Un esercito di 5 uomini

Un esercito di 5 uomini è un film western del 1969 diretto da Italo Zingarelli.

Trama

I ribelli messicani chiedono a “l’olandese” di organizzare una rapina ad un treno di stato che sta trasportando un milione di dollari per conto di Victoriano Huerta, per finanziare la rivoluzione messicana. Così l’olandese contatta altri quattro uomini: il forzuto Mesito, l’acrobata Luis Dominguez (già evaso più volte dalle carceri messicane), l’esperto di esplosivi Augustus (un ex militare che ora lavora per una compagnia mineraria) ed un samurai giapponese (che sbarca il lunario come lanciatore di coltelli); l’uomo promette ad ognuno mille dollari di ricompensa. La loro prima impresa sarà salvare dalla fucilazione un capo dei ribelli.

Dopo aver causato una rivolta in città però, i cinque uomini sono costretti a fuggire, insieme a tutti i civili, per evitare rappresaglie dell’esercito. Alcuni soldati però riescono ugualmente a trovarli e li portano in un forte per interrogarli. Da qui riescono ad evadere uccidendo molti militari, e si danno alla fuga, ma molti altri soldati partono al loro inseguimento. Tutto sembra perduto, quando all’improvviso, in una gola, appaiono decine di rivoluzionari, che si offrono di coprire la fuga dei cinque uomini. La cosa sembra incredibile, in quanto i pochi rivoluzionari non possono niente contro la divisione che sta seguendo gli evasi, ma questo serve a far capire agli uomini quanto sia importante la riuscita della loro impresa, tanto da valere il sacrificio di tutti quei ribelli.

Il treno è pesantemente difeso: un cannone, due mitragliatrici e decine di soldati, ma nonostante i numerosi imprevisti, la difficilissima rapina riesce; l’olandese, il capitano, il samurai e Luis riescono ad agganciarsi alle ruote dei vagoni tramite imbracature, ed eliminano tutti i soldati; intanto Mesito sta rimettendo in condizioni passabili un tracciato ferroviario alternativo dove il gruppo nasconderà il vagone col denaro. immobilizzati i soldati di guardia al vagone, i cinque si allontanano col bottino su un camion.

Qui Mesito comincia a fare le parti, senonché Luis punta un fucile su lui, Augustus e il samurai; l’olandese si è accordato con lui per spartire il bottino, ma a sorpresa tradisce anche lui. I quattro uomini credevano tutti che l’olandese non volesse davvero dare l’oro ai messicani e pensavano di dividerlo tra loro, invece l’olandese vuole rispettare i patti: anni prima infatti l’esercito uccise sua moglie perché il padre e i fratelli erano rivoluzionari e lei era sospettata di averli aiutati; tuttavia lascia loro i mille dollari a testa pattuiti, e promette di lasciare dei cavalli ad un giorno di cammino.
Il duello finale del film

Però un reparto di soldati ha scoperto il loro rifugio, l’olandese si rende conto che deve ridare le armi ai quattro complici per farsi aiutare nella difesa. Dopo aver ucciso tutti i soldati, il gruppo si avvicina per fare i conti, ma è proprio Luis, il più cinico di tutti, a spalleggiare l’olandese; mentre gli altri tre riflettono arrivano i messicani, che festeggiano tutti gli uomini come degli eroi per la riuscita del piano.

Recensione

L’esercito dei cinque uomini è un film interessante da guardare, non solo nel suo valore di intrattenimento, ma per come riesce a superare alcuni grandi ostacoli per farne un buon film. Gli aspetti positivi del film sono così tanti, catturando immediatamente lo spettatore e divertendolo così tanto, che il film riesce ad andare ben oltre la  sufficienza. Se mai fosse necessario definire  un film intrattenimento puro, questo film sarebbe una buona scelta.

Certamente ha una trama semplice: Durante la rivoluzione messicana, un misterioso compagno soprannominato  The Dutchman  (Graves) chiama in tre suoi vecchi amici, con la promessa di $ 1000 ciascuno se lo aiuteranno in un copo. I suoi vecchi amici consistono in Mesito (Spencer), un bruto forte ma un po immaturo che ama il cibo e la lotta; Augusto (Daly), ex artificiere nel plotone degli Olandesi di nuovo a Cuba; e un silenzioso e misterioso giapponese soprannominato “Samurai” (Tetsuro Tamba), esperto di spade e coltelli. A loro si aggiunge il giovane giovane amico Luis (Nino Castelnuovo), che era un acrobata. Riuniti insieme, l’olandese rivela il suo piano che sembra un suicidio: rubare 500.000 dollari d’oro da un treno protetto da soldati dotati di fucili, mitragliatrici e cannoni, e percorrendo un percorso che prevede squadroni di soldati armati a cavallo ogni sei minuti.

