Vai gorilla

Vai gorilla è un film poliziesco del 1975 diretto da Tonino Valerii. La trama si rifà ai frequenti episodi di sequestro di persona che caratterizzavano la cronaca nera del periodo.

Trama

L’ex stuntman Marco Sartori, in cerca di un lavoro per farsi assumere come guardia del corpo dell’ingegnere Gaetano Sampioni, un ricco costruttore edile, mette in scena con l’aiuto dell’amico Ciro un finto sequestro di persona ai danni dell’ingegnere che poi sventa lui stesso. Il piano funziona: ma i due mal si sopportano a causa del caratteraccio dell’ingegnere e dell’orgoglio di Marco, costretto a un lavoro che non ama per mantenere un sorella e un fratello, Piero, spesso nei guai per le cattive compagnie che frequenta. Sampioni incarica Marco di sorvegliare la figlia Vera, di ritorno dall’estero: ben presto i due giovani si innamorano. L’ingegnere riceve lettere e telefonate anonime con minacce e grosse richieste di denaro, accompagnate da sabotaggi ai suoi cantieri.

Dopo essere stato sequestrato e malmenato, Marco decide di indagare per conto proprio assieme a Piero: l’unico indizio è che uno dei mafiosi è un motociclista che usa un fucile di precisione e calza stivali da cowboy e si fa chiamare Berto. Per evitare che Sampioni ceda alle richieste del racket, Marco lo rapisce e lo nasconde in un luogo sicuro, e con l’aiuto della polizia tende una trappola ai ricattatori, nel luogo previsto per la consegna dei soldi: ma senza fortuna. Scopre poi che Ciro è colluso con la banda, e gli chiede di fargli avere un appuntamento con Berto, il motociclista.

Arrivato in un palazzo abbandonato, si ritrova in trappola, bloccato in un ascensore malfunzionante e senza fondo. Scampa alla morte per un pelo, ma non può salvare Ciro, che viene barbaramente ucciso dai suoi complici. Il racket tenta di rapire Vera, salvata all’ultimo momento da Marco, che decide di liberare Sampioni e raccontare tutto alla polizia. Piero vuol fare di testa sua, e finisce nelle mani di Berto e dei suoi: Marco e la polizia arrivano a salvarlo, e decimano la banda. Berto e fugge a bordo di un treno, seminando il panico: ma Marco dopo esser salito sul treno in corsa lo affronta e lo uccide.

Curiosita’

 

Il film fu prodotto da Mario Cecchi Gori. Il copione di Valerii e Massimo De Rita riprende alcune situazioni dal primo film del regista, Per il gusto di uccidere, tra cui il duello finale tra Fabio Testi e Antonio Marsina.  La sequenza in cui Testi è intrappolato in un ascensore in un palazzo in demolizione fu girata con il blue screen. «Per realizzare la scena dell’ascensore con il blue back [sic] fu necessario improvvisare, perché in Italia non era mai stato fatto, e le difficoltà furono molte. Dovemmo ricostruire tre piani della scala di un palazzo in demolizione sopra il Colosseo dove girammo “dal vero” e due cabine di ascensore da muovere a mano con funi e contrappesi. La scena costò parecchio e Cecchi Gori me la perdonò solo a risultato finale».

Il film è ricco di scene estremamente violente (un ciclista investito da un treno, le ruote delle moto che passano sopra le gambe di Al Lettieri, i pestaggi ecc.). La commissione censura vietò il film ai 18 anni e Tonino Valerii rifiutò i tagli chiesti da Cecchi Gori per abbassare il divieto. Il film fu comunque un successo di pubblico, con oltre 1 miliardo e 800 milioni di incassi.

Vai gorilla è una delle ultime interpretazioni dell’attore italoamericano Al Lettieri, che morì per un attacco cardiaco il 18 ottobre 1975, un mese prima dell’uscita del film.

La fabbrica abbandonata dove Sartori (Testi) e Ciro (Lettieri) vengono assaliti da una gang di motociclisti è l’ex area industriale dei Mulini Biondi in Via del Ponte dell’Industria a Roma presente in altri film fra cui Giornata nera per l’ariete (1971)

Commento

Veramente buono questo poliziottesco del bravo Valerii.
I moduli del western in cui il regista è maestro irrompono nel poliziesco esasperandone le truculenze (torture, pestaggi di gruppo, eccidi) e impennandone le acrobatiche scene d’azione in inseguimenti e sparatorie di sicura spettacolarità. Tra snodi narrativi e psicologie che piombano nel fumettistico Testi mette a frutto i suoi trascorsi di stuntman, mentre il sodale Lettieri e l’irascibile Palmer intervengono sporadicamente con vigorose caratterizzazioni. Al satanico Marsina il regista riserva la medesima sorte toccata a George Martin nel duello risolutore di Per il gusto di uccidere.

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FOTO E POSTERS

 

Titolo originale     Vai gorilla
Lingua originale     Italiano
Paese di produzione     Italia
Anno     1975
Durata     100 min
Colore     Colore
Audio     sonoro
Genere     poliziesco
Regia     Tonino Valerii
Soggetto     Dino Mauri, Massimo De Rita
Sceneggiatura     Dino Mauri, Massimo De Rita
Produttore     Mario Cecchi Gori
Casa di produzione     Capital Film
Distribuzione (Italia)     Cineriz
Fotografia     Mario Vulpiani
Montaggio     Antonio Siciliano
Effetti speciali     Paolo Ricci
Musiche     Vince Tempera, Fabio Frizzi, Franco Bixio
Scenografia     Luca Sabatelli
Trucco     Massimo De Rossi

Interpreti e personaggi

Fabio Testi: Marco Sartori
Renzo Palmer: Gaetano Sampioni
Claudia Marsani: Vera Sampioni
Saverio Marconi: Piero
Adriano Amidei Migliano: commissario Vannuzzi
Antonio Marsina: Berto
Al Lettieri: Ciro Sartori
Ernesto Colli: custode del cantiere

Doppiatori italiani

Pino Locchi: Marco Sartori
Gianni Marzocchi: commissario Vannuzzi
Cesare Barbetti: Berto
Giuseppe Rinaldi: Ciro Sartori
Gianfranco Bellini: custode del cantiere

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