Professione: assassino

Professione: assassino (The Mechanic) è un film del 1972 diretto da Michael Winner e interpretato da Charles Bronson e Jan-Michael Vincent.

Il film è noto per l’assenza di dialoghi nei primi 16 minuti della pellicola, durante i quali il protagonista prepara l’assassinio della sua vittima predestinata.

Trama

Arthur Bishop è un “meccanico”, un valente sicario al soldo di un’organizzazione segreta di livello internazionale, dotata di regole ferree e per cui lavora in esclusiva. Bishop è una persona molto sofisticata, ama ascoltare musica classica, ha una collezione di opere d’arte ed è un esperto di vini pregiati. Il suo lavoro, però, gli impone una vita solitaria, non potendo egli mostrare le proprie emozioni o dare fiducia alle persone. Bishop si trova sotto costante stress emotivo, tanto da doversi sottoporre a cure antidepressive, e un giorno viene ricoverato in seguito a una perdita di conoscenza dovuta a tale stress. In un tentativo di superare tale problema, egli paga una prostituta affinché gli scriva delle ardenti e sofisticate lettere d’amore, non potendo egli concedersi una vera relazione sentimentale, che metterebbe a rischio la sua eventuale compagna.

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Quando gli viene affidato l’incarico di assassinare uno dei capi dell’organizzazione, “Big Harry” McKenna, Bishop gli spara facendogli credere che i colpi provengano da un cecchino nascosto, così da indurlo alla fuga. Perché Bishop sa dei problemi cardiaci di Big Harry e la fuga su per una ripida salita provoca a quest’ultimo un infarto, con Bishop che infine lo uccide soffocandolo.

Al funerale di Harry, Arthur Bishop incontra Steve, l’ambizioso, narcisista e spietato figlio di Harry. Questi è incuriosito dalla figura di Bishop e cerca di scoprire qualcosa di più su di lui, ma anche Arthur vuole conoscerlo meglio, perché ha capito che Steve ha le caratteristiche giuste per diventare anch’egli un assassino. Lo prende quindi come allievo, insegnandogli tra l’altro che “ogni persona ha una debolezza e, una volta trovata, il bersaglio diventa facile da uccidere”, ma i suoi superiori sono contrari alla sua scelta tanto che, in seguito a un caotico assassinio portato a termine dai due, l’organizzazione lo avverte che la sua decisione di coinvolgere Steve è stata vista come un segnale di egoismo.

Ad Arthur viene quindi affidato un nuovo incarico della massima urgenza, da portare a termine in Italia, e ancora una volta egli coinvolge Steve e lo porta con sé, nonostante tra gli oggetti del giovane collaboratore egli abbia trovato delle informazioni su se stesso simili a quelle da lui usate per preparare le uccisioni delle sue vittime. Una volta in Italia i due si avvicinano all’imbarcazione dove credevano di trovare la loro vittima predestinata, per poi accorgersi che si tratta di una trappola, riuscendo poi a scampare all’agguato e ad uccidere i loro sicari.

Ritenendo di aver completato il suo apprendistato, Steve brinda con Arthur dopo aver ricoperto di brucina, un alcaloide incolore e mortale, il bicchiere del suo mentore. Capendo di essere stato avvelenato, Bishop chiede a Steve se lo ha fatto perché gli ha ucciso il padre, ma il giovane gli risponde che non aveva capito che il padre fosse stato assassinato. Steve in seguito schernisce Bishop e alla fine gli rivela che la sua è una vendetta.

Steve quindi ritorna a casa di Bishop per prendere la Ford Mustang che aveva lasciato lì e, messosi al volante, trova un biglietto sullo specchietto retrovisore che dice: “Steve, se stai leggendo questo significa che io non ce l’ho fatta e che hai innescato un detonatore a tempo. Fine del gioco. Bang! Sei morto”. Mentre Steve afferra freneticamente la maniglia della portiera l’auto esplode.

Commento

Ritratto a tutto tondo di un killer professionista, al quale Charles Bronson, alla faccia di chi lo considerava monocorde, riesce a conferire uno spessore psicologico davvero encomiabile. Un film cucito su misura per Bronson che aveva già interpretato ottimamente un killer in Città violenta due anni prima. Questa volta il personaggio ha più spessore e metodicità e il film si lascia apprezzare per gli incastri narrativi e la sceneggiatura.

Il meccanico, un sofisticato killer che ascolta musica classica, ama l’eleganza, sa gustare i “buoni” vini e allo stesso tempo conosce tutte le tecnologie per svolgere il suo compito professionalmente. Per soldi? Anche, ma soprattutto per sentirsi fuori dalla mischia e per vivere a modo proprio.