E questo è quanto riguarda la trama. La sceneggiatura è stata co-scritta dal grande Dario Argento (L’Uccello Con La Piume Di Cristallo, Deep Red, Suspiria).

Riguardo al cast la maggior parte degli sforzi fu fatta per creare un cast composto da due americani, due italiani ed un giapponese per rendere la pellicola più commercializzabile in tutto il mondo. Sebbene l’Olandese sia il leader, il progettista dietro questo piano, non si rivelerà in alcun modo, ad eccezione di un discorso nel finale del film. Durante il film, Graves sembra non essere a suo agio quando ha qualche dialogo, ed era profondamente distratto da un problema personale. Invece l’immaturo Mesito, Spencer, fornisce un ottima prestazione nel film. Nonostante il suo carattere, riesce a divertirci con la sua avidità.. Alcuni spettatori saranno interessati al fatto che questo film offre loro l’opportunità di ascoltare la vera voce di Spencer per una volta. Ha una notevole quantità di “mamma mia” nel suo parlare, ma il suo accento inglese è abbastanza buono.

Il resto dei personaggi? Augusto e Luigi, sono quasi identici dall’inizio alla fine del film. Il Samurai? Beh, c’è una donna messicana che si innamora di lui, ma è abbastanza difficile per la sceneggiatura sviluppare questo romanzo con loro, focalizzando nel film solo alcune brevi scene insieme, con Samurai che non parla mai e la donna che rimane in silenzio.

il film raramente annoia lo spettatore. C’è quasi sempre un elemento, nel film che ci intrattiene. Per cominciare, il film quasi mai rimane statico in un luogo per più di pochi minuti, spostando i cinque uomini in costante viaggio da un luogo all’altro. E raramente una scena dura troppo a lungo; sebbene un paio di scene (come l’evacuazione di massa del villaggio) dura molto di piu’ del necessario, ogni altra scena sembra avere la giusta durata. Il montaggio qui è notevole, non solo per dare il giusto brio ad ogni scena, ma anche per rendere il tempo di ogni scena più rapido del solito in uno spaghetti western.

Naturalmente, molte sequenze di azione ben fatte possono anche ridurre notevolmente il fattore noia. Non ci sono solo alcune sequenze di azione in The Five Man Army, ma sequenze d’azione di diversi tipi: inseguimenti, salvataggi, respingimento degli attacchi e una sequenza di breakout. Ognuna di queste sequenze di azione è costruita abbastanza bene per catturare la nostra attenzione, e l’unica cosa negativa da dire è che il Samurai solamente in un caso dimostra la sua abilità con la spada. Bellissima la grande sequenza, quando i cinque uomini iniziano la loro rapina del treno. È una delle scene d’azione migliori che abbia mai visto, per tante ragioni. Per venti minuti, è incredibile come la tensione parta così velocemente e non ci lasci mai, vedendo gli uomini effettuare alcune manovre molto pericolose e incontrare diversi contrattempi che minacciano di rovinare i loro piani.

E ‘ovvio che molto di più del solito è stato speso per questo film e la produzione professionale non si vede solo nel montaggio e nell’azione. Più tempo è stato ovviamente speso per impostare ogni singola scena, dando ad ogni momento un aspetto più forte e più equilibrato. Anche questo western, come altri, è stato girato in Spagna, ma la sensazione piu’ forte e’ di essere in Messico.

Non riesco a finire la recensione senza dire una parola sulla musica. Che musica! Ennio Morricone ha composto una delle migliori colonne per questo film, catturando immediatamente lo spettatore dalle sequenze di di apertura con un pezzo di musica favoloso. Il regista deve aver veramente apprezzato questo e gli altri brani del film, perché a volte le riproduce in background durante le sequenze di dialogo. La musica dà davvero una spinta supplementare durante le grandi scene e impedisce anche che alcune scene siano forse noiose se non hanno la loro musica.

Curiosità

 

 

Un piccolo mistero riguarda la regia di questo interessante western ispirato a Quella sporca dozzina e a I magnifici sette; Nella versione italiana risulterebbe diretto dal produttore Zingarelli, mentre nelle versioni straniere la regia è accreditata al regista americano Don Taylor. Anche Bud Spencer, in un’intervista, confermava che il regista era Don Taylor: “Del resto tutti gli attori erano americani tranne Castelnuovo e me”.

