Quien sabe

Quién sabe? è un film del 1966, diretto da Damiano Damiani.

Secondo certa critica, sarebbe il primo spaghetti western che ha come protagonisti assoluti dei ribelli messicani, oltre ad avere un profondo significato politico[senza fonte]. Ma questa definizione non è mai piaciuta a Damiani, il quale ha anzi sempre sostenuto che il film fosse uno sguardo sulla rivoluzione messicana, erroneamente e superficialmente collocato nel filone degli “Zapata western” o “Tortilla western”, a cui appartengono pellicole quali Tepepa, Vamos a matar, compañeros e il celebre Giù la testa di Sergio Leone.

Trama

Messico, 1917. Bill Tate finge di essere un ricercato, ma in realtà è un sicario americano pagato dal governo di Città del Messico per uccidere il generale ribelle Elías; per portare a termine il suo compito si unisce a una banda di rivoluzionari messicani capeggiati da El Chuncho, dove viene subito ribattezzato Niño. L’attività principale della banda è quella di rubare le armi all’esercito, per poi rivenderle all’esercito ribelle del generale Elías. El Chuncho non è solo un bandito, e non combatte per arricchirsi, ma con la convinzione di poter liberare il popolo messicano.

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Quien sabe?

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Durante l’ennesimo assalto per rubare le armi, i ribelli di El Chuncho vengono a sapere che la città di San Miguel si è liberata e ci sarà una festa: così si recano tutti lì, ma El Niño ha altri piani. Arrivati in città infatti, si rende conto che presto ci sarà un’offensiva dell’esercito, e convince tutti i ribelli della banda di El Chuncho a prendersi la propria parte di armi e a lasciare El Chuncho e suo fratello El Santo soli con i contadini della città.

El Chuncho decide di rimanere lì a difendere el pueblo, e di usare la sua parte di armi per armare i contadini. Presto però si rende conto che si tratta di un’impresa disperata. I contadini non riescono a capire neppure il funzionamento dei semplici Mauser, ma El Chuncho confida in una mitragliatrice pesante, trovata in città, che avrebbe potuto capovolgere l’esito del conflitto. A sera però, viene avvisato che la mitragliatrice è stata rubata: gli altri compañeros andando via l’hanno portata con loro. Allora El Chuncho decide di partire per raggiungere i suoi vecchi compagni, promettendo al fratello El Santo di tornare. Quando raggiunge gli altri, però, si rende conto di non poter convincerli a tornare e che, comunque, anche tutti insieme non avrebbero potuto contrastare l’esercito; perciò li guida nel luogo di incontro in cui normalmente consegna le armi agli emissari del generale Elías. Arrivati sul posto, però, l’emissario dei ribelli li raggiunge inseguito da un manipolo di soldati e, nell’aspro scontro che ne segue, muoiono tutti gli uomini del Chuncho, tranne El Niño, che, non visto, uccide il messo di Elías e butta via il denaro che questi aveva con sé.

Quando El Chuncho si rende conto che il ribelle non aveva l’oro per pagare le armi decide di raggiungere il generale Elías in persona, per essere pagato. Sulla strada El Niño si ammala di malaria ma El Chuncho, anziché abbandonarlo, rallenta il viaggio per curare il suo amico. Quando El Niño si riprende, colpito dalla bontà d’animo del suo amico, gli dice che, semmai un giorno dovessero dividersi, deve andare all’albergo Morelos di Ciudad Juarez.

Giunti nel nascondiglio del generale Elías, tra le montagne, il generale in persona manda a chiamare El Chuncho. Qui lo accusa di aver lasciato da solo il paese di San Miguel, che è stato interamente sterminato, soltanto per la sua fame di denaro. El Chuncho, rendendosi conto del suo comportamento vigliacco, chiede la morte e suo fratello El Santo, evidentemente scampato dalla carneficina, si offre di ucciderlo. Ma all’improvviso il generale viene assassinato. El Niño infatti, salito su una collina con un fucile di precisione, uccide prima il generale Elías, poi El Santo, che stava per uccidere El Chuncho, e scappa via.

