel Bouquet: ispettore Favenin
Françoise Fabian: Hélène Dassa
Gianni Garko: Dan Rover
Michel Constantin: Viletti
Anne Carrère: Christine
Rufus: Raymond Aulnay
Théo Sarapo: Lupo
Henri Garcin: Georges Duval, detto “bel sorriso”
Pierre Massimi: Robert Dassa
Bernard Fresson: ispettore Barnero
Adolfo Celi: capo della polizia
Jean-Claude Bercq: Germain
Marcel Gassouk:
Noëlle Leiris:
Georges Lucas:
Roger Lumont: portiere
Georges Montant:
Serge Nubret: barista del locale
Henri Poirier: avvocato di Dan
Jean Reney:
Jean-Marie Robain:
Jacques Sempey:
Stéphan Holmes: un giovane
Francis Cosne: Tavernier, detto “Il Mandarino” (non accreditato)
Michel Peyrelon: ispettore Tabassant Rover (non accreditato)

Doppiatori italiani
Emilio Cigoli: ispettore Favenin
Giancarlo Maestri: Dan Rover
Michele Kalamera: Tavernier, detto “Il Mandarino”

 

FOTO E POSTERS

 

 

 

 

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