Roma l’altra faccia della violenza

Roma, l’altra faccia della violenza è un film del 1976, diretto da Marino Girolami.

Trama

Quattro banditi rapinano una villa in Via del Casaletto. La cameriera chiama subito la polizia e il commissario Ferreri avverte subito il commissario Carli, che ordina alle pattuglie di inseguire i quattro, che riescono però a fuggire.

Nel frattempo l’ingegnere Alessi è in macchina con la figlia Carol, mentre le regala un braccialetto d’oro in quanto è il giorno del suo diciottesimo compleanno. Alessi, oltre ad esser vedovo, ha anche un altro figlio, Giorgio, che odia il padre in quanto si sente oppresso da quest’ultimo. Lo stesso giorno Carol si reca ad una festa nella villa della famiglia Lodovici, per il fidanzamento della figlia Maria Grazia. Alla festa si presentano anche quattro banditi, che uccidono la ragazza, avendo lei cercato di nascondere l’orologio che il padre le aveva appena regalato. Sulla scena del delitto si presenta Carli, che viene presto raggiunto da Alessi, sconvolto, ed inutili sono i tentativi del commissario di consolarlo.

Qualche giorno dopo, Nardi, un fioraio di strada, si presenta in questura dicendo di aver visto i banditi fuggire e di essere in grado di riconoscerli, rilasciando un identikit alla polizia. Carli e Ferreri, dopo aver ascoltato Nardi, collegano la tragica rapina con quella di Via del Casaletto. Durante la notte arrestano alcuni pregiudicati e li portano in questura. Nardi viene convocato per il riconoscimento, ma una volta arrivato dice di non essere più sicuro di riconoscere i banditi e che non vuole rischiare di mandare in galera un innocente. Carli tenta inutilmente di farsi dire chi lo ha minacciato, ma il fioraio nega di aver subito minacce. Nel frattempo Alessi decide di indagare per proprio conto e si reca da Nardi, che si comporta esattamente come dalla polizia. Carli nel frattempo continua inutilmente ad arrestare pregiudicati, e ciò provoca scompiglio nella malavita romana. Nardi nel frattempo si è aperto un negozio ed Alessi ci si reca, capendo che il fioraio non è stato minacciato, ma bensì pagato. Nardi, con tono offeso, mostra il contratto all’ingegnere, facendogli notare come la data della firma sia 1º luglio 1975, quindi di un anno prima. Alessi nota però che la marca da bollo è del 1976, quindi il contratto è fasullo. Comincia a picchiare il fioraio, che continua a mostrare la sua reticenza. Dopo l’intervento di alcuni cittadini l’ingegnere decide di lasciare perdere.

Carli si incontra con il confidente Gigi, che gli dà i nomi dei quattro banditi: Donati “il Biondo”, Bertè, Marcello Monti e Stefano. Quest’ultimo è uno sfortunato ragazzo cresciuto tra orfanotrofi e correzionali, e il commissario rimane molto dispiaciuto nel sentire il suo nome, in quanto lo aveva in precedenza aiutato.

Alessi intanto va nello studio dell’avvocato Tarantini, il firmatario del fasullo contratto di Nardi. L’ingegnere chiede all’avvocato i nomi di chi gli ha fatto firmare il contratto. L’avvocato si mostra subito nolente nel dirglielo, ma l’ingegnere lo aggredisce, così, impaurito gli rivela che è stato l’ingegner Laurenti.

Carli e Ferreri si recano all’abitazione di Marcello, dove si è rifugiato anche Bertè. Il primo si fa arrestare subito, il secondo tenta invece di fuggire, ma si arrende dopo uno scontro a fuoco. Arrestato anche Stefano alla sua abitazione, vanno a casa del Biondo, che cerca di fuggire. C’è una lunga sparatoria tra Biondo e la polizia, ma il criminale muore schiacciato da un autobus.

Alessi intanto segue Giulio Laurenti e Andrea, due ragazzi della Roma bene, il primo è il figlio dell’ingener Laurenti. Giulio è identico all’identikit di Nardi. In questura intanto i tre banditi sopravvissuti ammettono di essere i colpevoli della rapina a Via del Casaletto, ma non di quella di villa Lodovici. Alessi informa la polizia di quello che ha scoperto.

Giulio, Andrea e l’amico Fabrizio invitano tre ragazze a fare un giro in moto con loro. Solo due accettano. Le portano in una serra, dove le stuprano barbaramente. Si capisce quindi che Giulio, Andrea e Fabrizio sono tre dei quattro colpevoli.

Carli e Ferreri, con la presenza di Alessi, convocano Tarantini. Questi presenta il contratto, che è stato però rifatto e non presenta imperfezioni, quindi risulta tutto regolare. Carli convoca Giulio alla questura, che si presenta con il padre e due avvocati. Il commissario mostra alla squadriglia l’identikit, ma naturalmente non è una prova sufficiente, quindi li lascia andare.

