Matalo

Matalo! è un film del 1970, diretto da Cesare Canevari.

È considerato uno dei più violenti e originali spaghetti-western. Fu presentato al Festival di San Sebastian.

Trama

<< Ehi, gente! È più facile amare Dio che il prossimo, perché Dio non ti frega mai.>> (Burt)

Burt (Corrado Pani) è un avido, cinico e spietato fuorilegge che viene condannato all’impiccagione per aver ucciso un uomo. Al momento della condanna viene salvato da un gruppo di banditi, che compiono una strage nella cittadina, eliminando indistintamente civili e funzionari della legge. Durante il massacro, Burt seduce la vedova dell’uomo da lui ucciso e poi se ne va dalla città con i banditi. Per la vergogna, la vedova si suicida con la pistola del defunto marito.

Arrivati nel deserto, Burt uccide a colpi di fucile i banditi che l’hanno salvato, quindi li deruba e si unisce a una banda composta da due uomini, Philip (Luis Davila), il violento capobanda, Theo (Antonio Salinas), pericoloso psicopatico, e Mary (Claudia Gravy), donna spietata e sadica. Quest’ultima è l’amante di Philip, sebbene sia evidente che abbia una relazione con Burt ed è incurante dell’attrazione che Theo prova per lei, un tempo ricambiata ma in seguito respinta in quanto Theo “non vale niente”.

Il gruppo decide di assaltare una diligenza, che trasporta 250.000 dollari. Durante la rapina Burt viene colpito. I complici, credendolo morto, raggiungono col bottino una cittadina abbandonata, Benson City. Loro intento è rimanervi nascosti per qualche giorno. Poco dopo scoprono che nella cittadina ormai fantasma vi vive ancora la vecchia Costance Benson (Anna Maria Noè), la fondatrice della cittadina. I tre balordi la sequestrano.

Qualche giorno dopo a Benson City arrivano una vedova, Bridget (Anna Maria Mendoza ) e un giovane australiano di natura pacifica di nome Ray (Lou Castel), che non usa pistole per difendersi, ma un boomerang.

Philip, Mary e Theo sequestrano i due, e iniziano a seviziarli, per capire chi li manda. Ma Ray, approfittando di una momentanea assenza di Philip e di Mary, riesce a liberarsi e a preparare la sua vendetta. Costance lo vede come l’uomo adatto a ridare la prosperità da tempo mancata alla sua città. Intanto Burt, che si è salvato ed è d’accordo con Mary, attende il momento giusto per impossessarsi del denaro, nascosto in uno scrigno legato alla sella di un asino.

Il ritorno di Burt scatena una violenta sparatoria, dove Philip e Mary si uccidono a vicenda. Ray si vendica uccidendo Theo a colpi di boomerang. Rimangono in vita solo Burt, Ray, Bridget e Costance. Burt tenta di sparare a Ray, ma viene da quest’ultimo disarmato. Vedendo la grande agilità dell’avversario, Burt inizia a trattare con Ray per dividersi il denaro. Costance, invece, cerca di spronare Ray ad usare i soldi per ricostruire Benson City. Le trattative terminano con la donna che spara una fucilata alle spalle di Burt, per poi essere uccisa da quest’ultimo a colpi di revolver. In quel momento, l’asino se ne va dalla città, portandosi dietro lo scrigno col denaro rapinato. Burt, disperato e mortalmente ferito, monta sul suo cavallo e si getta al suo inseguimento.

Ray, non curandosi del bottino lasciato dai banditi, si allontana con Bridget. Benson City ripiomba nella desolazione e in un silenzio di morte.

Recensione

 

 

Questo emerge come uno Spaghetti Western eccezionale, anche se eccentrico, che sicuramente dà quel famigerato tocco ad un film di genere.

Sebbene sia stato semplicemente tracciato abbastanza facilmente – con la sceneggiatura stessa in modo ammirevolmente laconico – ed efficacemente impostato (per la maggior parte) in una città fantasma, è essenzialmente un mood-piece: stilizzato fino alla fine, il film è caratterizzato da un virtuoso lavoro fotografico e da un audace montaggio; tuttavia, il tono generale – sostenuto dai notevoli suoni sperimentali electro-rock creati da Mario Migliardi – è senza sforzo ipnotico.

