W Django!

W Django! è film western del 1971 diretto dal regista Edoardo Mulargia. Ricco di sparatorie e con qualche venatura ironica il film può appieno essere considerato uno spaghetti western. La pellicola comunque non è esente da ingenuità storico-geografiche (appare addirittura un’automobile, e a Tucson, in Arizona, ci sono i soldati messicani del generale Diaz).

Trama

Django vuole vendicare la morte della moglie, uccisa da quattro banditi durante una rapina. Giunge così a La Puerta, alla ricerca del messicano Carranza, membro della banda che ha ucciso sua moglie. Il bandito però, sta per essere impiccato. Sostituendosi al prete per l’estrema unzione, Django riesce a far scappare il bandito, ma soltanto per raggiungerlo nuovamente fuori città. Qui gli rivela che lo ha liberato soltanto per farsi dire i nomi degli altri tre membri della banda, visto che Carranza stesso era evaso dal carcere soltanto due giorni dopo l’omicidio della donna, come testimoniava un articolo su un giornale.
Il bandito Carranza

Carranza gli rivela così che uno dei tre uomini è un trafficante d’armi, Thompson. Django così simula la morte di Carranza per intascarne la taglia e con il denaro appena ricevuto, insieme a Carranza, si reca da Thompson. Qui Thompson teme una vendetta da parte di Carranza perciò gli tende un’imboscata all’esterno, ma Django intuisce il tutto e riesce ad uccidere tutti gli uomini di Thompson. Dopo aver svelato a Thompson la sua vera identità però, Carranza uccide Thompson mentre stava parlando, dicendo che in realtà avrebbe presto impugnato l’arma. Nella fazenda di Thompson però giunge anche Jeff, un capobanda locale che aveva bisogno di comprare delle armi.
Django e Carranza che stanno per essere fucilati

Qui Jeff scopre il massacro e ruba il carro di armi che servivano a Django e Carranza. Il secondo uomo da uccidere infatti è il capitano messicano Gomez, e l’unico modo per avvicinarlo è, appunto, vendergli delle armi. Così Django torna in città e ruba a sua volta le armi a Jeff. Carranza però si fa catturare, così Django è costretto ad andare da solo all’appuntamento con Gomez. Gomez è sospettoso, ma Django lo coglie alla sprovvista, lo butta giù da un dirupo e approfitta della posizione sopraelevata in cui si trovava per massacrare i soldati della sua scorta.

Nel tempo che perde però, Jeff arriva sul posto guidato da Carranza e circonda Django. Recuperati i fucili Jeff decide di uccidere Django e Carranza, ma Django gli rivela una cosa: i fucili sono senza percussori, quindi inutili. Jeff è infuriato ma Django si offre di guidarlo nel luogo in cui li ha nascosti. In realtà Django li porta verso Tucson City, su una delle piste più frequentate dall’esercito messicano, che infatti tende un’imboscata al gruppo. Nella confusione Django e Carranza scappano, ma una volta liberi Carranza rivela a Django che l’ultimo uomo ad aver partecipato alla rapina è proprio Jeff. Tornato in città, Django uccide tutti gli uomini di Jeff e si prende la sua vendetta. Carranza però lo prende alle spalle, lo disarma, e gli rivela che sul giornale c’era un errore di stampa: in realtà anche lui aveva partecipato all’omicidio della moglie. Un ultimo uomo di Jeff spara un colpo decisivo a far distrarre Carranza e a permettere a Django di sopraffare l’avversario e concludere definitivamente la sua vendetta.

Recensione

 

 

Uno di una serie di western italiani economicamente fatti e progettati per incassare col marchio Django, “W Django!” a.k.a. “A Man Called Django”, non è paragonabile ovviamente al film originale di Franco Nero, ma è comunque un intrattenimento accettabile che ti tiene a guardarlo per un’ora e mezza. In questa storia l’astuto cacciatore di taglie è in realtà sposato, ma la povera donna dura appena un minuto e mezzo; viene aggredita e uccisa dai banditi.

Un anno dopo Django (Anthony Steffen) arriva in una piccola città e scopre che un ladro sta per essere impiccato, Carranza (Stelio Candelli) può identificare i membri di quella banda, così gli salva la vita. I due uomini vengono poi uniti mentre Carranza indica un b andito alla volta mentre i corpi vengono regolarmente riempiti di proiettili e una storia di sparatorie entra nella trama. Non cercare troppe storie qui, ma puoi aspettarti una buona dose di stile, per gentile concessione del regista Edoardo Mulargia, e la violenza è piuttosto costante; il conteggio dei morti in questo film è impressionante. Puoi anche aspettarti molta commedia in questa pellicola, grazie allo scrittore Nino Stresa. Glauco Onorato in particolare è un vero spasso.

