Una pistola per cento bare

Una pistola per cento bare è un film del 1968 diretto da Umberto Lenzi.

Trama

Il soldato Jim Slade si rifiuta, come testimone di Geova, di usare le armi ed è perciò condannato a due anni di lavori forzati. Graziato, radiato dal Reggimento, egli si reca a Tcson, suo paese natale, per ricongiungersi con la famiglia. Al suo arrivo scopre che i suoi genitori sono stati assassinati. I colpevoli, gli rivela l’amico Kassidy, sono quattro: Jeff Logan, i fratelli Tony e Freddy Butcher e Corbett il texano. Appreso rapidamente e con successo l’uso della pistola, Jim comincia una spietata caccia agli assassini, dei quali, in breve tempo, non resta in vita che Corbett.

Da Tcson, Slade si trasferisce a Gulberstone, dove, durante uno scontro con due provocatori, riceve valido aiuto da un certo Douglas, predicatore laico. Sapendo che la banca sta per ricevere, dalla sua sede centrale, duecentomila dollari, Corbett si apposta con i suoi uomini alle porte del paese per impadronirsi del denaro ma Jim, con un trucco, riesce a eludere il blocco. Avendo ragione di ritenere che Corbett attaccherà, Jim concorda con Douglas un piano di difesa, che ha pieno successo. Unico superstite della sua banda il Texano rivela a Slade, prima di cadere colpito a morte, che il vero capo banda è l’insospettabile Douglas. Jim insegue il finto predicatore e in un duello alla pistola ha la meglio su di lui.

Recensione

 

 

C’è una battuta divertente nella parodia western fatta dagli americani “Rustler’s Rhapsody” che tutti gli Spaghetti western hanno una musica fantastica. Il compositore Angelo Francesco Lavagnino racconta la violenta opera a cavallo di Umberto Lenzi sulla vendetta e il furto con una colonna sonora orchestrale che mi ha attardato molto tempo dopo aver visto “Pistol for a Hundred Coffins”, con il coraggioso attore Spaghetti western Peter Lee Lawrence e “Red River”  John Ireland. Anche se questo film di 84 minuti è apparentemente sulla vendetta – come tutti gli euro-western – Lenzi e il co-sceneggiatore Marco Leto di “Dead Men Do not Count” e Vittorio Salerno di “Twenty Thousand Dollars for Seven”, adattando la storia di Eduardo Manzanos , sono scivolati in alcuni personaggi interessanti che raramente vedi nelle opere western. Il protagonista Peter Lee Lawrence, Jim Slade, è un Testimone di Geova e un obiettore di coscienza che si barcamena in un campo di lavoro duro confederato perché si rifiuta di portare armi. Allo stesso modo, John Ireland interpreta un pistolero che spara a tutta birra, che cita le scritture della Bibbia in ogni occasione, nonostante non sia un predicatore comune. Dettagli come questi e alcune sorprese in questo  film altrimenti formidabile segna “Pistol for a Hundred Coffins” come un shoot’em sopra la media per numero di morti.

È interessante notare che Lenzi sembrava aver riorganizzato la stessa città del set cinematografico western che Sergio Leone aveva girato in “A Fistful of Dollars” , e il cattivo viene qui interpretato con gusto da un altro attore caratteristico dei western, Piero Lulli. No, l’eroe non deve reggere il brutale pestaggio che i cattivi hanno dato a Clint Eastwood in “Un pugno di dollari”. In primo luogo, questo western si svolge nella città di frontiera di Galveston e riguarda uno sforzo prolungato di Corbett (Piero Lulli) e dei suoi pistoleros innescati per rapinare la banca locale di $ 200 mila dollari che è stato messo da parte dai contadini per comprare i rifornimenti per la semina. Il bottino è in ritardo sulla consegna, e Corbett ei suoi uomini si aggirano per la città nella sua periferia arida e montuosa, mentre Slade  continua la caccia all’uomo per gli scagnozzi che hanno ucciso la sua famiglia. Le sequenze più belle riguardano i personaggi che cambiano nel corso della narrazione, e Jim Slade cambia da un uomo che si rifiuta di uccidere a pistolero sanguinario. Principalmente, questo cambiamento è richiesto perché i suoi parenti di sangue sono stati tutti massacrati. Tuttavia, durante questa fase della sua vita, rimane costante nel suo rifiuto di bere whisky.

