Sette note in nero

Sette note in nero è un film del 1977, diretto da Lucio Fulci. In questo misurato giallo dalla struttura classica il regista dosa gli effetti splatter tipici dei suoi precedenti thriller, evidenziandone invece gli aspetti onirici e parapsicologici.

Un film efficacemente sinistro e disturbante, un prodotto artigianale, ma ancora oggi denso di sana inquietudine.

Trama

In Toscana, Virginia, da soli tre mesi sposata al toscano Francesco Ducci, sin da piccola aveva dimostrato doti istintive di chiaroveggenza percependo il suicidio della mamma a Dover mentre lei si trovava in collegio a Firenze. Ora, mentre ritorna in macchina dall’aeroporto ove ha salutato il marito in viaggio di lavoro verso Londra, intravede con molti particolari un delitto che sarebbe accaduto nella villa di campagna del Ducci. Fatte delle ricerche, Virginia scopre il cadavere di certa Agnese Bignardi, uccisa nel 1972 e murata. La polizia incrimina Francesco, già amante della ragazza scomparsa, e lo arresta.

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Virginia, frugando nella visione avuta, con l’aiuto della cognata Gloria, dell’amico parapsicologo Luca Fattori e della segretaria di questi, Paola, indirizza i sospetti su Emilio Rospini, a sua volta amante di Agnese e professionalmente nei pasticci. I nuovi elementi permettono a Virginia di fare scarcerare Francesco. Ma tutto si volge a suo danno: il fattaccio sognato, infatti, non era quello già avvenuto ma quello futuro di cui lei sarebbe stata la vittima e il marito il carnefice.

 

Commento

Sia che girasse una commedia o un giallo o uno degli horror o dei post-atomici realizzati nei suoi ultimi anni di vita, il regista romano era famoso per la sua capacità di andare oltre i recinti e gli steccati dei generi, per il suo modo di “personalizzare” quegli stessi generi.

Il risultato finale era sempre quello di provare a scioccare il destinatario finale delle sue pellicole: lo spettatore.

Fulci appare prediligere l’utilizzo di primi piani, inquadrature verso i volti, gli occhi, le bocche dei suoi attori in maniera da carpirne ogni singola espressione, tutti gli stati d’animo in maniera da carpire implicitamente l’adesione dello spettatore, da catturarlo quasi all’interno della narrazione.

Fino a farlo precipitare all’interno degli eventi. Per il ruolo di Virginia Dotti venne ingaggiata Jennifer O’Neill, un’attrice americana sicuramente brava ma della quale le cronache del tempo si occupavano più per l’alto numero dei suoi divorzi che per le sue effettive capacità recitative.

Nel film si distingue in particolare Gianni Garko, che  gestisce bene i panni di un personaggio controverso e sfaccettato come Francesco Ducci, una figura gravata da sospetti ma di cui fino alla fine viene lasciato il dubbio riguardo alla sua effettiva colpevolezza od innocenza.

Il francese Marc Porel, che era diventato una presenza costante nel nostro cinema spaziando dai poliziotteschi agli horror, diede una soddisfacente prova interpretando la parte dello studioso Luca Fattori.
Completano il cast diversi ottimi attori italiani, nomi provenienti dal mondo del teatro come Gabriele Ferzetti e Luigi Diberti

Un thriller soprannaturale, il primo in Italia, che si ispira o prende spunto dal racconto “Il gatto nero” di Edgar Allan Poe.
Probabilmente il giallo più intenso di Fulci, che poi virerà verso l’horror ; regia perfetta che tappa anche qualche piccolo buco lasciato qua e là dalla sceneggiatura.

Le frequenti zoomate sugli splendidi occhi della protagonista, oltre a scandire la cronologia degli eventi, richiamano in maniera evidente i primi piani dei western di Leone, dilatando l’attesa degli eventi in un crescendo di suspance davvero notevole.

Fulci si dimostra ancora una volta un grande regista, lontano dal grande successo, ma proprio per questo slegato da vincoli e capace di lasciarci in eredità pellicole che offrono temi e spunti da vero maestro.

Jennifer O’Neill è semplicemente perfetta, in un ruolo che le permette di “vivere” la storia, come forse solo Cronenberg in “Scanners” seppe nuovamente offrirle.

Davvero grande la colonna sonora, doverosamente omaggiata da Tarantino in Kill Bill.

Curiosità

Il soggetto iniziale doveva essere il semplice adattamento di un libro intitolato Terapia Mortale del giornalista e critico cinematografico Vieri Razzini ma né Fulci né il suo co-sceneggiatore Roberto Gianviti riuscivano a sentirsi soddisfatti del risultato finale. Per uscire dall’impasse, il cineasta chiamò a completare e revisionare il lavoro Dardano Sacchetti, uno dei migliori sceneggiatori del Cinema italiano.