Dopo una settimana El Chuncho raggiunge l’albergo Morelos, come gli aveva detto El Niño, deciso a ucciderlo. Qui El Niño però, divide con lui metà della taglia che gli era stata data per l’assassinio di Elías, rendendo di fatto El Chuncho un uomo ricco. El Chuncho è confuso ma accetta l’offerta di denaro, insieme alla promessa di una vita migliore in America. Così El Niño lo porta da un parrucchiere, da un sarto e a lezione di ballo, ma proprio il giorno della partenza El Chuncho ha un ripensamento: vede la prepotenza del Niño che passa davanti alla fila per il biglietto del treno e la povertà di un lustrascarpe che gli chiede pochi spiccioli. Lui glieli dà e gli dice di comprarsi del pane. A questo punto stanno per salire sul treno, ma El Chuncho prende la sua pistola e dice al Niño che ha ugualmente deciso di ucciderlo. Alla domanda insistente del Niño: “Perché? Perché???”, El Chuncho non riesce a spiegare l’imperativo dettato dalla sua coscienza e risponde soltanto: “Quién Sabe?” (Chi Lo Sa?) e lo uccide. In preda a una crisi di nervi, ride sguaiatamente e getta all’aria la sua valigia piena di monete d’oro. Il lustrascarpe di prima la raccoglie e El Chuncho gli urla:

« E tu, non comprarti il pane con esto dinero, hombre! Compra dinamite! Dinamite!!! »
si libera dalla presa di uomini che lo avevano afferrato e scappa tra i treni.

Il film uscì negli Stati Uniti come A Bullet for the General, in Francia come El Chuncho, in Brasile come Uma Bala Para o General e in Spagna come Yo soy la revolución.

Commento

 

 

La rivoluzione come ideale incorrotto e atto puro contro le lusinghe del capitalismo imperialista e approfittatore: il primo ha la faccia ghignante e lurida di un istrionico Volontè (che spiana così la strada al Cuchillo di Milian); il secondo quella ambigua e pulita di un apparentemente cheto Castel. Il western incontra la storia del Messico in un paesaggio all’uopo torrido e sconfinato dove convivono peones, proprietari di terre, preti-soldati, militari e guerriglieri. Musiche in sinergia di Bacalov e Morricone.

Salvatore Laurani e Franco Solinas firmano una sceneggiatura intelligente e ben strutturata; Damiani (ormai proiettato verso il cinema di denuncia) dirige con robusto mestiere e senso dell’azione. Il risultato è il più politico dei western nostrani, nonché uno dei più insoliti. Molto efficace e per nulla scontata la descrizione del legame che si instaura tra un astuto e glaciale Castel (alla sua migliore interpretazione) e un incontenibile Volonté (ottimo come sempre). Bella fotografia di Toni Secchi e buone musiche del duo Bacalov/Morricone. Impossibile annoiarsi. Energia pura.

(fonte davinotti http://www.davinotti.com/)

Curiosità

 

 

Gira la voce che il regista Damiani, fu talmente infuriato ad un certo punto della lavorazione, con Gian Maria Volontè and Klaus Kinski, che li prese a frustate fino a che fecero una scena come voleva lui

Damiano Damiani: Un (possiblilmente Americano) giornalista che parla col General Elia subito dopo l’arrivo di Chuncho e Tate. Egli e’ presente nella versione italiana ed internazionale, ma venne tagliato nella versione Americana.

