The Italian Job

Un colpo all’italiana (The Italian Job) è un film del 1969 diretto da Peter Collinson.

Nel 1999 il British Film Institute l’ha inserito al 36º posto della BFI 100, la lista dei migliori cento film britannici del XX secolo.

Nel 2003 ne è stato realizzato un remake, distribuito in Italia con il titolo originale di The Italian Job.

Trama

A Charlie Crocker, appena uscito di prigione, si offre la possibilità di realizzare un favoloso colpo in Italia: quattro milioni di dollari, in oro, che la Fiat riceverà della Cina per la costruzione di uno stabilimento a Pechino.

Proposto il piano a Bridger, un “big” della malavita che dirige tranquillamente i propri affari dall’interno di un carcere, e ottenuti da lui gli uomini e i mezzi necessari, Charlie parte per Torino, ma alla frontiera con l’Italia incontra il mafioso Altabani, deciso a impedirgli di eseguire il colpo. Crocker finge di acconsentire, poi, col favore della notte, dà inizio all’attuazione del piano. Penetrato nella centrale dalla quale, per mezzo di un cervello elettronico, viene smistato il traffico automobilistico, uno dei suoi uomini sostituisce il programma dell’elaboratore, facendo sì che il giorno dopo – quello in cui l’oro arriverà a Torino – si creino in tutta la città ingorghi paurosi.

Portato a termine il colpo, Charlie carica l’oro su tre piccole macchine e con esse, servendosi di un itinerario precedentemente studiato, riesce a seminare la polizia e a trasbordarlo su un pullman diretto in Svizzera. Nell’affrontare una curva su una strada di montagna, il mezzo resta però paurosamente in bilico su un burrone: l’alternativa che si offre a Charlie, mentre l’oro, spostandosi, tende a far precipitare il pullman, è ora tra la ricchezza e la vita.

Commento

L’oro che i britannici vogliono rubare, non solo alla Fiat ma soprattutto alla mafia, viene dalla Cina come anticipo per l’acquisto della più grande fabbrica di auto italiana. Forse il copione era volutamente esagerato allora e doveva suonare assurdo, come assurdo è il calcolatore che controlla il traffico, visto oggi invece è tutto perfettamente plausibile (calcolatore a parte). le auto inglesi la fanno da padrone, ma il film inizia con una Lamborghini Miura, che non ha niente da spartire con le romantiche Aston Martin.

Nel 1969 la Mini era già mito e Michael Caine uno degli attori più amati e divertenti. Basterebbe questo a spiegare questa commedia brillante e scanzonata, fatta a uso e consumo di un pubblico amante delle corse e delle situazioni grottesche, che ripagò lo sforzo con un buon successo al botteghino e che ne fece un immediatamente un cult. Per inciso, diversamente da quanto scritto, a Torino all’epoca esisteva veramente un sistema centrale di controllo del traffico e proprio per questo fu scelta come location anzichè Milano.

Ben diretto dal bravo Collinson, si avvale di alcune scene d’inseguimento davvero esilaranti, di una storia priva di tempi morti e di un cast particolarmente azzeccato. Caine in uno dei ruoli che hanno consacrato il mito, Coward eccellente, Vallone impeccabile. Divertente prova di Benny Hill in un ruolo insolito.
Curiosità

Il film nacque da un’idea del fratello dello sceneggiatore Troy Kennedy-Martin, e doveva essere, nelle intenzioni iniziali, un semplice sceneggiato televisivo per la BBC ambientato tutto in Inghilterra. L’ambientazione italiana della pellicola fu un’idea di Troy Kennedy-Martin, la cui sorella viveva a Milano da molti anni. La pellicola sarebbe infatti stata girata nel capoluogo lombardo, ma qui la produzione incontrò molti problemi in fase di sceneggiatura, soprattutto per quanto riguardava i permessi circa l’enorme ingorgo automobilistico da creare nel centro della città; quando si venne a conoscenza del centro di controllo computerizzato del traffico (all’epoca, tra i primi sistemi del genere in Europa) di cui era dotata Torino, gli sceneggiatori decisero di spostare la location sotto la Mole. Per quanto concerne la regia, Un colpo all’italiana doveva essere diretto da Peter Yates, regista di Bullitt, ma la Paramount Pictures impose Peter Collinson.[2]

All’epoca la British Motor Corporation (la casa automobilistica produttrice delle tre Mini protagoniste del film) non intuì le possibilità commerciali che poteva offrire la pellicola, a differenza della FIAT: quando la casa italiana venne a conoscenza dell’opera contattò la produzione e le offrì la somma di 50 mila dollari per sostituire le tre Mini con tre 500 dotate di turbocompressore, rendendosi inoltre disponibile a fornire anche tutte le auto di altre marche di cui necessitavano per il film. La produzione di Un colpo all’italiana declinò l’offerta, motivando il rifiuto con il fatto che «il film era uno scontro tra noi [gli inglesi] e loro [gli italiani], dovevamo dimostrare che noi eravamo intelligenti e loro sciocchi»

Nel terzo episodio della prima stagione della serie televisiva MacGyver, La zingara di Budapest, gran parte delle controscene dell’inseguimento automobilistico sono tratte da Un colpo all’italiana.

Nel 2007 la FIAT ha realizzato uno spot pubblicitario per la Fiat Grande Punto, commissionato all’agenzia Krow e con regia di Olivier Venturin, che richiama il film Un colpo all’italiana.

Nello spot, tre Fiat Grande Punto, ognuna con un diverso colore della bandiera italiana, sfrecciano per Torino facendo esplicitamente il verso alle tre Mini Cooper del film. Alcune scene ricalcano esattamente quelle della pellicola, come la corsa sulla pista di collaudo sul tetto dell’ex fabbrica del Lingotto. Lo spot termina, emblematicamente, con la frase «The Italian Job Remixed».

Nel 2012 la BMW, proprietaria di MINI e sponsor dei Giochi della XXX Olimpiade di Londra, ha realizzato un cortometraggio chiamato The Britalian Job, ispirato al film Un colpo all’italiana, ambientato nella capitale inglese e con protagoniste tre moderne Mini, e interpretato dagli atleti britannici Daley Thompson, James Cracknell, Jonathan Edwards e Matthew Pinsent.

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FOTO E POSTERS

 

 

Titolo originale     The Italian Job
Paese di produzione     Regno Unito
Anno     1969
Durata     95 min
Rapporto     2,35:1
Genere     commedia, azione
Regia     Peter Collinson
Sceneggiatura     Troy Kennedy-Martin
Produttore     Michael Deeley
Casa di produzione     Paramount Pictures
Fotografia     Douglas Slocombe
Montaggio     John Trumper
Effetti speciali     Pat Moore
Musiche     Quincy Jones
Scenografia     Michael Knight
Trucco     Freddie Williamson

Interpreti e personaggi

Michael Caine: Charlie Croker
Noël Coward: Mr. Bridger
Benny Hill: Professor Simon Peach
Raf Vallone: Altabani
Tony Beckley: “Camp” Freddie
Rossano Brazzi: Roger Beckerman
Margaret Blye: Lorna
Irene Handl: Miss Peach
John Le Mesurier: Governor
Fred Emney: Birkinshaw
John Clive: Garage Manager
Graham Payn: Keats
Michael Standing: Arthur
Stanley Caine: Coco
Barry Cox: Chris
Renato Romano: Cosca

Doppiatori italiani

Pino Locchi: Charlie Croker
Giuseppe Rinaldi: Roger Beckerman
Lydia Simoneschi: Miss Peach
Sergio Graziani: Altabani

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