Natalie Portman stupisce come ‘Jackie’

636159490934354719-image-04afa3ee-f8cc-4059-8c62-8208612a44bcNatalie Portman stupisce come ‘Jackie’, nel suo ultimo film.

Tra la fortuna e la tragedia di avere un marito famoso, Jacqueline Kennedy la sua confessione più
rivelatoria in Jackie ad un prete: “non ho mai voluto la fama. Ma sono appena diventata un Kennedy.”
L’iconica first lady sviluppa una complessità emotiva e ricca di sfumature attraverso
una grande performance  di Natalie Portman nel dramma del regista Pablo Larrain. È una biografia di  di carattere sperimentaleguardandonell’ intimo di Jackie, nei giorni traumatici dopo l’assassinio del marito.
Il Giornalista Theodore White (Billy Crudup) segnala a Jackie in un intervista, una settimana dopo che le viene ucciso sotto agli occhi JFK, la connessione tra la presidenza Kennedy e la leggenda di re Artù, in un piccolo luogo  che era conosciuto come Camelot.” Ma Jackie non è affatto una triste vedova: durante l’intervista e’ lei che controlla la conversazione e persino modifica le sue note, determinata ad avere la propria versione dell’accaduto.
Una sicura candidatura all’ Oscar come migliore attrice, per la Portman che da’ una grande prova, mostrando che molti dei suoi momenti migliori sono quelli in cui non ha dialoghi. A bordo dell Air Force One, piena di macchie di sangue sul viso, si rende presentabile per il giuramento di Lyndon Johnson(John Carroll Lynch) . Li’ davanti allo stesso specchio dove poche ore prima si truccava per uscire col marito. Più tardi, una Jackie stanca e scioccata tranquillamente si toglie il vestito insanguinato alla casa bianca, prima di crollare sotto la doccia.
L’attrice ha usato la sua voce, senza fare il verso a quella di  Jackie, eppure la Portman le  una energia distintiva, forse troppo, soprattutto nel modo in cui lei gestisce la  figlia e Bobby, sfoderando un accento del Massachusetts incoerente, Peter Sarsgaard è tuttavia bravissimo come RFK, lamentandosi di non essere in grado di fare molto per il suo paese in quel momento. “Ciò che noi possiamo realizzare?” chiede a Jackie. “Siamo solo bella gente”.
L’interessante questione di Jackie al centro di una tempesta politica è solo sfiorata, ma il film si appoggia più a momenti personali, come quello in cui Jackie suona il brano finale della colonna sonora di Camelot, ancora una volta, nell sua camera da letto Victrola, prima di lasciare la casa bianca in ordine.
“Non ci sarà un altro Camelot”dice a Jackie il giornalista. E non ci potra’ mai essere un altra Jackie, grazie alla prova spettacolare della Portman.
Paolo Bettin
Facebooktwittergoogle_pluspinterest