No il caso è felicemente risolto

No il caso è felicemente risolto Un film drammatico del 1973 diretto da Vittorio Salerno.

Mentre si trova a pescare di domenica sul lago di Bracciano, l’impiegato alla biglietteria della Stazione Termini Fabio Santamaria assiste casualmente all’omicidio di una prostituta da parte di un rispettabile professore, che si accorge di essere stato visto. Per paura delle possibili conseguenze, Fabio decide di non denunciare il fatto alla Polizia e così il professore, per crearsi un’alibi, denuncia di aver visto proprio Santamaria uccidere la donna.

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No Il Caso E’ Felicemente Risolto

 

L’uomo passa quindi dei giorni terribili, nascosto fuori di casa come un latitante e tormentato dall’angoscia. Ritrova il professore e gli urla in faccia che è intenzionato a raccontare la verità alla Polizia, ma questi riesce a convincerlo che per entrambi è meglio che le cose rimangano come sono.

Convinto da un sacerdote, decide infine di costituirsi per dire la verità, ma non viene creduto e al processo viene condannato a ben ventiquattro anni di carcere. Solo il suicidio del professore, che ripresosi momentaneamente dalla sua personalità disturbata lascia un messaggio nel quale confessa tutto, fa sì che Fabio venga finalmente scarcerato.

Il regista ebbe modo di dichiarare: (…) ritengo il mio “No il caso è felicemente risolto” più che un poliziesco-poliziottesco, un film drammatico d’impegno civile, una critica di costume, da assimilare più a Un maledetto imbroglio di Germi e a Fino all’ultimo respiro di Godard, che a La polizia ringrazia di Steno”.

La pellicola venne girata tra l’aprile e il maggio del 1973 a Roma e in parte sul Lago di Bracciano.

Commento

Il fratello del più celebre Enrico dirige un poliziesco particolarmente interessante, reso credibile dalla buona sceneggiatura (imbastita su un fatto di cronaca verosimile) e dall’utilizzo di due attori particolarmente efficaci: Riccardo Cucciolla (Cani arrabbiati) nei panni del docente sadico ed omicida e Cerusico (L’Etrusco uccide ancora) in quelli del testimone. Il feroce delitto iniziale della prostituta sconvolge per l’antitesi data dall’aspetto dimesso dell’assassino intento a compiere, con glaciale crudezza, l’azione omicida (mediante uso d’un bastone). Singolare.

No il caso è felicemente risolto
Lingua originale Italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1973
Durata 98 minuti
Colore Technicolor
Audio sonoro
Genere drammatico, poliziesco
Regia Vittorio Salerno
Soggetto Augusto Finocchi
Sceneggiatura Vittorio Salerno, Augusto Finocchi
Produttore Angelo Jacono
Casa di produzione I.A.M.A. Cinematografica
Distribuzione (Italia) Jumbo Cinematografica
Fotografia Marcello Masciocchi
Montaggio Luciano Anconetani
Musiche Riz Ortolani
Scenografia Luciano Baldelli
Costumi Luciano Baldelli
Trucco Carlo Sindici

Interpreti e personaggi
Enzo Cerusico: Fabio Santamaria
Riccardo Cucciolla: professor Eduardo Ranieri
Martine Brochard: Cinzia
Enrico Maria Salerno: Giannoli, il giornalista
Loredana Martínez: Olga Porti, la prostituta
Umberto Raho: don Giulio
Junie Vetusto: figlia della portinaia
Michele Malaspina: commissario di polizia
Luigi Casellato: ispettore della scientifica
Claudio Nicastro: dottor Rocch
Nazzareno Natale: Augusto il carrozziere
Gualtiero Rispoli: maresciallo Basile
Franco Mazzieri: avvocato di Ranieri
Enzo Garinei: redattore capo
Eleonora Mauro: “Grissino”, la fotoreporter
Giangiacomo Elia: Aldo, il barbiere
Roberto Santi: collega di Fabio
Ornella Ghezzi: vicina di casa di Fabio
Sandra Locci: figlia di Fabio e Cinzia
Giovanna Mainardi: Annalena
Enrico Marciani: ispettore Pace
Marco Mariani: collega di Fabio
Fernando Cerulli: speaker televisivo
Luciano Bonanni: testimone del dopolavoro ferroviario

Doppiatori italiani
Antonio Casagrande: Giannoli, il giornalista
Sandro Iovino: don Giulio
Gino Donato: vicequestore
Claudio Capone: collega di Fabio
Renato Izzo: speaker televisivo
Mario Milita: contadino
Clara Bindi: prostituta napoletana

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