Uscite all’ estero

Italy     13 January 1967     (Rome)
Italy     19 January 1967     (Milan)
Italy     3 February 1967     (Turin)
UK     1968
Japan     27 January 1968
Sweden     19 February 1968
Denmark     11 March 1968
Turkey     8 April 1968
West Germany     7 June 1968
France     26 July 1968
USA     September 1968
Italy     5 June 1970     (re-release)
Spain     31 October 1970     (Barcelona)
Spain     18 January 1971     (Madrid)
Finland     13 September 1974
France     14 October 2014     (restored version) (Grand Lyon Film Festival)

Titoli all’ estero

Argentina     Dios perdona… ¡yo no!
Bulgaria (Bulgarian title)     Кой знае?
Brazil     Gringo
Brazil     Uma Bala Para o General
Canada (English title)     A Bullet for the General
Denmark     Gringo Desperados
Spain (video title)     Quién sabe?
Spain     Yo soy la revolución
Finland     Naurava paholainen
France     El chuncho
UK (TV title)     El Chucho Quien Sabe? (subtitle A Bullet for the General)
UK (alternative title)     El Chuncho Quien Sabe? (subtitle A Bullet for the General)
Greece (video title)     Kaftes sfaires gia to stratigo
Greece (reissue title)     Oi tyhodioktes tis Kolaseos
Greece (transliterated ISO-LATIN-1 title)     Viva Comancheros
Greece (reissue title)     Viva Mexico
Croatia     Zlatni metak
Hungary (TV title)     Golyó a tábornoknak
Italy (alternative title)     El Chucho Quién Sabe?
Japan     Guntô kôya o saku
Poland     Gringo
Poland (TV title)     Kula dla generala
Portugal     O Mercenário
Romania     Un glonte pentru general
Sweden     För några smutsiga dollar
Slovakia     Gul’ka pre generála
Soviet Union (Russian title)     Пуля для генерала
Turkey (Turkish title)     Istiklal Fedaileri
USA     A Bullet for the General
USA (alternative title)     El Chucho Quién Sabe?
West Germany     Töte Amigo
World-wide (English title)     A Bullet for the General

Locations

 

 

Guadix, Granada, Andalucía, Spain
(train station)

San Jose, Andalucia, Spain

Cinecittà Studios, Cinecittà, Rome, Lazio, Italy
(indoor sequences)

Almería, Andalucía, Spain

Cortijo del Fraile, Níjar, Almería, Andalucía, Spain

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Story
1
Actors
1
Music
1
Director
1
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Titolo originale Quién Sabe?
Paese di produzione Italia
Anno 1966
Durata 118 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.35:1
Genere western, politico
Regia Damiano Damiani
Soggetto Salvatore Laurani
Sceneggiatura Salvatore Laurani, Franco Solinas
Produttore Bianco Manini
Fotografia Tony Secchi
Montaggio Renato Cinquini
Musiche Luis Enríquez Bacalov (supervisione di Ennio Morricone)
Scenografia Sergio Canevari
Costumi Marilù Carteny

Interpreti e personaggi
Gian Maria Volonté: El Chuncho
Klaus Kinski: El Santo
Martine Beswick: Adelita
Lou Castel: Bill Niño Tate
Jaime Fernández: Generale Elías
Andrea Checchi: Don Felipe
Spartaco Conversi: Cirillo
Joaquín Parra: Picaro
Aldo Sambrell: Tenente Alvaro Ferreira
José Manuel Martín: Raimundo
Santiago Santos: Guapo
Valentino Macchi: Pedrito
Carla Gravina: Rosaria
Rufino Inglés: Capitano Compoy
Guy Heron: Pepito
Vicente Roca: Direttore dell’albergo
Antoñito Ruiz: Chico
Sal Borgese: Bandito

Doppiatori italiani
Sergio Graziani: El Santo
Rita Savagnone: Adelita
Massimo Turci: Bill Niño Tate
Giuseppe Rinaldi: Generale Elìas
Arturo Dominici: Cirillo
Sergio Tedesco: Picaro
Bruno Persa: Tenente Alvaro Ferreira
Manlio Busoni: Raimundo
Luciano De Ambrosis: Pepito
Maria Pia Di Meo: Rosaria
Renato Turi: Capitano Compoy
Oreste Lionello: Direttore dell’albergo
Gianfranco Bellini: Comandante Hernandez Montoya
Glauco Onorato: Sergente
Luigi Pavese: Comandante del fortino
Giorgio Capecchi: Ufficiale a Ciudad Juarez
Richard McNamara: Narratore

FOTO E POSTERS

 

 

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