La recitazione è competente fino in fondo; I fan dell’horror potrebbero riconoscere Chris Avram di “A Bay of Blood” di Mario Bavas, interpretato qui come il fuorilegge Jeff. Esmeralda Barros aggiunge apprezzabile piacere per gli occhi come Lola, e Donato Castellaneta è piuttosto attraente come il proprietario del saloon Paco. Alcuni fans dei western italiani potrebbero scoprire che il finale e’ un po’ debole, ma è innegabilmente molto vivace dall’inizio alla fine e difficile da non amare. Steffen potrebbe non essere Franco Nero, ma è piuttosto bello di per sé e lo spettatore deve semplicemente amare quanto sia geniale. Si stabilisce come un buon cliente subito dopo il suo ingresso, e si presenta con modi ingegnosi per ingannare vari cattivi. (Il morso con il braccio falso è uno spettacolo.)

Anthony Steffen, nei panni di Django, credo che sia uno degli attori migliori per interpretare questo tipo di ruolo. Steffen ha anche un buon feeling con Glauco Onorato che interpreta il bandito messicano che lo accompagna. ricevono il sostegno da Chris Avram come il letale Jeff, Donato Castellaneta come l’amichevole Paco, e Riccardo Pizzuti come il vile Thompson. La splendida brunetta Esmeralda Baldi offre alcuni deliziosi viste per gli occhi come la raccolta di Lola. Il finale a sorpresa è una trovata. La dinamica cinematografia di Marcello Maciocchi inietta molta energia corroborante. La potente colonna sonora di Piero Umiliani colpisce il motivo vivace.

La natura della trama con la sua enfasi su una serie di cattivi abbattuti uno alla volta, significa che la trama è composta da singoli segmenti e penso che questo aiuti a tenere abbastanza bene il film, il che è positivo dato che molti spaghetti western possono diventare un po ‘noiosi mentre vanno avanti.

Curiosità

 

 

Il film è uno dei non pochi spaghetti-western su Django, il pistolero reso famoso dalla performance di Franco Nero nel film di Sergio Corbucci, dal quale viene ripreso il tema della vendetta. Il protagonista però, oltre al nome, non presenta altre caratteristiche peculiari dell’originale.

Non mancano inoltre esplicite citazioni dei film di Sergio Leone:

I titoli di testa fortemente contrastati e il duello finale pistola-fucile da Per un pugno di dollari
Il carillon dell’eroe da Per qualche dollaro in più,
La coppia Django-Carranza come bounty killer e fuorilegge simile a quella formata da Clint Eastwood ed Eli Wallach ne Il buono, il brutto, il cattivo.

Inoltre anche il fatto che l’eroe è aiutato nella vendetta da uno degli assassini ricorda Da uomo a uomo di Giulio Petroni.

Uscite all’estero

Italy 29 September 1971
Denmark 14 February 1972
Sweden 27 March 1972
West Germany 15 September 1972
Portugal 25 September 1972
Finland 2 April 1976
Norway 1982 (video premiere)

Titoli all’ estero

A Man Called Django!
Brazil Um Homem Chamado Django
Denmark Djangos colt er altid varm
Spain Barro en los ojos
Spain (video title) Mi nombre es ¡Django!
Finland Djangon suloinen kosto
Finland Kostaja tulee kaupunkiin
France Viva Django
Greece (reissue title) Oi apokliroi
Greece Viva Django
Hungary (TV title) Akit Djangónak hívtak
Norway Djangos søte hevn
Portugal A Vingança de Django
Sweden Djangos ljuva hämnd
USA Viva! Django
West Germany Ein Fressen für Django

Locations

 

 

Elios Film, Rome, Lazio, Italy
(studio) (studio: filmed at Elios Film-Rome)

Villa Mussolini, Roma, Italy

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Titolo originale W Django!
Paese di produzione Italia
Anno 1971
Durata 90 minuti
Genere western
Regia Edoardo Mulargia (come Edward G. Muller)
Soggetto Nino Stresa
Sceneggiatura Nino Stresa
Produttore Pino De Martino
Casa di produzione 14 luglio cinematografica
Distribuzione (Italia) Jumbo (Indipendenti Regionali)
Fotografia Marcello Masciocchi
Montaggio Cesare Bianchini
Musiche Piero Umiliani
Scenografia Giorgio Postiglione
Costumi Giorgio Postiglione
Trucco Carlo Renzini

Interpreti e personaggi

Anthony Steffen: Django
Stelio Candelli: Jeff, il capobanda
Glauco Onorato: Carranza
Chris Avram: Gomez
Simonetta Vitelli (come Simone Blondell): Ines
Esmeralda Barros: Lola
Donato Castellaneta: Paco, il barista
Riccardo Pizzuti: Thompson
Furio Meniconi: lo sceriffo
Remo Capitani: Sam
Giovanni Cianfriglia: un pistolero con Jeff
Gilberto Galimberti: un pistolero con Jeff
Attilio Severini:
Paolo Figlia: un pistolero con Jeff
Alessandro Perrella: il frate
Benito Stefanelli (non accreditato): Ibanez
Lorenzo Piani

Doppiatori italiani

Pino Locchi: Django
Luciano De Ambrosis: Jeff
Ferruccio Amendola: Carranza
Carlo Alighiero: Gomez
Micaela Esdra: Ines
Flaminia Jandolo: Lola
Vinicio Sofia: Paco
Gianni Marzocchi: Thompson
Daniele Tedeschi: Ibanez
Arturo Dominici: Sam

FOTO E POSTERS

 

 

 

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