Perché si uccide un magistrato

Perché si uccide un magistrato è un film del 1974, diretto da Damiano Damiani.

Trama

Il giovane regista Giacomo Solaris si trova a Palermo, in concomitanza con la presentazione al pubblico del suo “Palazzo di Giustizia” che suscita scalpore strappa gli applausi al pubblico e, naturalmente, ottiene grande successo commerciale. Il Solaris, infatti raccolte informazioni dal commissario Zamagna, suo amico, dal costruttore mafioso Terracina, altro alleato, nonché dagli elementi in mano alla redazione dello scandalistico giornale “Sicilia Sera”, nel film ha descritto le malefatte di un alto magistrato locale e lo ha concluso con l’assassinio dello stesso da parte di un esaltato. Essendo facile il collegamento tra il personaggio della finzione filmica e il Procuratore Alberto Traini, politici e mafiosi cercano frettolosamente di parargli eventuali contraccolpi dello scandalo. Ma la situazione si fa incandescente quando il Traini viene ucciso. Il Solaris, con lo scrupolo di avere provocata la tragedia, indaga nell’intento di mostrare alla signora Antonia Traini l’esattezza delle accuse contenute nel film; e finisce per scoprire che il Procuratore è stato ucciso dall’amante della Traini per ragioni ignobili.

Commento Straziante messa a fuoco sulle corresponsabilità dei poteri mediatici: in questo caso quelli del giornalismo (d’estrema sinistra) e dei film. Damiani dirige, con fermezza, un acido ritratto di collusione (tra politica, magistratura e mafia) purtroppo sempre attuale a discapito della datazione della pellicola. Da segnalare: l’ottima partitura musicale (del grande Riz Ortolani), la buona sceneggiatura (da seguire senza distrazioni) e la commovente immersione psicologica di Franco Nero nei panni del determinato regista Giacomo Solaris. Buono il cast con tante parti di contorno per attori amati da chi frequenta il cinema bis. Su tutti Tano Cimarosa che interpreta un parcheggiatore che avrà non pochi problemi.

Curiosità

 

Come si evince dal titolo, il film in oggetto tratta della morte di un alto magistrato; è curioso che il suddetto si chiami Traini (lo stesso nome del sostituto procuratore interpretato da Nero in “Confessione di un commissario di polizia al procuratore della repubblica”), quasi a voler costituire un ideale trait d’union con il film precedente: la differenza però sta nel fatto che lì Traini era un personaggio assolutamente positivo mentre stavolta è un magistrato palesemente corrotto ed invischiato in trame mafiose che va incontro ad una triste fine.

Locations

 

 

 

Piazza Bologni a Palermo.

Vicolo Castelnuovo a Palermo:

Piazza Verdi a Palermo:

Via dei Benedettini a Palermo

Palazzo del Palazzo della Civiltà del Lavoro in viale della Civiltà del Lavoro a Roma:

Via Santissimo Salvatore a Palermo:

Via Cavaliere Ferrara 12 a Cefalà Diana (PA).

 

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Titolo originale  Perché si uccide un magistrato
Lingua originale     italiano
Paese di produzione     Italia
Anno     1974
Durata     110 min
Colore     colore
Audio     mono
Rapporto     1,85 : 1
Genere     poliziesco, drammatico
Regia     Damiano Damiani
Soggetto     Damiano Damiani
Sceneggiatura     Damiano Damiani, Enrico Ribulsi, Fulvio Gicca Palli
Produttore     Mario Cecchi Gori
Casa di produzione     Capital, Rizzoli Film
Fotografia     Mario Vulpiani
Montaggio     Antonio Siciliano
Musiche     Riz Ortolani

Interpreti e personaggi

Franco Nero: Giacomo Solaris
Françoise Fabian: Antonia Traini
Pierluigi Aprà: Giudice De Fornari
Giancarlo Badessi: onorevole Derrasi
Ennio Balbo: giudice istruttore
Luciano Catenacci: avvocato Meloria
Giorgio Cerioni: dottor Valgardeni
Tano Cimarosa: Tano Barra
Mico Cundari: editore di Sicilia Notte
Eva Czemerys: Sibilla
Enrico DiMarco: giornalista con gli occhiali
Claudio Gora: attore che interpreta Solaris
Marco Guglielmi: procuratore Alberto Traini
Salvatore Moscardini: Toruzzo
Claudio Nicastro: segretario del partito
Renzo Palmer: Vincenzo Terrasini
Elio Zamuto: onorevole Ugo Selimi
Gianni Zavota: commissario Zamagna
Giovanni Miceli:
Michelangelo Di Benedetto:
Sergio Valentini: Bellolampo
Luigi Ursi:
Elio Di Vincenzo: Vezzi
Sandro Arlotta:
Andrea Busalacchi:
Vincenzo Norvese: Carmelo Bellolampo
Vincenzo Patti:
Maurizio Di Liberto:
Giovanni Lo Cascio: Giovannino
Damiano Damiani: avvocato

Doppiatori italiani

Antonio Guidi: procuratore Alberto Traini
Rita Savagnone: Antonia Traini
Michele Gammino: avvocato Meloria
Massimo Dapporto: giudice De Fornari
Micaela Esdra: Sibilla

FOTO E POSTERS

 

 

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