Solo Andata

Solo Andata è un film francese di Jose’ Giovanni uscito nel 1970.

Trama

Marty, croupier nella bisca di La Balafre ad Anversa, compie una rapina assieme al collega Tom. Avvertita da un informatore, la polizia li coglie in flagrante: nella sparatoria Tom viene ucciso, mentre Marty, ferito, elimina a sua volta un ispettore. Catturato, e ricoverato nell’infermeria del carcere, egli riceve la visita di un avvocato che gli propone – visto che ormai, per lui, la condanna a morte è sicura – di addossarsi la responsabilità di un’altra rapina, ai danni di un vecchio gioielliere, De Grazia, ucciso durante il “colpo” e per la quale la polizia ha già arrestato un giovane, William Legget.

Profondamente innamorato di una ragazza, Tina, che sta per essere coinvolta, benché innocente, in quel delitto come complice di Legget, Marty non solo rifiuta di confessare una colpa non commessa, ma evade dall’infermeria, deciso a scoprire per suo conto – in modo da scagionare Tina – chi sia stata la vera complice di Legget. Recuperati per prima cosa, i gioielli rubati (li nascondeva nel suo studio lo stesso avvocato, che in una colluttazione con Marty viene colpito a morte), costui si rifugia, dopo essere sfuggito alla caccia dei poliziotti, in casa di Rose, un’amica di La Balafre. Ha così modo di scoprire che proprio costei era stata la complice di Legget nella rapina a De Grazia. Pago di poter dimostrare l’innocenza di Tina, Marty consegna Rose alla polizia. Arrestato e condannato a morte, Marty -dopo aver rivisto Tina per l’ultima volta – affronta la ghigliottina cercando di infondere coraggio in Legget, giustiziato con lui.

Commento

Il film nel 1970, verrà ignorato dal pubblico e dalla critica. Fu un passo falso nella carriera di regista di José Giovanni, subito dopo i trionfi dei due film che aveva girato con Lino Ventura, Ultimo domicilio conosciuto e il rapace. Precede anche un altro film girato nello stesso anno e che non ando’ bene: Dov’è Tom?.

Il primo risultato di questi fallimenti successivi fu che la carriera, fino ad allora di successo di Jose Giovanni, conobbe uno stop, dopo successi come romanziere, sceneggiatore o regista. Le ragioni di questi fallimenti va ricercata nel fatto che Giovanni rinuncia per un pò ai grandi budget e alle grandi stelle. Infatti, in entrambi i film andati male gli attori si chiamano Jean-Claude Bouillon, Nicoletta, o Rufus o nomi difficili per attirare grandi folle. Quindi c’è un tocco di sobrietà che pregiudica il successo, forse perche’ Giovanni si ricordava il suo primo film, La legge del sopravvissuto, girato in 16mm, gonfiato 35, con mezzi di fortuna. Anche se in questo film ci sono Giannini e Ottavia Piccolo, loro hanno solo piccole parti per fare effetto.

La seconda ragione del fallimento fu che il film è stato fotografato da due operatori. Sembra che l’inizio è dovuto ad Henri Decaë fotografo, che realizzo’ la prima parte con immagine blu e fredda, e la seconda parte di Pierre-William Glenn. Non sappiamo le ragioni, ma conoscendo il carattere ombroso di José Giovanni, si possono immaginare.

Lo scenario è molto buono, anche superiore all’adattamento di Siodmak, più semplice e con meno riferimenti psicologici. Nel film i poliziotti non sono né tutti buoni, né tutti cattivi, e la metà degli inferi appare ancora piuttosto oscura..

Il set è illuminato da eccellenti scene, l’agguato della polizia, la fuga di Anversa, o le ultime scene di azione prima dell’esecuzione dei due uomini. Girato in Belgio, le decorazioni sono belle e innovative. L’interpretazione è solida. Jean-Claude Bouillon, che all’epoca proveniva dal successo di Tiger Brigate, una serie televisiva di successo, è eccellente, a mio parere è il suo ruolo migliore. Ma si basa anche su vecchie conoscenze come Jean Gaven un odiato poliziotto impulsivo, Maurice Garrel, figura di commissario più ponderato e umano. Ma la rivelazione è probabilmente Nicoletta che è all’unica apparizione nel cinema. E ‘perfetta per la donna dissoluta, avida e tuttavia ingenua.

Questo è forse il film più Melviniano di Giovanni, anche se con molti dialoghi, il film che più si avvicina ai canoni del film noir. Si riconoscono le sue ossessioni: l’amicizia a vita tra Tom e Marty, il confronto di un uomo solo con la sua imminente esecuzione, con scene finali che ricordano Due per la città.

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FOTO E POSTERS

 

 

Produzione

Cité Films, Valoria Films
Exportation / Vente internationale :

StudioCanal Films Limited
Productions Étrangères :

Rizzoli Film, Copercines
Distribution France :

Valoria Films

Assistant à la réalisation:Alain Corneau

Producteur:Jacques Bar

Directeur de la photo:Pierre-William Glenn

Cadreur: Emile Foriscot

Monteuse: Kenout Peltier

Auteur de la musique: François de Roubaix

Auteur de l’œuvre originale: Henry Edward Helseth

Scénariste: José Giovanni

Ingénieurs du son: Pierre Lenoir, Jean Rieul

Directeurs de production: Jacques Rouffio, Léon Sanz

Décorateurs : Jean-Jacques Caziot, Jacques Saulnier

Titolo : La Grande Lessive
Réalisation : Jean-Pierre Mocky
Scénario : Jean-Pierre Mocky, Alain Moury, Claude Pennec
Décors : Pierre Tyberghein
Costumes : Irénée Martin ; Louis Féraud (pour Karyn Balm)
Maquillage : Louis Dor
Photographie : Marcel Weiss
Son : René Sarazin
Montage : Marguerite Renoir
Musique : François de Roubaix (éditions Hortensia)
Production : Jean-Pierre Mocky, Georges Cheyko
Sociétés de production : Balzac-Films, Méditerranée-Cinéma, Firmament-Films-Productions
Société de distribution : Rank/Océanic Films
Format : Couleurs (Eastman) – 35 mm – 1,66:1 – son mono
Durée : 100 minutes (1h40)
Genre : Comédie
Date de sortie : Drapeau de la France France : 15 novembre 1968

Interpreti e personaggi

Jean-Claude Bouillon : Marty
Nicoletta : Rose
Jean Gaven : Dietrich
Paola Pitagora : Lucile
Alain Mottet : Nilesse
Maurice Garrel : Mendel
Rufus : Tom Mills
Paul Beauvais : Palmer
Serge Davri : le Balafré
Jean de Coninck : Leggett
Philippe Brizard : un gardien de prison
Gabriel Briand : le cascadeur
Ottavia Piccolo : Tina
Giancarlo Giannini : Weber
Adolfo Geri : Volterra
Aldo de Carellis : le veilleur de nuit
Bernabé Barta Barri : Berck
Lorenzo Robledo : François
José Maria Caffarel : le réceptionniste

 

 

 

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