Alessi, mentre torna a casa, viene inseguito dai tre pariolini che lo pestano selvaggiamente. L’ingegnere comincia a preparare la sua vendetta, e comincia con l’uccidere Fabrizio, sparandogli mentre tornava a casa in motocicletta. Alessi intanto si rifugia in una pensioncina, rendendosi irreperibile. Giulio e Andrea si incontrano con il quarto bandito, che altri non è che Giorgio, figlio di Alessi e fratello di Carol. Egli si fa pestare apposta dagli altri due e si fa ricoverare, facendo passare il gesto per una vendetta contro Alessi, e in modo da far saltare il padre allo scoperto. L’ingegnere legge la notizia sul giornale, e va subito a trovare il figlio in ospedale. Giorgio lo invita a rifugiarsi nella sua abitazione a Casal Simone, e gli consegna le chiavi. Alessi dice che vi si sarebbe recato l’indomani. L’ingegnere il giorno dopo spia Andrea, e, dopo essersi fatto notare, lo insegue fino ad un vecchio magazzino abbandonato, dove lo uccide. Si reca quindi a Casal Simone, dove lo aspettano Giorgio e Giulio, che hanno intenzione di ucciderlo.

La polizia aveva però nel frattempo rintracciato e pedinato Alessi, di conseguenza si sono recati anche loro a Casal Simone. Alessi, arrivato, scende dalla macchina, ma sta per essere tramortito da Giulio, che viene fermato in tempo da Carli che urla: «Attento, Alessi!». Giulio apre il fuoco, ma viene ucciso da Carli. Giorgio nel frattempo si mette a scappare. Viene visto da lontano dal padre, che ancora però non ha avuto modo di notare che il bandito è proprio suo figlio, e comincia ad inseguirlo. Viene a sua volta inseguito dalla polizia.

Alessi raggiunge Giorgio in un casolare e gli punta la pistola addosso. L’ingegnere si accorge quindi di aver davanti suo figlio e urla dalla disperazione. Giorgio prende il padre per il polso per cercare di togliergli la pistola, ma per sbaglio fa partire un colpo, uccidendolo. Carli arriva, prende Giorgio a schiaffi, e lo arresta.

Commento

Dopo il clamoroso successo di Roma violenta Marino Girolami pone mano ad un poliziesco particolare: da un lato i riferimenti ai tragici fatti del Circeo, avvenuti a poca distanza dall’inizio delle riprese del film; dall’altro un budget sostanzioso, garantito da Fulvio Lucisano e dalla coproduzione francese.

Il meccanismo narrativo, al di là del sottotesto di contrasto generazionale, è pressoché tipico del genere, e si focalizza nella figura del commissario Carli (Marcel Bozzuffi), esemplare paradigmatico dell’uomo inflessibile, moralmente ineccepibile, ostinato nel contrasto alla criminalità.

Se in Roma violenta era stato accusato di derive reazionarie, stavolta Girolami  opta per un approccio differente: alla delinquenza delle borgate si contrappone quella dei quartieri alti (Circeo docet), c’è più attenzione alle psicologie dei personaggi e la figura del commissario è molto più misurata del solito (mai vista la polizia sparare così tanti colpi di avvertimento!). Il risultato è un film meno adrenalinico rispetto al precedente, ma narrativamente più compatto.

(fonte davinotti http://www.davinotti.com)

Curiosità

Uscite all’ estero

Italy     27 July 1976
France     6 July 1977
West Germany     8 July 1977
Portugal     23 June 1978

Titoli all’ estero

Spain     Más allá de la violencia
France     L’autre côté de la violence
Greece (transliterated ISO-LATIN-1 title)     To allo prosopo tis nyhtas
Portugal     A Outra Face de Roma
USA     Rome: The Other Side of Violence
West Germany     Die blutigen Spiele der Reichen

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Titolo originale Roma, l’altra faccia della violenza
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia, Francia
Anno 1976
Durata 98 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere poliziesco
Regia Marino Girolami
Soggetto Claire Sinko Solleville, Vincenzo Mannino, Franco Clerici
Sceneggiatura Claire Sinko Solleville, Vincenzo Mannino, Franco Clerici
Casa di produzione Italian Fox Europa
Distribuzione (Italia) Fox
Fotografia Giovanni Bergamini
Musiche Vince Tempera, Fabio Frizzi, Franco Bixio
Scenografia Antonio Visone

Interpreti e personaggi
Marcel Bozzuffi: Commissario Carli
Anthony Steffen: Ing. Alessi
Enio Girolami: Commissario Ferreri
Jean Favre: Giulio Laurenti
Stefano Patrizi: Giorgio Alessi
Franco Citti: Bertè
Umberto Liberati: Stefano
Valerio Merola: Andrea
Massimo Vanni: Vanni
Sergio Fiorentini: Nardi, il fioraio
Enzo Andronico: avvocato Tarantini
FOTO E POSTERS

 

 

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