Bronson e l’allievo Vincent hanno le facce e le movenze giuste, il lavoro che compiono a volte è fin troppo studiato (centinaia di foto) ma necessario per portare al finale. E’ interessante il confronto fra Bronson (vecchio volpone, pacato e misurato) e Vincent (strafottente e all’occorrenza traditore) che porterà ad una risoluzione magnifica. Ma la nobiltà del film e del regista deriva dall’aver scelto delle location di straordinario fascino con scene d’azione molto avvincenti.

Curiosità

Il film fu pubblicizzato per aver realizzato la piu’ grande esplosione controllata di sempre, utilizzando 5 serbatoi di butano e nove pounds di polvere nera per distruggere un hotel vecchio di 50 anni.

Fu il primo film girato ad Holliwood per Michael Winner, il precedente era stato girato in Spagna, sempre con Charles Bronson, Chato.

Uscite all’ estero

USA 17 November 1972 (New York City, New York)
West Germany 14 December 1972
Finland 15 December 1972
Portugal 21 December 1972
UK 14 January 1973
France 18 January 1973
Netherlands 25 January 1973
Sweden 12 February 1973
Denmark 13 April 1973
Ireland 18 May 1973
Japan 30 June 1973
Turkey 29 October 1973
Uruguay 1 November 1973
South Korea 12 February 1974
Norway 27 June 1974 (Oslo)
Philippines 1 August 1978 (Davao)
Norway 8 December 1978 (Oslo) (re-release)

Titoli all’ estero

(original title) The Mechanic
Bulgaria (Bulgarian title) ?????????
Brazil Assassino a Preço Fixo
Canada (French title) Le flingueur
Canada (English title) The Mechanic
Germany Kalter Hauch
Denmark Mechanic – menneskejægeren
Spain Fríamente… sin motivos personales
Finland Mestaritappaja
France Le flingueur
Greece (video title) O tehnitis
Greece (transliterated ISO-LATIN-1 title) To moutro
Hungary Mestergyilkos
Italy Professione assassino
Japan Mekanikku
Norway Mekanikeren
Poland Mechanik
Portugal O Mecânico
Romania (alternative title) Mecanicul
Romania Ucigasul platit – Mechanic
Serbia Placeni ubica
Sweden Mechanic – En människojägare
Soviet Union (Russian title) ???????
Turkey (Turkish title) Mekanik
USA (reissue title) Killer of Killers
Uruguay Asesino a precio fijo
West Germany Kalter Hauch

Locations

Hollywood and Los Angeles locations viste in questo film includono:

Un Manderville Canyon ranch appartenuto all’ attore Robert Taylor, la residenza di Pasadena usata per la serie TV Batman (1966), l’ Hollywood Wax Museum e La Esperanza, una casa di 40 stanze sulle colline di Hollywood a quei tempi proprieta’ dell’ attrice Greta Garbo.

1235 Sierra Alta Way, Los Angeles, California, USA
(Arthur Bishop’s house)

Amalfi, Campania, Italy

Marineland of the Pacific – 6610 Palos Verdes Drive South, Rancho Palos Verdes, California, USA

Naples, Campania, Italy

Hollywood Wax Museum – 6767 Hollywood Blvd., Hollywood, Los Angeles, California, USA

Los Angeles Zoo & Botanical Gardens, Griffith Park – 5333 Zoo Dr, Los Angeles, California, USA

Los Angeles, California, USA

Malibu, California, USA

West Hollywood, California, USA

 

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Story
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Actors
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Music
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Titolo originale The Mechanic
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1972
Durata 100 min
Genere azione, thriller
Regia Michael Winner
Soggetto Lewis John Carlino
Sceneggiatura Lewis John Carlino
Produttore Chartoff – Winkler
Distribuzione (Italia) United Artists
Fotografia Richard H. Kline, Robert Paynter
Montaggio Frederick Wilson, Michael Winner
Effetti speciali Richard Albain
Musiche Jerry Fielding
Scenografia Rodger Maus, Herbert Westbrook

Interpreti e personaggi

Charles Bronson: Arthur Bishop
Jan-Michael Vincent: Steve McKenna
Keenan Wynn: Harry McKenna [‘Big Harry’] Jill Ireland: la ragazza
Linda Ridgeway: Louise
James Davidson: prigioniero
Lindsay Crosby: messaggero
Frank De Kova: Yamoto

Doppiatori italiani

Pino Locchi: Arthur Bishop
Massimo Turci: Steve McKenna
Rita Savagnone: la ragazza
Vittoria Febbi: Louise
Sergio Graziani: l’uomo

 

FOTO E POSTERS

 

 

 

 

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