Intendiamoci, Umberto Lenzi non era lo stilista consumato che era Sergio Leone, ma Lenzi era prolifico nella sua produzione e con sessantacinque film per lui  sotto il proprio nome e pseudonimi. “Pistol for a Hundred Coffins” non si discosta molto dal suo stile e il film non è privo di momento comico quando tutti sembravano essere girati da un proiettile che esplode attraverso di loro. Franco Pesce ha un’espressione doc interpretando un vecchio codger che imbalsama e seppellisce le decine di cadaveri che si accumulano dopo ogni scontro a fuoco. Una delle sottotrame più curiose che contiene “Pistol for a Hundred Coffins” è quella che non si vede spesso: un gruppo di pazzi detenuti nella prigione della città dopo che il loro manicomio è stato distrutto. A un certo punto, questi maniaci, tra questi Eduardo Fajardo, scoppiano e lanciano un assalto scoordinato contro gli abitanti della città con qualsiasi cosa riescano a mettere nelle mani su per ucciderli.

Curiosità

 

 

Uscite all’estero

Italy     24 August 1968
Spain     7 July 1969     (Barcelona)
Sweden     10 August 1970
France     12 August 1970
Spain     21 September 1970     (Madrid)
Turkey     1 February 1971
West Germany     23 November 1989     (TV premiere)

Titoli all’ estero

A Gun for One Hundred Graves
Bulgaria (Bulgarian title)     Пистолет за сто ковчега
Brazil     Uma Pistola para 100 Sepulturas
Spain     El sabor del odio
Finland (literal title)     Yksi ase – sata hautaa
France     La malle de San Antonio
France     Pistolets pour un massacre
Greece (transliterated ISO-LATIN-1 title)     Ena pistoli, 100 nekroi
Hungary     A cowboy száz halottja
Portugal     Matarei Um Por Um
Sweden     Hämnaren från Tuscon
Turkey (Turkish title)     Bir tabanca, yüz tabut
USA     Pistol for a Hundred Coffins
West Germany     Ein Colt für 100 Särge

Locations

 

 

Madrid, Spain

Colmenar Viejo, Madrid, Spain

Rome, Lazio, Italy

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Titolo originale    Una pistola per cento bare
Lingua originale    italiano
Paese di produzione    Italia, Spagna
Anno    1968
Durata    83 min
Rapporto    2,35 : 1
Genere    western
Regia    Umberto Lenzi
Soggetto    Eduardo Manzanos
Sceneggiatura    Marco Leto, Umberto Lenzi
Produttore    Umberto Lenzi
Produttore esecutivo    Umberto Lenzi
Casa di produzione    Cine Espana Copercines, Tritone Filmindustria
Distribuzione (Italia)    Produzioni Europee Associate
Fotografia    Alejandro Ulloa
Montaggio    Daniele Alabiso
Musiche    Angelo F. Lavagnino
Scenografia    Galicia, Cubero
Costumi    Walter Patriarca
Trucco    Raul Ranieri, Vincente Vasquez

Interpreti e personaggi

Peter Lee Lawrence: Jim Slade
John Ireland: Douglas
Piero Lulli: J. Texas Corbett
Gloria Osuna: Marjorie
Eduardo Fajardo: Chavel, un pazzo
Julio Peña: il sindaco
Raf Baldassarre: Verdugo
Franco Pesce: Ben, il cassamortaro
Andrea Scotti: il maniscalco
Calisto Calisti: Cassidy
Francesco Narducci: il barista
Giovanni Ivan Scratuglia:
Paola Natale: Elizabeth, la commessa dell’albergo
Francisco Braña: Joe, il postiglione della diligenza
Miguel Del Castillo: il banchiere a Galberstone
Víctor Israel: Barrett, un pazzo
José Jaspe: David, un pazzo
Joaquín Parra: un pistolero con Corbett
Giovanni Petrucci: Jeff Mortimer Logan
Alfonso Rojas: Percy, un cittadino
Gino Turini: Freddy Butcher

Doppiatori originali

Cesare Barbetti: Jim Slade
Renato Turi: Douglas
Corrado Gaipa: J. Texas Corbett
Fiorella Betti: Marjorie
Bruno Persa: il sindaco
Michele Gammino: Verdugo
Carlo Romano: Ben, il cassamortaro
Luciano De Ambrosis: il maniscalco
Roberto Bertea: Cassidy
Vittoria Febbi: Elizabeth, la commessa dell’albergo
Gianni Marzocchi: Joe, il postiglione della diligenza
Manlio Busoni: il banchiere a Galberstone
Massimo Foschi: Freddy Butcher

 

FOTO E POSTERS

 

 

 

 

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