Altrettanto interessante è il cast: lo spaghettiere western regolare Lou Castel come l’improbabile eroe (che, ammettendo di non essere abile nel maneggiare le pistole, utilizza boomerang per le armi durante il film pieno di corpo a corpo!); Corrado Pani – sicuramente uno dei cattivi più cattivi del genere – porta un tocco di hippiedom nel Vecchio West, di attualità, fino alla fine degli anni ’60 (il film è, per fortuna, libero dalla politica che ha informato molti sforzi analoghi degli ultimi giorni)! Per inciso, entrambe queste stelle sono fuori dallo schermo per un periodo di tempo eccessivo – permettendo così a Claudia Gravy, la lussuriosa protagonista femminile, di prendere il centro della scena (nessuna lamentela!).

I compagni di Pani, quindi, sono ugualmente colorati: uno è l’attuale amante di Gravy, che assume la guida della banda dopo l’inaspettata “uscita” di Pani e l’altro un sadico che brama la ragazza (anche se rifiuta continuamente le sue provocazioni). In effetti, per un film del suo genere, qui c’è un’insolita enfasi sul sesso – tanto in primo luogo, direi, come la violenza … che è presente in modo abbastanza grafico (il fuorilegge sadico picchia Castel ripetutamente con una catena, ma in seguito ha la sua stessa mano calpestata dagli zoccoli di cavallo!).

“Matalo” non è solo un film, è un’esperienza indimenticabile. Diretto da Cesare Canevari; Mario Migliardi ha avuto la libertà di sperimentare con la colonna sonora che ha molti strani rumori distorti e una chitarra psichedelica che è ovviamente contemporanea a Jimi Hendrix.

Puoi contare le scene di dialogo nel film con le dita di una mano. Anche se la gente parla, spesso non è un comodo scambio di informazioni per il pubblico, ma una distrazione senza senso, per esempio nella scena in cui Mary prende in giro Theo mostrando la sua gamba, mentre Philip si vanta di tutto l’oro che ha rubato.

Curiosità

 

 

Matalo! è uno spaghetti western atipico, soprattutto dal punto di vista dello stile. La prima battuta viene pronunciata dopo nove minuti e i dialoghi sono scarni. Inoltre l’uso del boomerang come arma di difesa è anch’esso originale in un western.

Cesare Canevari dichiarò: «La sceneggiatura era ricca di dialoghi, ma io volevo fare un western diverso e così li ho eliminati quasi tutti, lasciando solo quel “Matalo!” pronunciato verso il bambino»

Secondo alcuni racconti trapelati dal set, Lou Castel la notte veniva chiuso a chiave in albergo per evitare guai, nella Spagna ancora franchista.

È stato omaggiato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia del 2007, all’interno della retrospettiva sugli spaghetti-western.

Uscì in Francia come Matalo e in Germania come Willkommen in der Hölle.

Uscite all’estero

Italy 22 October 1970
West Germany 26 March 1971
Spain 27 March 1971
Austria May 1971
France 2 February 1972 (Paris)

Titoli all’ estero

(original title) ¡Mátalo!
Brazil Matá-lo
Chile Mátalo
Finland Kolmen kopla
Greece (transliterated ISO-LATIN-1 title) Kremaste ta ktini
Italy Mátalo
Sweden Det stora klippet
USA (bootleg title) Kill Him!
West Germany Willkommen in der Hölle

Locations

 

 

Almería, Andalucía, Spain

Madrid, Spain

Rome, Lazio, Italy

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Titolo originale Matalo!
Lingua originale spagnolo
Paese di produzione Italia, Spagna
Anno 1970
Durata 94 min
Genere western
Regia Cesare Canevari
Soggetto Mino Roli, Nino Ducci, Eduardo M. Brochero
Sceneggiatura Mino Roli, Nino Ducci, Eduardo M. Brochero
Produttore Cesare Canevari
Produttore esecutivo Cesare Canevari
Casa di produzione Rofima Cinematografica, Coopercines
Distribuzione (Italia) Cineriz
Fotografia Julio Ortas
Montaggio Angelo Frigeri, Isabel Mula, Cesare Canevari
Musiche Mario Migliardi

Interpreti e personaggi

Corrado Pani: Burt
Lou Castel: Ray, lo straniero
Antonio Salinas: Theo
Claudia Gravy: Mary
Luis Davila: Philip
Anna Maria Mendoza: Bridget
Miguel Del Castillo: Baxter
Anna Maria Noè: Costance Benson

Doppiatori originali

Aldo Giuffré: Philip
Mario Feliciani: Baxter
Wanda Tettoni: Costance Benson

FOTO E POSTERS

 

 

 

 

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