Sachetti, persona profondamente intelligente ma sopratutto profondamente conscio dei gusti del pubblico insistette per inserire la maggior parte dei riferimenti paranormali che poi sarebbero rimasti all’interno della stesura definitiva; dopotutto quelli erano gli anni del grande successo di Dario Argento e di pellicole come Profondo Rosso.

Quella era la tendenza del momento, quello era ciò che veniva richiesto e quello era quanto veniva proposto da decine di imitatori argentiani.

E questo è quello che Fulci e Sacchetti, che imitatori non erano ma maestri al pari (se non superiori) ad Argento avrebbero costruito col loro film.

Il resto lo fece la lunga lavorazione che tra stop delle riprese, difficoltà varie e continui cambi di produttore durò diversi anni.
Anzi proprio per venire incontro alle richieste di uno dei vari produttori che si erano avvicendati Fulci inserì anche spunti provenienti dai racconti di E.A.Poe.

La colonna sonora è stata composta dal trio Frizzi, Bixio e Tempera, in cui troviamo il tema principale Sette note in nero, che sarebbero le sette note del carillon dell’orologio, e la canzone dei titoli di testa With you cantata da Linda Lee (Rossana Barbieri) una delle componenti del gruppo Daniel Sentacruz Ensemble

Il film è uscito nella sale italiane il 10 agosto 1977, negli Stati Uniti (Seven Notes in Black, anche come Murder to the Tune of the Seven Black Notes) nel marzo del 1979 e in Francia (L’emmurée vivante) il 4 marzo 1981.

È considerato il miglior giallo del regista, un film che nonostante una genesi difficoltosa che lo vide completato dopo anni di lavoro e cambi alla sceneggiatura, alla fine fu considerato il simbolo del talento registico di Fulci.

Il regista indiano Partho Ghosh ha girato un remake B-movie del film intitolato 100 Days, uscito nel 1991

Quentin Tarantino ha omaggiato il film nel suo Kill Bill Vol. 1, utilizzando il tema principale della colonna sonora Sette note in nero nella scena del risveglio della sposa, interpretata da Uma Thurman.

Nel film la data del furto de “La lettera d’amore” di Jan Vermeer è data come avvenuta il 3 marzo 1972. La tela fu effettivamente rubata (dal Rijksmuseum di Amsterdam, non dalla Pinacoteca Aldobrandi …) il 24 settembre 1971 (e ritrovata due settimane dopo).

Locations

 

 

 

Villa Lechner, a Sovicille (SI)

aeroporto Molin Bianco di Arezzo.

Piazza San Giovanni 3 a Siena.

Via di Città 89 a Siena.

Via dell’Ombrone, è via Lucherini a Siena.

Viale Vittorio Veneto 1 a Siena.

Via San Biagio a Sacrofano (Roma).

Siena in Piazza del Campo.

scogliere di Dover (Canale della Manica, nella Contea del Kent).

 

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Titolo originale     Sette note in nero
Paese di produzione     Italia
Anno     1977
Durata     95 min
Genere     giallo, thriller, orrore
Regia     Lucio Fulci
Soggetto     Lucio Fulci,
Roberto Gianviti,
Dardano Sacchetti,
Vieri Razzini (romanzo “Terapia mortale”)
Sceneggiatura     Lucio Fulci,
Roberto Gianviti,
Dardano Sacchetti
Produttore     Franco Cuccu,
Carlo Cucchi
Casa di produzione     Rizzoli Film,
Cinecompany S.r.l.
Fotografia     Sergio Salvati
Montaggio     Ornella Micheli
Musiche     Franco Bixio,
Fabio Frizzi,
Vince Tempera
Scenografia     Luciano Spadoni
Costumi     Massimo Lentini
Trucco     Maurizio Giustini

Interpreti e personaggi

Gianni Garko: Francesco Ducci
Evelyn Stewart: Gloria Ducci, sorella di Francesco
Loredana Savelli: Giovanna Rospini, moglie di Emilio
Salvatore Puntillo: secondo tassista
Franco Angrisano: primo tassista
Veronica Michielini: sig.ra Casazza
Paolo Pacino: tenente
Fausta Avelli: Virginia bambina
Elizabeth Turner: madre di Virginia
Luigi Diberti: giudice
Jennifer O’Neill: Virginia Ducci
Gabriele Ferzetti: prof. Emilio Rospini
Marc Porel: Luca
Jenny Tamburi: Paola
Fabrizio Jovine: comm. D’Elia
Riccardo Parisio Perrotti: avv. Merli, difensore di Francesco
Vito Passeri: custode
Ugo d’Alessio: custode della pinacoteca
Bruno Corazzari: stalliere Canovari

Doppiatori italiani

Rita Savagnone: Virginia Ducci
Sergio Graziani: Emilio Rospini
Pino Colizzi: Luca
Germana Dominici: Gloria Ducci
Luciano De Ambrosis: commissario D’Elia
Gianni Marzocchi: avvocato
Antonio Guidi: custode
Rosetta Calavetta: Giovanna Rospini
Sergio Fiorentini: primo tassista

 

 

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