Morto tra 1 settimana(o ti rimborsiamo)

Morto tra una settimana (o ti ridiamo i soldi) è un film di genere azione, commedia, drammatico del 2017, diretto da Tom Edmunds, con Aneurin Barnard e Tom Wilkinson. Uscita al cinema il 22 novembre 2018. Durata 90 minuti. Distribuito da Eagle Pictures.

Trama

Diretto dall’esordiente Tom Edmunds, Morto tra una settimana…o ti ridiamo i soldi è il racconto di un’inconsueta prestazione professionale: da parte di un assassino freelance assoldato da un giovane inetto e disperato, incapace di ammazzarsi da solo.

Lo scrittore spiantato William (Aneurin Barnard) non riesce a pubblicare il manoscritto a cui sta lavorando, la banca rifiuta di fargli ancora credito e la fidanzata, stanca dell’ennesimo insuccesso, rompe con lui. William non sa reagire di fronte agli sgambetti dell’esistenza e in un momento di disperazione decide di togliersi la vita. Dopo alcuni tentativi falliti (neanche questo gli riesce al primo colpo) incontra sul ciglio di un ponte un killer di nome Leslie (Tom Wilkinson), a pesca di clienti nel luogo frequentato da aspiranti suicidi. Assunto da William con regolare contratto, Leslie assicura al ragazzo una fine rapida e indolore entro sette giorni dalla stipulazione, pena la restituzione dell’intero compenso. Ma la vita riserva uno scherzetto al povero William: neanche ventriquattr’ore dopo, la fidanzata chiede di tornare con lui e la casa editrice rivaluta la pubblicazione del romanzo. Il giovane tenta in tutti i modi di rintracciare il boia, ma inutilmente. Fuggire e nascondersi per sette giorni è l’unica chance che ha William per vivere per sempre felice e rimborsato.

Recensione

 

 

Il suicidio è sempre stato un argomento un pò delicato nell’intrattenimento, e non esattamente un argomento per la commedia. Molti film o show hanno tentato di chiarire la questione, ma non molti sono riusciti a suscitare le risate desiderate. In MORTO TRA UNA SETTIMANA (O TI RIDIAMO I SOLDI) il regista Tom Edmunds ha quasi trovato il giusto equilibrio tra macabro ed isterico, risultando in un film commedia coinvolgente e ispirato al personaggio, con parti uguali oscure e devianti.

Aneurin Barnard recita nei panni di William, un tormentato ventenne intenzionato a porre fine alla sua vita. Sfortunatamente per lui, nessuno dei suoi tentativi di suicidio sta avendo successo. Entra in gioco il misterioso Leslie (Tom Wilkinson), un vecchio assassino che si offre di fare il lavoro per lui. William firma con entusiasmo il contratto, ma quando la sua vita inizia a migliorare drasticamente, presto scopre che il contratto non è rimborsabile, ponendo lui ei suoi cari in grave pericolo.

Per un film sul suicidio, Dead in a Week è sorprendentemente positivo – un’accogliente commedia nera che sostiene tutti i piccoli momenti che rendono la vita degna di essere vissuta. Questo non vuol dire che non sia macabro, né si trattiene per un istante dall’umorismo oscuro. Ma il senso di positività che proviene dai personaggi conferisce al film un maggior grado di sentimenti e di peso drammatico di quanto nessuno avrebbe potuto aspettarsi.

Nulla di tutto ciò è sempre presente nelle scene domestiche del film, che ritraggono insieme Leslie e sua moglie Penny (Marion Bailey) nel loro stile di vita da semi-pensionati, apparentemente medio, con ricami di cuscini, pappagallini da compagnia e piani di crociera per pensionati. Il personaggio di Leslie potrebbe essere quello di un killer da assumere, ma il racconto ci presenta una figura stratificata e impalpabile, terrorizzata dalla prospettiva della pensione e desiderosa di dimostrare il suo valore in un’attività piena di giovani promettenti. Tom Wilkinson è avvincente nel ruolo, conferendo una vulnerabilità e gentilezza empatica al killer del contratto dal cuore freddo, mentre la sua chimica con l’adorabile e altrettanto divertente Marion Bailey è una gioia da guardare.

Il dialogo risplende di arguzia in tutto, con ogni membro del cast che consegna quasi ogni gag al suo pieno effetto desiderato. Anche gli elementi scenici più orientati all’azione non calano le attese, ma i personaggi e le loro reazioni non ortodosse agli incidenti più bizzarri ancorano il film e assicurano molte risate. In particolare, Christopher Eccleston nel ruolo del capo senza fronzoli di Leslie, Harvey, ruba la scena, la sua diatriba riguardo a Michael J. Fox, un pezzo particolarmente brillante di recitazione comica e tempismo magistrale.

Morto in una settimana (o rimborsati) può fare luce su alcuni aspetti del suicidio, ma la sua visione positiva in fin dei conti lo salva dall’apparire insensibile. Le risate sono abbondanti e le esibizioni sono un piacere, mentre la direzione si traduce nel giusto mix di shock e sottigliezza dove conta. Anche se inizialmente potrebbe adottare un approccio disinvolto per esplorare la morte e il suicidio, alla fine offre un approccio affermativo e ottimista alla sua storia e ai suoi personaggi (nonostante tutto il sangue e gli omicidi che schizzano sullo schermo).

REGIA: Tom Edmunds
SCENEGGIATURA: Tom Edmunds
FOTOGRAFIA: Luke Bryant

MONTAGGIO: Tariq Anwar
MUSICHE: Ilan Eshkeri
PRODUZIONE: Guild of Assassins, Rather Good Films

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