Daniela Giordano intervistata a Stracult rivela che Don Taylor diresse solo alcune sequenze e fece molti provini ma dopo pochissimi giorni, lasciò il set e venne sostituito da Italo Zingarelli che diresse materialmente più del 90% del film. Invece secondo l’attore Tetsuro Tamba, che interpreta il Samurai, Don Taylor iniziò il film, ma venne quasi subito rimpiazzato dal giovane sceneggiatore Dario Argento, tuttavia Argento nella sua autobiografia non ne scrive una riga.

Nella versione americana Bud Spencer si doppia per la prima volta da solo in un perfetto inglese.

Uscite all’estero

Belgium     1969
Italy     16 October 1969
Japan     15 November 1969
USA     20 February 1970
Australia     12 March 1970
West Germany     26 March 1970
Sweden     13 April 1970
Finland     7 May 1970
France     22 May 1970
Portugal     16 June 1970
Denmark     6 July 1970
Norway     3 September 1970
USA     7 October 1970     (New York City, New York)
Turkey     1 March 1971

Titoli all’ estero

Argentina     Ejército de cinco
Belgium (French title)     5 hommes armés
Belgium (Dutch title)     Het kommando der 5
Bulgaria (Bulgarian title)     Армия от петима
Brazil     Exército de 5 Homens
Canada (French title)     Cinq hommes armés
Denmark     Præriens blodhunde
Spain (alternative spelling)     Un ejército de 5 hombres
Spain     Un ejército de cinco hombres
Finland     Viiden miehen armeija
France     5 hommes armes
France (video box title)     5 hommes armés
Greece (reissue title)     O stratos ton pente
Greece (transliterated ISO-LATIN-1 title)     Oi pente prodotes
Hungary     Ötszemélyes hadsereg
Ireland (alternative title) (English title)     The Five Man Army
Japan     Gonin no guntai
Norway (video title)     Fem manns-armeen
Poland     Pieciu uzbrojonych mezczyzn
Portugal     Os Cinco Bandoleiros
Sweden     Fem professionella män
Soviet Union (Russian title)     Армия пяти
Turkey (Turkish title)     5 kisilik ordu
USA     The 5-Man Army
USA (alternative spelling)     The 5-Man Army!
West Germany     Der Dampfhammer
West Germany     Dicker, laß die Fetzen fliegen
West Germany     Die fünf Gefürchteten
West Germany     Die fünf Gefürchteten und ein Halleluja
World-wide (alternative title) (English title)     The 5 Man Army
World-wide (alternative title) (English title)     The Five Man Army

Locations

 

 

Italy

Spain

 

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Titolo originale     Un esercito di 5 uomini
Paese di produzione     Italia
Anno     1969
Durata     105 min (versione originale), 89 min (versione tagliata)
Genere     western
Regia     Italo Zingarelli
Soggetto     Dario Argento
Sceneggiatura     Dario Argento
Produttore     Roberto Palaggi
Produttore esecutivo     Roberto Palaggi
Casa di produzione     Tiger Film
Distribuzione (Italia)     Delta Film, Medusa Video
Fotografia     Enzo Barboni
Montaggio     Sergio Montanari
Effetti speciali     Sergio Chiusi
Musiche     Ennio Morricone
Scenografia     Enzo Bulgarelli
Costumi     Luciano Sagoni
Trucco     Massimo Giustini

Interpreti e personaggi

Bud Spencer: Mesito
Peter Graves: l’Olandese
Nino Castelnuovo: Luis Dominguez
James Daly: Capitano Augustus
Tetsurō Tamba: Samurai
Claudio Gora: Manuel Esteban
Carlo Alighiero: Capitano Gutierrez
Giacomo Rossi Stuart: soldato
José Torres: messicano
Marino Masé: macchinista
Annabella Andreoli: ragazza messicana
Daniela Giordano: Maria
Antonio Monselesan: ufficiale messicano
Gigi Bonos: prete
Dan Sturkie: Carnival Barker

Doppiatori italiani

Pino Locchi: l’Olandese
Glauco Onorato: Mesito
Massimo Turci: Luis Dominguez
Bruno Persa: Capitano augustus
Renato Turi: Manuel esteban
Massimo Foschi: Capitano Gutierrez
Michele Gammino: Soldato
Gianni Marzocchi: Macchinista
Gino Baghetti: Minatore
Giampiero Albertini: comandante del plotone d’esecuzione
Vinicio Sofia: imbonitore

FOTO E POSTERS

 

 

 

 

 

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