VII PUNTATA – CIPOLLA COLT continues

Mi sono svegliato prima della sveglia… sono tutto pronto. Indosso i miei stivali e cinturone con tanto di stella. Esco dall’albergo situato vicino al mare… l’auto della produzione è in attesa. Saliamo tutti. Io mi metto sempre dietro a mio padre…perché mi piace giocare con le sue orecchie. Il viaggio verso il set, visto la mia bellissima esperienza dei giorni precedenti… è un viaggio lungo, perché non vedevo l’ora di stare in mezzo alla “puzza” dei cavalli, la polvere del deserto… ed il casino di un set in continuo movimento, con carri e carrozze…

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Finalmente la macchina gira l’ultima curva e vedo il villaggio che si avvicina sempre di più…. “E VAIIIII!!!”. Attraversiamo il ponte di legno… oggi quel ponte non esiste più.

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Che strano vedere il villaggio western con tutte quelle auto parcheggiate fuori. Tante auto e mezzi parcheggiati in un ordine quasi senza una ragione di sistemazione e piano. L’auto si ferma…scendo subito ed inizio a correre verso il “caos”… corro verso quello che considero la mia seconda casa, il set. Inizio a salutare tutti… mia sorella mi segue e giochiamo insieme. Adesso conosco bene il villaggio… ho più libertà di movimento.

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Ad un certo punto sento qualcuno strillare il mio nome, “KID!!!”…. mi giro e vedo Franco Nero che mi aspetta a braccia aperte…. inizio a correre… mi vola il cappello da cowboy… ma continuo a correre… Arrivo e Franco mi prende in braccio! Che emozioneeeee!!! “Ma Franco, cosa hai combinato ai capelli…sono  tutti ricci…Stai proprio bene. Sei divertente!!!!” Lui sorride affettuosamente. “Ma come sei vestito??? Sembri un povero contadino….”.

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Franco mi guarda e mi accarezza i capelli…
All’improvviso sento qualcuno che strilla il mio nome, “KIIIIIIID!!!!”…. Mi giro… Ma è ancora Franco… mi giro e non vedo più Franco accanto a me. Ma come può essere??? Ma Franco era proprio accanto a me…. Adesso è dall’altra parte del villaggio… “Ma papà..??? Ma come ha fatto Franco??….” Ad un certo punto sento una mano che mi accarezza la testa… mi giro ed è Franco! Mi rigiro verso il Franco che era alla fine del villaggio… è sparito….!!! Rimango senza parole…“Ma come hai fatto???”…. Mi trovo due Franco – uno sulla mia destra ed uno sulla mia sinistra!!!! Io rido come un bambino che scopre, per la prima volta, un’altra bellissima e stupenda magia del set.

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I nostri unici e bravissimi acrobati, non solo sono i più bravi acrobati del mondo, ma hanno un altro compito… Il compito di fare anche i doppi degli attori. In questo caso, il nostro grande amico di famiglia, Rocco Lerro è il doppio di Franco Nero. Sono praticamente uguali. Che ficata. Tra le scene, mi avvicino e gioco sia con Rocco e sia con Franco. Sono fantastici.
Oggi voglio stare accanto a mio padre. Sono pronti a girare una scena con il carro di Franco pieno di cipolle.  L’odore di cipolle è forte! Ovvio sono vere… Tutti pronti… Le comparse sono state sistemate… sento l’aiuto regista strillare “Movimiento!!”… la comparse iniziano a muoversi… “Carreta!!”. Vedo il carro di Franco che si muove… ma Franco non c’è…guardo mio padre… Lui mi guarda e mi fa l’occhietto…e mi fa il segno di stare in silenzio…. e punta il dito e mi dice, mimando “Guarda Kid…”… Il carro arriva davanti alla machina da presa. “STOP!”. Tutti pronti per cambiare l’inquadratura…. ma cerco di guardare bene…. ma il cocchiere non c’è….neanche Franco. Ad un certo punto…. vedo le cipolle che si muovono…..ed il sedile del cocchiere che si apre… e da sotto vedo uscire fuori il cocchiere… che parla in spagnolo con mio padre. Ma come???? Il cavallo non andava da solo??? Era guidato dal cocchiere nascosto sotto il sedile e vicino alle cipolle. Troppo forte!!!

Tra un divertimento e l’altro… è l’ora di pausa. “Vamos a mangiares!” Dietro le case finte è posizionato una grossa cucina da campo… che odore ragazzi!!! Hanno cucinato il pesce fresco e la paella. Come fai a non ricordarti della mitica e fantastica “Cucina Felix” – che cucina tutto il giorno. Come tutto il giorno? Certo. Sui set italiani… arriva la mitica pizza bianca per merenda… e poi i cestini (da scegliere tra il bianco e rosso – non il vino. Ma il primo…).

Qui siamo in un’altra galassia. La produzione di Carlo Ponti ha fatto tutto in grande. Ha richiesto una vera cucina – che prepara dei piatti unici. Il barbeque è sempre accesso… Pesce in quantità e di qualità sorprendenti. Pranziamo tutti insieme. Che gioia vedere tutti insieme e mangiare in allegria e tranquillità. Io parlo con Stefania… Mamma è seduta vicino a noi che ride e sorride con Rocco e mio padre. Accanto a noi ci sono anche Massimo, Romano e Nazareno… Che meraviglia. Sembra un pic-nic all’aperto con tanti amici di famiglia. Sono felicissimo!!! Tutta questa bellissima magia, mi fa ricordare un altro set, “Il paziente inglese” – dove ho avuto l’onore di lavorare come aiuto-regista. Stessa atmosfera. Gioiosa e bella. Ma specialmente con la cucina da campo… certi pranzi… Mamma mia!!! Com’era il set di quel film? Ci arriverò…. ma prima di arrivarci, ho tante altre avventurose storie da raccontarvi… Hasta pronto!

 

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